I CANTI DEI FAGIANI MASCHI

La riproduzione del fagiano si basa sulla difesa, da parte di un maschio, di una determinata porzione di territorio e di un certo numero di femmine, ossia di quello che in gergo tecnico, rifacendosi alla tradizione islamica, viene definito harem”. Allinizio della primavera, tra la fine di marzo e la prima parte di aprile, le fagiane abbandonano i gruppi femminili, con i quali hanno trascorso linverno, per accompagnarsi ai maschi. In questo medesimo periodo, di pari passo, i maschi lasciano i rispettivi gruppi invernali e si disperdono per conquistare ciascuno il proprio territorio. I territori riproduttivi sono rappresentati dai margini che separano gli habitat di rifugio, come la vegetazione presente sulle sponde dei corsi dacqua, i boschi, le siepi, i vigneti, gli oliveti, ecc., dagli ambienti aperti, come i campi dei cereali o i prati. Ma non tutti i fagiani riescono a conquistare un proprio territorio, molti ne rimangono privi. Circa le possibilità di guadagnare o meno un territorio, gioca un ruolo determinante letà dei maschi. La maggioranza dei maschi possessori di territori risulta infatti composta da adulti, mentre, al contrario, gran parte dei maschi non territoriali risultano essere giovani. E i maschi possessori di territori, essendo più vecchi, risultano anche leggermente più pesanti dei senza terra”. E anche le dimensioni medie di ciascun territorio tendono ad aumentare con letà del fagiano.

IL RICONOSCIMENTO DEI TERRITORIALI”
Allatto pratico il riconoscimento dei maschi territoriali da quelli senza territorio risulta, in genere, abbastanza facile. Infatti al mattino ed al tramonto, mentre i maschi territoriali stazionano, a debita distanza luno dallaltro, lungo i confini tra gli ambienti di rifugio e quelli di alimentazione, i maschi privi di territorio rimangono, al contrario, prevalentemente al centro dei campi. In tal modo, prendendo in prestito il termine dal gergo calcistico, questi maschi possono essere definiti come una sorta di centrocampisti”. Inoltre, essi risultano riconoscibili anche in base al fatto che, non di rado, risultano in compagnia di 1 o 2 altri maschi. Va da sé che questa presenza in mezzo alle aree aperte è imposta ai centrocampisti” dalla stabile occupazione dei margini campestri da parte dei maschi territoriali. I fagiani difendono il proprio territorio tramite un insieme di comportamenti aggressivi, capaci di culminare in un attacco fisico nei confronti dellintruso qualora questultimo, nonostante imposizioni e minacce, non decida di darsi alla fuga. Le dispute di confine tra maschi adulti territoriali confinanti sono destinate alla conferma dei rispettivi territori, mentre quelle che coinvolgono i giovani sono finalizzate a conquistare un territorio per la prima volta. Gli harem dei maschi possono essere composti da un numero diverso di femmine: alcuni possono essere formati da una sola femmina, mentre altri possono raggiungere il numero di 4, 5 o perfino 6 fagiane. In altre parole, alcuni maschi risultano molto più attrattivi di altri. A tale proposito, i maschi che possiedono un territorio per più anni hanno, generalmente, degli harem più consistenti di quelli che riescono a conquistare un territorio per la prima volta. In uno studio condotto su 9 femmine di cui erano conosciuti gli accoppiamenti in 2 anni consecutivi, 4 sono ritornate allo stesso maschio e 5 lo hanno cambiato, ma in questi casi si trattava di vedove” il cui coniuge era morto durante lanno. I maschi annunciano il possesso dei loro territori e vi richiamano le femmine mediante il canto. Il canto di richiamo ha caratteristiche individuali che permettono a ciascuna femmina di riconoscere il proprio compagno. Il picco dei canti è raggiunto nei mesi di marzo, aprile e maggio e al sorgere del sole piuttosto che al tramonto. Il canto è seguito da un breve battito delle ali, il cui rumore è avvertibile però solamente lungo il confine del territorio. Quindi, mentre lo sbattere le ali tende a segnalare la presenza del maschio ai suoi vicini, i canti sono prevalentemente emessi per attrarre le femmine. Il canto del maschio territoriale, se lo volessimo tradurre in italiano, potrebbe infatti equivalere ad un messaggio di questo tipo: Ragazze venite a vedere come sono rossi e belli i miei bargigli”.

