LE EMOZIONI VISSUTE AL TAV SAN MARTINO IN OCCASIONE DELL’ATLETA DELL’ANNO 2026

Tutti noi abbiamo presente il ciclo delle stagioni, vuoi per reminiscenze scolastiche o per i caratteristici proverbi popolari o, ancora, per il semplice susseguirsi delle giornate in una continua alternanza di scenari che la mente umana assimila, ma non replica perché la natura ha le sue leggi a volte sconosciute.
Una stagione agonistica nel tiro a volo scandita dal calendario federale assume in parte queste caratteristiche.
Un avvio spumeggiante dopo la calma dei mesi invernali, una fase centrale vivace e impegnativa per le molte scadenze in essere e una fase finale dove si tirano le somme, si analizzano i mesi vissuti si stilano bilanci e nuovi propositi.
L’Atleta dell’Anno svoltasi il 6 settembre presso il Tav San Martino di Rio Salso rientra nell’ultima fase di questo nostro particolare ciclo stagionale. Insieme al Campionato Società di compak che si svolgerà tra pochi giorni e il Trofeo delle Regioni sempre di compak un po’ più in là è stato l’ultimo giro di boa di un anno che ha visto tutti i protagonisti del mondo tiravolistico impegnati su vari fronti con entusiasmo e partecipazione. Ripercorrere i viali, i campi, i vari luoghi di ritrovo, dove solo due settimane fa si respirava aria mondiale, è stato singolare per le sensazioni e le percezioni provate. Non c’era il variegato apporto internazionale ma ritrovarsi è sempre piacevole tra saluti, abbracci, risate. Il numero dei presenti non era particolarmente numeroso (130 circa), ma sufficiente a mettere in scena una competizione intensa e combattuta che si è svolta su tutti gli 8 campi dell’impianto e che ha visto le varie categorie qualificate affrontare i 100 piattelli previsti su campi differenti. Alla fine sono stati necessari gli shootoff per stilare la classifica generale. Da questa sono stati successivamente estrapolati i primi 6 per quanto riguarda le categorie e i primi 3 per le qualifiche che hanno disputato i barrage per accedere alla finalissima che avrebbe decretato l’Atleta dell’Anno 2026.
Come spesso accade queste fasi sono particolarmente sentite sia dai tiratori sia dai “supporter”. L’attesa tra la fine della gara e questi momenti appena descritti, per alcuni è oscura e carica di tensione, per altri è più stemperata in chiacchiere e sfottò con gli altri avversari. Assistere alla finalissima è come accedere alla conquista di un olimpo dove la vittoria di uno non è la sconfitta degli altri, ma la condivisione di un percorso e la comune partecipazione che già di per sé è un traguardo prestigioso.
Ci terrei a sottolineare quanto già percepito in altre occasioni, Mondiale compreso. Osservazioni e considerazioni di questo mondo rispetto ad altri, ugualmente meritevoli del rispetto umano e sportivo. Al momento delle premiazioni l’aria che si respirava era di gioia, di festa e di serena partecipazione alla vittoria di chi è salito sul podio, abbiamo assistito a sorrisi, ad applausi, a un tifo carico e allegro. E di contro i premiati erano esseri umani, non divinità soprannaturali come vengono considerati gli atleti di altre discipline. Anche questo è un messaggio che mi piacerebbe arrivasse non solo alle nuove leve del tiro a volo, ma a tutte le realtà coinvolte. C’è un duro e costante lavoro dietro a ogni evento e percepirne l’umanità e sotto certi aspetti anche l’umiltà, è qualcosa che fa riflettere il mondo sportivo e la nostra stessa quotidianità.
Il Tav San Martino offre sempre uno scenario di efficienza notevole e l’adrenalinico Alberto Pacassoni è ormai un simbolo ineguagliabile di questo mondo. Per concludere, mi fa piacere rendervi partecipi di un siparietto al quale ho assistito anche se a distanza, non ho captato le parole ma i gesti erano eloquenti. A un tavolo era seduto Veniero Spada, il CT della nazionale, e intorno a lui gli Junior presenti alla gara. È stato bello vederli ridere e scherzare, darsi pacche sulle spalle e poi ascoltare assorti e concentrati le parole del loro mentore. Una bella giornata, un momento da inserire nel nostro virtuale album dei ricordi, non servono tante parole o mille immagini, basta un: Io c’ero e me lo ricordo.


Le emozioni vissute dai protagonisti al Tav San Martino di Rio Salso (PU) in occasione dell’Atleta dell’Anno 2026. Nelle immagini qui riportate riconosciamo anche il ct della nazionale azzurra di compak, Veniero Spada – Foto dell’autrice


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