Il presidente di Federazione Italiana della Caccia, Massimo Buconi, interviene in un video nel quale illustra l’importanza dei tesserini venatori per la gestione della fauna selvatica, dopo la lettura dei dati da parte di Ispra. Come al solito le associazioni anticaccia hanno usato la notizia per travisare le evidenze scientifiche.
Ecco il testo del discorso di Buconi: “La scorsa settimana ha avuto evidenza il resoconto interessantissimo fatto da Ispra sull’attività derivante dalla lettura dei tesserini venatori o meglio dei dati trasmessi dalle regioni a proposito della lettura dei tesserini venatori dai quali appunto evincere la quantità dei capi di selvaggina che in Italia vengono prelevati con l’attività venatoria. Attività interessante, assolutamente utile e importante che va fatta sempre in maniera più sistematica. Anzi anche io mi associo all’invito a quelle regioni che non avessero ancora provveduto a trasmettere i dati, a farlo perché sono dati importantissimi. Il tesserino venatorio è quello strumento dove il cacciatore annota gli abbattimenti: il prelievo di varie specie di fauna selvatica che fa giornalmente durante l’arco dell’attività venatoria. Quindi farne il resoconto è attività importante perché da lì si capisce come va l’attività venatoria, ma si desume anche un indice di abbondanza delle popolazioni dei selvatici oggetto di prelievo. Come al solito su una cosa utile e positiva su un dato tecnico scientifico poi si innestano le solite polemiche e i soliti “antitutto”, le note associazioni prese dal sacro fuoco anticaccia, arrivano a chiedere ai ministeri una moratoria e una chiusura dell’attività venatoria perché vengono abbattuti in Italia dai cacciatori milioni di esemplari di capi di fauna selvatica, citando questo come un dato negativo per la biodiversità, per l’ambiente o per le stesse popolazioni di fauna selvatica. Niente di più fuorviante, perché è una lettura parziale legata a un interesse di parte e non certo un interesse generale. Cito solo un esempio: parliamo del tordo bottaccio, una delle specie più cacciate in Italia. Vero è che ne vengono prelevati qualche milione di esemplari, ma quello che non dicono gli antitutto è che in Italia i censimenti e quindi gli studi, dimostrano che c’è una popolazione annuale stimata di tordi bottacci tra i 75 e i 120 milioni di esemplari, prima del periodo riproduttivo. A questi numeri vanno aggiunti poi i nati. Capite quindi quanto possa incidere prelevarne qualche milione di capi su una popolazione stimata di oltre 120 milioni di esemplari. Questa è la dimostrazione che i dati vanno interpretati e vanno usati nel modo giusto. Rinnovo a tutti i cacciatori l’invito a compilare puntualmente il tesserino venatorio che sia cartaceo o che sia digitale. Invito anche le regioni alla puntualità nella trasmissione dei dati, ci serve per fare gestione”.
Screenshot del video: il presidente nazionale Fidc Massimo Buconi.


