UN “NUOVO MONDO” PER LE GARE FIDASC

Lattività cinofilo-venatoria di Fidasc si aggiorna: nel 2025 sono stati cambiati i regolamenti delle gare dedicate a questa disciplina. Per comprendere meglio come sia mutata la situazione, abbiamo parlato con Giuseppe De Meo, coordinatore nazionale del settore cinofilia cani da seguita su cinghiale: Abbiamo cercato di discostarci dal fare discorsi paralleli ad altri. Prima anche le nostre prove erano una sorta di verifica zootecnica e adottavamo il regolamento Enci, ora invece abbiamo deciso di mettere in pratica una strategia che non vada assolutamente in contrasto con quelle di altre strutture, ma che si differenzi del tutto. Così abbiamo inteso anche la cinofilia venatoria dedicata al segugismo, come una attività sportiva vera e propria: non cerchiamo il miglioramento delle razze, bensì valutiamo il comportamento del cane e linterazione con il conduttore grazie a parametri stabiliti nei nuovi regolamenti”.

Insomma, si tratta di un modo completamente nuovo di vedere la cinofilia venatoria da un punto di vista prettamente sportivo. Siamo partiti nel 2025 dopo linsediamento del Consiglio nazionale che è avvenuto a marzo. Abbiamo iniziato un poin ritardo rispetto agli anni precedenti, ma nonostante questo siamo riusciti a organizzare ben 6 Campionati e abbiamo sfiorato la soglia di quasi 1.000 soggetti iscritti – prosegue De Meo – Abbiamo ottenuto un discreto successo che sinceramente non mi aspettavo, ma significa che c’è ancora tanta voglia di mettersi in gioco e che il lavoro della nuova Commissione piace ai tesserati. Abbiamo coperto gran parte del territorio nazionale poiché sono stati organizzati eventi in 12 regioni da Nord a Sud. Se la partenza è stata così, il nostro auspicio è che questanno attireremo molti più iscritti, perché abbiamo realizzato un cronoprogramma dettagliato delle manifestazioni e abbiamo potuto lavorare con margini di tempo un popiù ampi. In passato spesso le iscrizioni arrivavano il giorno delle manifestazioni, mentre adesso vengono programmate già prima e questo è un altro segnale che la formula da noi scelta attira molto più di prima”. Ogni Campionato è suddiviso in specialità: Singolo, Coppia e Mute, Lady e in Girata. Questultima categoria – ammette De Meo – è stata un po’ più difficile da far comprendere. Il motivo risiede nel fatto che noi non assegniamo nessun brevetto, bensì come già sostenuto, cerchiamo di valutare la performance del binomio rispetto al tipo di caccia, con un regolamento studiato ad hoc. Sono previste fasi eliminatorie dalle provinciali e regionali che danno accesso alle finali nazionali. Da questanno abbiamo concesso la facoltà ad ogni Asd di poter scegliere il campo delle singole manifestazioni che, per vastità e conformazione dei vari territori, può essere libero (saranno comunque richieste tutte le autorizzazioni del caso) oppure recintato”.

Effettuata la fase provinciale, i binomi che abbiano fatto registrare il punteggio di 150 punti approdano a quella regionale. Altro non è che una specie di spareggio fra chi si è distinto nelle fasi precedenti. Dopodiché chi realizza più punti diventa campione regionale e accede alla semifinale di raggruppamento. LItalia è suddivisa in 4 raggruppamenti: Nord, Centro, Sud e Sardegna da sola per questioni logistiche. Ogni raggruppamento è composto da 5-6 regioni. Ad esempio il Sud è formato da Campania, Molise, Puglia, Basilicata e Sicilia. Nella fase regionale abbiamo inserito anche la possibilità di essere ripescati – commenta sempre il coordinatore nazionale – con un metodo proporzionale che tiene conto dei punteggi ottenuti, ma anche del numero di iscritti provincia per provincia. Nelle semifinali di raggruppamento avremo 18 concorrenti suddivisi in 3 giornate, ma nei raggruppamenti non ci sono 18 regioni, così accederanno i campioni regionali. Quelli che mancano saranno ripescati. In questo modo premiamo sia le prestazioni atletiche dei singoli che le capacità organizzative delle Asd”. Ma le novità non sono certo finite qui: per ogni specialità sarà organizzata a settembre la Champions Cup (quella di questanno sarà la seconda edizione – Nda) che è una sfida fra tutti i campioni. Poi c’è la classe Poker, novità assoluta in Fidasc. Si tratta di una sfida a tappe non vincolata alla provincia di tesseramento fra i campioni che accedono al Trofeo Odissea, torneo promozionale in classe Poker riservato a tutti i tesserati con iscrizione gratuita.