LE CARATTERISTICHE ATTRATTIVE
Di conseguenza, sebbene in via di principio possano essere le qualità del territorio di un maschio ad attrarre le femmine, viene ritenuto che siano, in prevalenza, alcune caratteristiche fisiche del maschio a svolgere il ruolo principale. In qualche caso può in effetti verificarsi che le femmine di un harem abbandonino il maschio per trasferirsi nel territorio di un altro perché più ricco di cibo. Tuttavia, in altri casi le medesime femmine si accompagnano con lo stesso maschio per più anni consecutivi, nonostante il territorio del maschio possa avere ogni anno una diversa collocazione, sebbene con le stesse qualità ambientali. Tirando le somme, sono le qualità fisiche del maschio, in particolare lintensità e lestensione della colorazione rossa dei bargigli, ma anche la lunghezza degli speroni, della coda e dei ciuffi auricolari ad attrarre le femmine. Attraverso questi caratteri fisici, le femmine valutano lidoneità del maschio a poterle validamente difendere dalle insidie dei predatori e dalle molestie dei maschi privi di femmine, nonché a produrre una prole di buona qualità. A riprova di ciò, il maschio territoriale dotato di femmine trascorre più tempo in vigilanza che in alimentazione, mentre le fagiane non scortate da un maschio territoriale sono costrette a dedicare circa 10 volte più tempo alla vigilanza nei confronti dei predatori e dei maschi molestatori, finendo così per dedicare alla propria alimentazione solo 1/3 del tempo che, viceversa, vi possono spendere quando sono validamente tutelate. A ben guardare però, il maschio fornisce la propria vigilanza, allalba e al tramonto, per circa 1 o 2 ore, cioè per il tempo indispensabile alle fagiane per uscire dai rifugi e alimentarsi nelle aree aperte. Questo, viceversa, non si verifica nelle restanti fasi della giornata, quando le femmine rimangono al coperto e quindi al sicuro da qualsiasi tipo di disturbo. La vigilanza esercitata dai maschi territoriali consente dunque alle fagiane di alimentarsi per costituire le riserve di grasso essenziali per far fronte al gravoso dispendio di energie connesso con la deposizione e lincubazione delle uova. Dal punto di vista del maschio, la vigilanza, svolgendosi solo per un limitato arco di tempo, implica uno sforzo che risulta sostanzialmente simile, tanto nel caso in cui debba difendere alcune femmine quanto in quello in cui debba tutelarne una sola. Questa caratteristica, a ben guardare, differenzia il fagiano da altre specie di galliformi, come ad esempio la starna, nelle quali, vivendo in habitat aperti, i maschi devono aiutare la propria femmina nellallevamento dei piccoli, se non addirittura nella cova delle uova, come avviene nella pernice rossa. I francesi definiscono i maschi che cantano in primavera con il termine coqs chanteurs” e sul conteggio di questi fagiani cantanti” è stato messo a punto un metodo per valutare la consistenza del parco riproduttori nel periodo che precede la riproduzione vera e propria. Tuttavia, non tutti i maschi cantano. Paradossalmente, è stato constatato come siano in realtà i maschi senza femmine ad emettere un numero di canti superiore a quello emesso dai maschi che hanno già costituito il proprio harem. A puro titolo di esempio, nella popolazione selvatica di fagiani che seguo, in 18 giornate di osservazione, condotte da unora prima a unora dopo il tramonto, nella primavera 2022, sul totale dei 160 fagiani maschi osservati, 115 maschi, pari al 71,9% risultarono privi di femmine e 45, pari al 28,1%, risultarono in compagnia di almeno una femmina. Viceversa, tutte le 69 femmine osservate risultarono accompagnate da un maschio, ragione per cui la dimensione media dellharem risultò pari a 1,5 femmine per maschio, con il caso limite di un maschio con un harem composto da ben 6 femmine. Dei 70 maschi cantanti” registrati, pari al 43,8% del totale di quelli contati, i maschi possessori di un harem composto da almeno una femmina furono 15, pari al 21,4%, mentre 55 cantanti”, pari al 78,6%, risultarono totalmente privi di compagne. Infine, i canti complessivamente registrati furono 288, dei quali solo 25, pari al 8,7%, furono emessi da fagiani accompagnati da almeno una femmina e 263, pari al 91,3% furono invece diffusi da maschi senza femmine, con il caso, davvero estremo, di uno scapolo” che, nellarco delle 2 ore di osservazione, ebbe modo di emettere addirittura 38 canti.

