AL CENTRO DELLA SCENA

Sono certo che tutte e tutti noi custodiamo idealmente nella memoria un’immagine simbolo delle gesta delle atlete e degli atleti che hanno primeggiato alle Olimpiadi di Parigi e sicuramente, per effetto della specifica personale sensibilità, si tratta di “istantanee” anche molto diverse. Invece un elemento della più recente edizione dei Giochi olimpici è sicuramente ricordato anche a mesi di distanza da tutte e da tutti noi con una identica sensazione di diffuso imbarazzo: la distanza, questa volta oggettiva e tutt’altro che ideale, del teatro di gara del tiro a volo e del tiro a segno dal cuore pulsante dell’Olimpiade parigina. Nel ruolo di massimo dirigente dell’Issf e della Fitav – una delle Federazioni nazionali più importanti del mondo per ruolo storico e per blasone – da tempo mi ero fatto portavoce presso i vertici del Comitato olimpico internazionale sia dell’esigenza di tutelare all’interno del futuro programma olimpico tutte le discipline contemplate dalla più recente edizione dei Giochi, che soprattutto dell’urgenza di individuare una sede di gara per il tiro che fosse collocata propriamente nell’area della città che ospita l’evento olimpico e che permettesse dunque alle atlete e agli atleti di vivere in pieno l’atmosfera dei Giochi e di soggiornare nel villaggio. Grazie al lavoro che la Federazione internazionale ha saputo svolgere in questi mesi, ma anche grazie alla disponibilità degli organizzatori dei Giochi di Los Angeles 2028 e naturalmente al ruolo fondamentale del Cio, le discipline del tiro alle prossime Olimpiadi disputeranno le loro competizioni in strutture che sorgeranno proprio nel cuore della metropoli californiana. Al poligono di Long Beach saranno in palio i titoli e le medaglie del tiro a segno, mentre il tiro a volo celebrerà la sua trentaquattresima Olimpiade al celebre impianto di El Monte. Non soltanto quindi le discipline del tiro a Los Angeles 2028 si presenteranno con gli ormai tradizionali 15 eventi in cui concorreranno i titolari e le titolari dei quasi 350 “quota places”, ma potranno contare sulla visibilità offerta da due strutture facilmente raggiungibili dal pubblico e dagli operatori dell’informazione. Anzi, per essere più preciso, dirò: facilmente raggiungibili dal pubblico degli appassionati di lungo corso e dei nuovi supporters che auspico numerosissimi. Perché la dislocazione della sede di gara nell’area della città che ospita i Giochi e il grado di accessibilità di quella stessa sede non rappresentano soltanto un aspetto meramente topografico, ma costituiscono un elemento di base in funzione dello sviluppo della popolarità delle discipline sportive stesse. Per le discipline del tiro l’Olimpiade è una vetrina privilegiata che ci permette di raggiungere, sia direttamente con il pubblico che attraverso i mezzi di comunicazione tradizionali e con i social media, una grande platea. Dobbiamo dunque salutare con entusiasmo il ritorno del tiro ai Giochi in un teatro di gara con una piena centralità anzitutto logistica, perché essere al centro della scena significa poter progredire in quell’opera di popolarizzazione delle nostre discipline che da tempo il nostro movimento sportivo persegue con grande determinazione.


“Linea di tiro”, di Luciano Rossi, Caccia & Tiro 05/2025.


Il presidente Luciano Rossi durante la Issf World cup di Buenos Aires – Foto Issf

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