TUTTO L’AZZURRO DEL TIRO A VOLO – EDITORIALE FITAV

Nell’intervento che ho pronunciato lo scorso 22 giugno nel Salone d’onore della sede del Comitato olimpico nazionale italiano in occasione della presentazione ufficiale della squadra del trap in partenza per i Giochi di Tokyo, ho voluto esprimere tutte le grandi suggestioni e tutte le intense emozioni che ci ha permesso e ci permetterà di sperimentare la promozione della nostra Jessica al ruolo di portabandiera alle Olimpiadi in combinazione con Elia Viviani. Sul tema dell’orgoglio di tutto il mondo tiravolistico per un fenomeno di questa portata mi ero soffermato, si ricorderà, anche nell’intervento dello scorso numero. Nelle parole che ho pronunciato all’indirizzo del presidente del Coni Giovanni Malagò, del segretrario generale e capo missione alle Olimpiadi Carlo Mornati e dei numerosi alti rappresentanti delle Forze armate e dei Corpi dello Stato presenti all’evento nonché degli operatori dell’informazione ho voluto invece sintetizzare il valore di questa grande recente conquista del tiro a volo italiano. Ho sottolineato che si tratta di un traguardo anzitutto culturale perché in questo modo il nostro sport esce definitivamente dal novero degli sport meno popolari e noti soltanto agli specialisti e si proietta, con l’orgoglio di chi raggiunge un traguardo sapendo che ha compiuto quel gesto soltanto con i propri mezzi e con le proprie qualità, nel più ampio universo sportivo nazionale e mondiale.

Dobbiamo essere fieri per questo traguardo che ho definito storico e straordinario, ma dobbiamo naturalmente essere consapevolmente grati a chi ci ha attribuito finalmente il ruolo che ci spetta. Al Coni dell’amico presidente Malagò innanzitutto, perché il nostro massimo organismo sportivo nazionale ha più volte in questi anni posto l’accento sulla capacità di una disciplina di produrre vittorie, titoli, medaglie e quindi prestigio per l’Italia intera, piuttosto che soltanto sulla capacità di uno sport di attrarre popolarità per una sorta di riflesso condizionato che la società esprime verso alcune pratiche di chiara e consolidata fama. Gratitudine deve essere espressa anche nei confronti di quei Gruppi sportivi in divisa che ormai da decenni sostengono molti dei nostri atleti dell’attività apicale e permettono loro di condurre una preparazione accurata e sistematica che è certamente presupposto delle tante pregiate prestazioni agonistiche. E non è davvero un dettaglio che tutte le atlete e tutti gli atleti che andranno ai Giochi di Tokyo per l’Italia il tiro a volo, sotto quella maglia azzurra vestiranno anche una divisa.

Come ho voluto di nuovo sottolineare a chiare lettere nel mio intervento al Coni, ci sono fenomeni importanti e assolutamente inediti che accompagnano la nomina di Jessica Rossi a portabandiera dell’Italia a Tokyo. Uno su tutti: il fatto che la nostra squadra sia, per la prima volta da quando il tiro a volo azzurro partecipa ai Giochi, più femminile che maschile. Tutto questo insieme di eventi e di fenomeni descrive un’atmosfera completamente nuova all’interno della quale il tiro a volo intende muoversi. Perché, come ancora una volta ho dichiarato nella cerimonia dello scorso giugno, questo nuovo contesto attribuisce a noi, donne e uomini del tiro a volo italiano, la responsabilità e la possibilità di scrivere pagine importanti della storia futura dello sport nazionale. Ed è un ruolo che ci permetterà anche di essere inseriti, sempre più e sempre a maggior titolo, in quella comunità nazionale in cui siamo intenzionati a svolgere fieramente una precisa funzione sociale.


“Linea di tiro”, di Luciano Rossi, Caccia & Tiro 6/2021.


Luciano Rossi con il presidente del Coni Malagò, il segretario generale Mornati e la squadra olimpica del trap.


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