LA NOSTRA ITALIA NEL MONDO

Dire che mi appresto alla stesura di questo mio intervento con una significativa emozione non è uno di quegli espedienti che, con la terminologia dei social, si descriverebbero come “acchiappalike”. È la genuina sensazione che provo nel rivolgermi per la prima volta alla platea dei miei consueti lettori in un ruolo appunto inedito e soprattutto di grande responsabilità: la funzione di presidente dell’International Shooting Sport Federation a cui ho l’onore di essere stato eletto dall’assemblea dei delegati di tutte le Federazioni di tiro del mondo lo scorso 30 novembre. Chi legge i miei interventi con regolarità sa bene che mi sono sempre definito innanzitutto un uomo di sport e, nello specifico, uno sportivo del tiro, e non può dunque che generare un senso di orgogliosa emozione trovarsi a reggere le sorti di quell’organismo internazionale che coordina appunto a livello planetario la pratica sportiva che più si è amato nel corso della propria vita.

L’Issf, nella sua storia ultracentenaria, non aveva mai avuto in precedenza un presidente espresso dalla Federazione italiana tiro a volo e credo fermamente che la decisione dell’assemblea dei delegati di tutto il pianeta abbia premiato innanzitutto il nostro Paese e la nostra Federazione che hanno rappresentato e rappresentano una grande realtà per l’ambito del tiro. Siamo una realtà che ha saputo ripetutamente fare scuola in termini agonistici, che nei decenni ha conquistato una considerevole quantità di vittorie e medaglie a livello olimpico, mondiale ed europeo, che ha costituito l’humus in cui si è sviluppata un’industria del settore che si configura come un’insuperata eccellenza mondiale, che ha ispirato molte idee e ha proposto intuizioni innovative. Si tratta certamente di una grande sfida che l’intero mondo del tiro ci ha consegnato e che rappresenta però soprattutto un inequivocabile gesto di fiducia, di stima e di grande considerazione sia nei confronti della nostra Federazione che nei confronti dell’intero movimento sportivo della nostra Italia.

Peraltro, a fronte di questo risultato, voglio ribadire il pensiero che niente è in realtà impossibile quando la volontà sia ferma negli intenti e negli obbiettivi, perché sappiamo bene quali condizionamenti e quali energiche azioni di contrasto e di disturbo siano state messe in atto per impedire alla mia persona e quindi al nostro intero movimento sportivo di accedere a quel ruolo.

Ai miei collaboratori e in alcune occasioni pubbliche ho già energicamente e ripetutamente precisato che il conseguimento di questo risultato è l’inizio di un percorso, non certo un traguardo. Abbiamo davanti 4 anni in cui lavoreremo per portare molta cultura sportiva italiana nel mondo, ma anche per far conoscere proprio in Italia la vasta e variegata cultura sportiva del mondo intero. Corretta gestione di un organismo di grande portata planetaria come è l’International Shooting Sport Federation significa infatti innanzitutto favorire al massimo livello l’interscambio di elementi culturali che possono arricchire di contenuti le tante realtà nazionali. Il percorso è tracciato, la sfida è lanciata. Dunque: buon lavoro a tutti noi!


“Linea di tiro”, di Luciano Rossi, Caccia & Tiro 02/2023.


Il presidente dell’Issf Luciano Rossi con il neoeletto Executive Committee.


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