L’ATTIVITÀ DI RICERCA DI BERNARDINO RAGNI

Bernardino Ragni è stato una figura di spicco nell’ambito della ricerca scientifica. Docente di Zoologia ambientale e Gestione faunistica all’Università degli Studi di Perugia, in precedenza ricercatore di Biologia animale, nonché esperto di Biologia e Conservazione dei vertebrati, ha dedicato la sua intera vita a molteplici interessi ed attività. Come la sua stessa biografica racconta…

Autore e coautore di oltre 160 pubblicazioni scientifiche e specialistiche, è stato Membro della Species Survival Commission e del Cat Specialist Groupdell’IUCN, The World Conservation Union, dal 1987. La sua attività di ricerca, avviata intensivamente e professionalmente nel 1968, ha interessato numerosi taxa di Vertebrati (Mammiferi, Uccelli, Rettili e Anfibi). Ulteriore oggetto di attenzione e di studio sono gli habitat e gli ecosistemi di riferimento delle popolazioni animali, anche al fine di un corretto approccio gestionale e conservazionistico. Nel saggio breve ‘Wildlife Economy. Nuovo Paleolitico’, pubblicato nel 2015, espone chiaramente il suo pensiero: una sorta di ‘filosofia-progetto’ in cui Ragni propone di riconoscere alla fauna selvatica (wildlife) la condizione di materia prima prodotta spontaneamente dagli ecosistemi e agrosistemi. Come tale, essa potrebbe diventare una risorsa economica rinnovabile, tecnicamente amministrata, dalla quale trarre beni e servizi, reddito e occupazione, coniugando sostenibilità ambientale e profitto”.

Per rendere omaggio a questo illustre concittadino scomparso nel 2018, la città di Spoleto, unitamente alla famiglia Ragni e ad alcuni colleghi ed ex studenti, a partire dal 2019 ha promosso un ciclo annuale di eventi chiamato “Fauna”, con le finalità di porre l’attenzione, approfondendoli, su alcuni temi legati alla fauna italiana, facendo altresì conoscere le caratteristiche della bellissima Collezione Bernardino Ragni.


Ringraziamenti: Andrea Sforzi, direttore del Museo di Storia naturale della Maremma Foto del  Museo di Storia naturale della Maremma: Bernardino Ragni, a sinistra, con l’allievo e collega A. Mandrici mentre appongono un radiocollare a una lupa.


Tratto da “Nel nome di Ragni”, di M.C., Caccia & Tiro 5/2021


 

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