OSSERVAZIONI SUL CAMPO
Durante le osservazioni condotte su questa popolazione di fagiani selvatici nelle primavere 2021, 2022 e 2023 ebbi modo inoltre di fare da testimone ad alcuni episodi, tanto spassosi quanto significativi, intercorsi tra ammogliati”, scapoli” e fagiane.
Così, nella primavera del 2021, mentre osservavo con il binocolo uno scapolo” che cantava a squarciagola”, scorgo a poche decine di metri di distanza da esso 2 maschi assolutamente silenziosi, ma seguiti, rispettivamente: uno da 5 fagiane (harem record) e laltro da solo” 2 femmine. Ugualmente, nella primavera 2022, appostato su unaltura, avvisto un silenzioso centrocampista” posizionato in un campo nelle vicinanze di un palo della luce. Pochi attimi dopo, mentre sto scrutando i bordi della siepe che delimita il medesimo campo, vedo uscire un maschio seguito da 3 femmine. Queste ultime incominciano ad allontanarsi dal loro maschio e iniziano a muoversi velocemente verso quello che sta al centro del campo. Questultimo, accortosi del progressivo approssimarsi di queste 3 femmine, ingrana la quarta e fugge lontano. Le fagiane, apparentemente interdette, si intrattengono qualche minuto sul sito precedentemente occupato dal centrocampista” e poi fanno lentamente ritorno dal loro maschio, con il quale si infilano in un battibaleno dentro la siepe. Infine, nella primavera del 2023, mentre sto osservando un maschio intento a montare la guardia su 2 femmine in fase di alimentazione ai piedi di una siepe, ecco avvicinarsi, lentamente e con atteggiamento cauto, un maschio proveniente dal centro del campo. Questultimo, una volta giunto in prossimità delle fagiane, incomincia ad emettere canti uno dietro laltro. A questo punto il maschio territoriale, lasciando momentaneamente incustodite le sue femmine, si avvicina minaccioso al cantante” inducendolo ad una repentina fuga. In conclusione, i maschi cantanti”, almeno nella popolazione da me seguita, appaiono essere prevalentemente maschi sprovvisti di femmine, autentici poverini” che si spolmonano” a suon di canti per tentare disperatamente di porre rimedio alla propria triste condizione. Al contrario, i maschi territoriali, dotati anche di un pur minimo numero di femmine, avendo raggiunto il loro scopo, appaiono meno chiassosi”, ossia tendono ad emettere canti per segnalare agli altri maschi la loro presenza piuttosto che per richiamare altre femmine.


Tratto da “Il canto dei fagiani maschi”, di Roberto Mazzoni Della Stella, Caccia & Tiro 12/2025-01/2026


Una femmina e un maschio di fagiano – Foto Milko Marchetti

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