Bisogna partecipare ad almeno 3 tappe dellevento – dichiara ancora De Meo – perché verranno presi in considerazione i migliori 3 punteggi ottenuti durante la stagione, ma si potrà prendere parte a più eventi per aumentare la possibilità di conquistare un punteggio totale più alto. Per questo Trofeo abbiamo stabilito un montepremi in denaro da 1.000 euro. Il vincitore si giocherà anchesso la possibilità di correre nella Champions Cup che abbiamo organizzato in previsione di far partire un vero e proprio Campionato europeo in classe Open e la nostra bandiera sarà rappresentata dal vincitore a settembre. Per ora sono coinvolte Croazia, Francia, Slovenia, Svizzera e San Marino, oltre allItalia ovviamente. La finale si svolgerà a marzo 2026 in Piemonte e sarà il completamento della stagione 2025. Tutto sarà ripetuto con la stessa modalità per il 2027. Le fasi provinciali hanno avuto inizio il 1° febbraio di questanno e sono già state programmate le finali nazionali: i Singoli correranno il 26 aprile al Centro Fidasc di Campagna (Sa), le Coppie si affronteranno il 2 maggio in provincia di Forlì, le Mute il 16 maggio a Murazzano (Cn) e le Lady il 31 maggio a Potenza. Il Trofeo Odissea sarà assegnato il 23 maggio in una località ancora da decidere perché il regolamento premia la regione che avrà organizzato il maggior numero di tappe. La Champions Cup sarà organizzata il 19 settembre a Valfabbrica (Pg). Infine, il Campionato europeo è previsto il 13 febbraio 2027 al Centro Federale Fidasc di Campagna. Resta ancora da definire la data della finale in Girata”.

Ci spiega De Meo: Il nostro obiettivo era quello di organizzare prove e finali in tutta Italia senza per forza privilegiare nessuno, poiché tutti devono essere partecipi allo stesso modo. Per ora sappiamo che la nuova formula sta funzionando. Noi non attribuiamo certificati ai cani, ma i nostri titoli hanno acquisito un valore assoluto: sono, infatti, il risultato di un percorso di confronto con gli altri che necessita di performance di alto livello”. Nel regolamento che disciplina le varie prove è stato stabilito che si può stilare sempre la classifica, anche nel caso di mancato incontro con il selvatico: Proprio così – conclude De Meo – sempre perché le nostre non sono prove zootecniche, ma cerchiamo di premiare sempre il lavoro dei cani in relazione a quello dei conduttori. Non mi stanco di dirlo, valutiamo la prestazione sportiva e il comportamento del conduttore, il fair play, la correttezza morale e il rispetto nei confronti degli altri concorrenti. I nostri giudici sono diventati direttori di gara e devono essere abilitati dopo corsi specifici e anche le schede di valutazione sono diverse da quelle delle altre prove. Né migliori, né peggiori… semplicemente diverse”.


Tratto da “Un ‘nuovo mondo’ per le gare Fidasc, di Jacopo Foti, Caccia & Tiro 02/2026.


Giuseppe De Meo (a destra nella foto): Abbiamo inteso anche la cinofilia venatoria dedicata al segugismo, come una attività sportiva vera e propria: non cerchiamo il miglioramento delle razze, bensì valutiamo il comportamento del cane e linterazione con il conduttore grazie a parametri stabiliti nei nuovi regolamenti” – Foto Fidasc


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