DA FACE IL MANIFESTO PER LA BIODIVERSITÀ

Face, la Federazione europea delle associazioni per la caccia e la conservazione, ha pubblicato il Manifesto per la biodiversità, un documento che mette a fuoco i punti di azione e le possibili strategie da mettere in atto.

La sua pubblicazione è innanzitutto la dimostrazione dell’impegno dei cacciatori europei nei confronti di questo tema e l’approccio, come spiega il presidente Face Michl Ebner, deve guardare anche alla dimensione sociale: “Ci sono anche nuovi strumenti ambientali, sociali ed economici – scrive Ebner nel Manifesto – che stanno emergendo per affrontare la perdita di biodiversità. Sebbene sia necessario di più, insieme stiamo facendo la differenza. Il valore della biodiversità racchiude una pluralità di percezioni, pratiche, conoscenze e valori culturali che richiedono tolleranza e rispetto reciproco per lavorare insieme. La socio-diversità fa eco alla biodiversità. La biodiversità e la natura non dovrebbero essere santificate ma socializzate. La gestione della biodiversità non implica solo la gestione di tutte le entità biologiche, ma anche la gestione della diversità sociale”.

Il Manifesto prende in considerazione 38 azioni che i cacciatori europei possono intraprendere a salvaguardia della biodiversità, divisi per 8 macro aree. Si Inizia dall’habitat, il punto uno, per il quale le azioni guardano alla collaborazione con gli agricoltori e all’adozione di strategie di gestione mirate. Il secondo punto è “Specie”, perché se è fondamentale salvaguardare gli habitat alcune specie potrebbero avere bisogno di particolari attenzioni; in questo caso l’elemento chiave è il contributo dei cacciatori, ad esempio nel monitoraggio e nel controllo delle specie aliene. Il terzo punto è “Aree protette”, nel quale Face ribadisce anche l’importanza della rete Natura 2000, pur sottolineando che spesso il concetto di area protetta viene travisato. Per ciò che riguarda questo punto la Federazione internazionale si propone di promuovere il contributo dei cacciatori anche in queste aree e, tra le altre cose, di promuovere l’applicazione delle linee guida Iucn. Il quarto punto riguarda “L’utilizzo sostenibile”, delle risorse, del territorio, per fare il modo che la presenza dell’uomo non danneggi la biodiversità; in questo caso le azioni vanno dalla corretta diffusione e comprensione dei principi di sostenibilità all’utilizzo dei cacciatori locali per promuovere le buone pratiche ecosostenibili e la sensibilizzazione nei confronti della biodiversità. Al quinto punto troviamo “Infrastrutture Green”, per tutelare il paesaggio e creare collegamenti per la fauna da un territorio all’altro laddove siano separati da infrastrutture, ad esempio attraverso i green bridges. Il punto 6 è “Servizi per l’ecosistema” e riguarda soprattutto un cambiamento di prospettiva che vede nell’ambiente anche un fornitore di servizi (acqua, aria pulita…), con un valore da quantificare e tutelare; in questo caso le azioni da intraprendere sono rivolte principalmente a far conoscere e sensibilizzare su questo tema. Al punto 7 troviamo “Investire nella natura”, che, secondo Face non riguarda solo la disponibilità di fondi destinati all’ambiente, ma anche la capacità di utilizzarli al meglio dove è più necessario; anche in questo caso sono molte le azioni proposte, tra queste ideare e sostenere strumenti economici che possano portare un beneficio all’ambiente attraverso attività sostenibili come la caccia. All’ultimo punto c’è “Cacciatori per la natura”, perché la natura, per essere protetta, ha bisogno di qualcuno che ne comprenda la complessità e che abbai voglia di lavorare per essa, cosa che i milioni di cacciatori europei fanno, lavorando per la sua salvaguardia e intraprendendo azioni a sua tutela, a livello locale e regionale.

Per approfondimenti: The Biodiversity Manifesto.

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