La stagione agonistica 2025 del tiro a volo italiano è stata impreziosita da numerosi successi internazionali, ultimo dei quali, in ordine di tempo, la medaglia d’oro conquistata da Massimo Fabbrizi e Alessia Iezzi nel mixed team al Campionato del mondo di Atene lo scorso ottobre. Nel periodo compreso tra la rassegna iridata e la Finale di World Cup in programma a Doha (Qat) dal 4 al 9 dicembre, il preparatore atletico delle squadre azzurre Edoardo Kirschner ha svolto un ciclo di raduni di preparazione fisica riservati agli atleti della nazionale di fossa olimpica e skeet, un contesto che consente di curare con grande attenzione le sessioni di allenamento in previsione dell’avvio della prossima stagione agonistica 2026. Per approfondire strategia, obiettivi e contenuti di questo percorso di lavoro, gli abbiamo rivolto le seguenti domande: “Su cosa si basa la tua strategia di preparazione fisica in vista dell’avvio della stagione 2026?”; “Puoi farci l’esempio di qualche tipologia di esercizio che somministri agli atleti?” “In questo periodo di rallentamento dell’attività agonistica – ci dice Edoardo Kirschner – stiamo portando avanti progetti di grande interesse. In collaborazione con lo staff dell’Istituto di Medicina e Scienza Sport, coadiuvato dal prof. Antonio Spataro, medico federale Fitav, sono stati messi a punto protocolli di valutazione innovativi che sfruttano tecnologie adattate alle esigenze dei singoli tiratori. In passato il lavoro si concentrava quasi esclusivamente sul monitoraggio dell’efficienza fisica, elemento certamente decisivo per la prestazione in pedana. Oggi a questa dimensione affianchiamo batterie di test che simulano e analizzano il gesto tecnico. Gli atleti utilizzano la loro abituale attrezzatura, gilet e fucile compresi e vengono inserite nelle loro calzature delle solette wireless che permettono di valutare con estrema precisione la pressione esercitata dai loro piedi durante l’esecuzione dell’azione agonistica. L’obiettivo finale è di trasferire questi test in condizioni reali di gara al fine di individuare la possibile relazione tra la distribuzione del peso corporeo dell’atleta ed il centro o meno del piattello lanciato. Sono stati inseriti test baropodometrici statici e dinamici che forniscono ulteriori informazioni sulla distribuzione del peso corporeo dell’atleta sia nella stazione eretta che durante la deambulazione. Inoltre, sono state aggiunte 2 tipologie di test con il dispositivo Witty SEM per valutare la capacità di reazione del tiratore nell’individuazione di un bersaglio specifico tra diversi stimoli visivi il più rapidamente possibile. Il sistema è stato programmato per svolgere 2 diverse modalità di sfida a tempo: nella prima occorre spegnere il maggior numero di luci entro 30 secondi, nella seconda il compito è individuare 15 volte lo stesso target nel minor tempo possibile. In questi ultimi 3 mesi dell’anno gli azzurri della fossa olimpica dello skeet sono stati coinvolti in sessioni di allenamento personalizzate svolte in contesti diversificati come la palestra, soprattutto le proprie abitazioni e i relativi luoghi all’aperto (giardino e veranda) con videochiamate che permettono lo svolgimento dell’attività fisica indipendentemente dalla distanza geografica e in base alle esigenze di orario di ciascuno di loro. Al tiratore è sufficiente disporre di una stanza, di una connessione Internet e di pochi attrezzi di base (tappetino, fitball, TRX, elastici, funicella e poco altro). Questi incontri sono preziosi perché gli atleti si sentono seguiti e supervisionati ed è possibile verificare con continuità il loro stato di efficienza fisica”.
Tratto da “Preparazione atletica: Kirschner risponde”, di Michelangelo Lombardi, Caccia & Tiro 12/2025-01/2026.
In passato il lavoro si concentrava quasi esclusivamente sul monitoraggio dell’efficienza fisica, elemento certamente decisivo per la prestazione in pedana. Oggi a questa dimensione si affiancano batterie di test che simulano e analizzano il gesto tecnico. Nella foto: Simona Scocchetti – Foto Fitav






