“L’ALBA DI UN NUOVO CICLO” – EDITORIALE

Le cose mutano con una velocità impressionante. Fino allo scorso anno, proprio di questi tempi, essere “positivo” significava possedere una dote preziosa per affrontare le difficoltà del presente e quelle del futuro. Significava vedere tutto con serenità e avvolto da una luce smagliante.
Dal marzo del finalmente archiviato 2020, invece, la “positività” è una enorme iattura e, bene che vada, riserva sofferenze, sacrifici e una infinita angoscia per sé e per i propri cari. Un annus horribilis il 2020 che, tra le mille brutture e dolori che hanno sconvolto il pianeta, a noi della Fidasc ha portato un lutto gravissimo con la perdita di una figura cara e carismatica come il nostro presidente onorario Bruno Modugno. Intanto, però, Covid o non Covid, tutto scorre ugualmente e fra pochissimo tempo saremo di nuovo in marzo, proprio all’inizio di quella primavera che lo scorso anno ci è mancata tantissimo e che ha rappresentato l’inizio di tante chiusure e riaperture. Il 14, infatti, in quella che ormai possiamo considerare la sede ufficiale delle Assemblee federali – il Grand Hotel Excelsior di Chianciano Terme – con una settimana esatta di anticipo sulla data astronomica, inizierà una nuova primavera anche per la Fidasc che eleggerà il nuovo gruppo dirigente per il quadriennio olimpico 2021-2024. Al momento in cui sto scrivendo questo mio commento – una tradizione che è iniziata (sembra ieri) nel lontano 2006 – ancora ci sono ben poche certezze e tante speranze. La più grande di queste è che quello che ci ha condizionato anche le festività natalizie, sia davvero l’ultimo di una lunga serie di lockdown che hanno stravolto non solo tutta l’attività sportiva mondiale, ma anche la nostra stagione venatoria che ormai si avvia al giro di boa finale. Però, nonostante le immani difficoltà che ci hanno scombussolato la vita, l’attività federale, che non ha mai avuto soste per quanto riguarda la gestione da parte del Consiglio federale e la programmazione operativa, è ripresa appena le disposizioni di legge lo hanno permesso, trovando tutti – dirigenti, atleti, tecnici e ufficiali di gara di ogni specialità – pronti a dare il meglio di se stessi. Come è sempre avvenuto da 20 anni a questa parte. Saltate, purtroppo, le grandi competizioni mondiali con l’eccezione del Campionato europeo di Fan 32 – nelle quali siamo ormai fra le rappresentative più forti (dalle varie specialità della cinofilia a quelle del tiro), anche alcune delle più significative finali nazionali sono state annullate con enorme rammarico, specialmente degli atleti che per raggiungere risultati così brillanti, affrontano sacrifici quotidiani e sforzi, anche economici, assai rilevanti, specie in questo lungo frangente di crisi economica. Le pagine della storia sono fatte per essere girate e noi siamo pronti ad aprire un nuovo capitolo con il bagaglio prezioso di esperienze che nel corso di questi anni ci hanno arricchito, rendendo sempre più solida, forte e autorevole questa nostra Federazione. Non siamo più una Cenerentola semisconosciuta ma una realtà sportiva che ha saputo conquistarsi un ruolo di enorme prestigio nello scenario internazionale, a suon di medaglie (ben 324: 105 d’oro, 101 d’argento e 118 di bronzo), e di successi organizzativi iniziati con il “battesimo” del Campionato europeo di Sporting nel 2006 e proseguiti fino al Mondiale di Tiro di campagna e di Tiro a palla organizzato nel 2019. Tra questi due estremi ci sono stati 14 anni costellati da una serie lunghissima di grandi competizioni internazionali organizzate con enorme successo dal nostro Paese: dal Mondiale di Sporting del 2010, alle due edizioni della Coppa del Mediterraneo di Cinofilia del 2006 e 2014; dalla Coppa Europa di Tiro di campagna del 2014, alla Coppa del mondo di English Sporting del 2015; dai due consecutivi Campionati europei di Tiro a palla e Tiro di campagna del 2015 e 2016, al Campionato europeo di Field target del 2018. Questo bagaglio dimostra la nostra vera, grande forza e rappresenta la migliore garanzia per continuare a crescere insieme.


“L’alba di un nuovo ciclo” di Felice Buglione, Caccia & Tiro 2/2021.


 

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