Mentre questo numero va in stampa Greentime, la nostra Casa Editrice, celebra un traguardo importante: quarant’anni di attività. Quarant’anni trascorsi cercando di restare fedeli a un concetto semplice: comunicare significa informare, parlare con i lettori e raccontare ciò che si rappresenta. Su questo anniversario, per tempistiche editoriali, torneremo nel prossimo numero. Intanto ci piace ricordare che “Caccia & Tiro” affonda le proprie radici ancora più indietro: fondata nel 1947 con il nome “Notiziario di caccia e pesca nell’Emilia”, è arrivata fino a oggi attraversando quasi ottant’anni di storia. Una continuità editoriale che dice molto sulla capacità di rinnovarsi senza perdere la propria identità, un processo che ci vede impegnati tuttora. Non vogliamo anticipare troppo: sarà il nuovo volto della Casa Editrice a raccontare, insieme a qualche novità, una realtà che continua a cambiare mantenendo però fermo il rapporto con la propria storia. Pochi settori hanno conosciuto una trasformazione tanto radicale quanto quello della comunicazione. Dopo che per lunghissimo tempo l’informazione è stata affidata soprattutto a quotidiani, periodici, radio e televisione, in pochi anni e con sempre maggior accelerazione siamo passati a Internet, siti web, social, smartphone e un mondo – letteralmente, essendo la rete e tutto ciò che le gira attorno “globale” – nel quale ognuno di noi può essere contemporaneamente destinatario e produttore di contenuti. Per il mondo venatorio – e con esso recentemente sempre più spesso anche altre espressioni della ruralità – messo al centro di discussioni e rappresentazioni non corrette, il tema è particolarmente importante. Oggi possiamo intervenire rapidamente, spiegare, replicare e fornire dati. Ma la rapidità può diventare un limite quando a prevalere sono la semplificazione, la ricerca del consenso immediato o, peggio, la diffusione deliberata di informazioni false. Le fake news non sono un’invenzione dei social: notizie distorte, esagerazioni e ricostruzioni interessate sono sempre esistite. Una volta si chiamava “propaganda”. La differenza è che oggi sono realizzate e diffuse con una velocità semplicemente impensabile fino a pochi anni fa. E una volta premuto il tasto di invio, fermarle o anche solo correggerle è difficile se non impossibile.
Anche la carta stampata non è esente da errori e non dà una garanzia assoluta di verità, ne abbiamo quotidiani esempi. Ma per sua natura ha tempi diversi: uno spazio limitato, ma pensato; un testo che deve essere costruito e verificato; una responsabilità editoriale precisa, anche dal punto di vista delle conseguenze legali.
Si sbaglierebbe però a pensare a una contrapposizione tra carta e digitale, che devono essere viste invece come un sistema integrato. Greentime e Federcaccia lo hanno compreso e utilizzano tutti gli strumenti disponibili: riviste, siti web, newsletter, social, video e altri canali digitali, per raggiungere pubblici diversi con linguaggi, contenuti e tempi differenti. I social consentono di essere rapidi e di raggiungere immediatamente un vasto pubblico; il web permette di aggiornare le informazioni e renderle facilmente accessibili; i video di raccontare e documentare attraverso le immagini; la stampa dà modo di approfondire i fatti, analizzarli e inserirli nel loro contesto. Ma, al di là del mezzo, il principio rimane avere la piena consapevolezza della responsabilità di ciò che si dice. Comunicare in modo corretto ed efficace significa essere credibili: verificare prima di condividere, tenere separate le opinioni dai fatti, non trasformare questioni complesse in risposte semplicistiche. Nel nostro settore significa anche raccontare la caccia, l’ambiente e la sua gestione per ciò che è, senza lasciare siano altri a definirla attraverso stereotipi, luoghi comuni o informazioni prive di fondamento. Per questo continueremo a essere sulla carta. E continueremo, allo stesso tempo, a essere sul web e nei nuovi strumenti della comunicazione. Perché il futuro dell’editoria non è solo carta o solo digitale. Sarà di chi saprà utilizzare entrambi per fare, semplicemente, buona informazione. Nel rispetto della verità e soprattutto del lettore.
“Primo piano”, di Marco Ramanzini, Caccia & Tiro 09/2026.
Il futuro dell’editoria non è solo carta o solo digitale. Sarà di chi saprà utilizzare entrambi per fare, semplicemente, buona informazione. Nel rispetto della verità e soprattutto del lettore – Foto generata con Gemini AI


