Nel momento in cui ho preso idealmente la penna per stendere queste note, era già passata più di una settimana dalla celebrazione di quel tradizionale appuntamento che è la gara della Struttura federale. Eppure, nonostante che il mondo in cui viviamo tenda a bruciare letteralmente con frenesia ogni situazione, ho sentito ancora vivissime tutte le vibrazioni positive di quella scadenza. Segno, questo, che quell’appuntamento conserva un valore autentico. Ma, considerando quello che ho appena scritto, in realtà devo fare un passo indietro e correggermi. Ho detto: appuntamento tradizionale. Eppure sappiamo che i quasi 2 anni di pandemia e di emergenza sanitaria hanno stravolto tutti i calendari e hanno provocato molto spesso il rinvio e la cancellazione di quegli appuntamenti che erano, appunto, una scadenza tradizionale. Quindi, di questo momento di aggregazione (svoltosi con tutte le cautele e le precauzioni del caso) della famiglia federale a Roma alla metà dello scorso ottobre dobbiamo parlare come se si trattasse di un evento del tutto nuovo. Quantomeno, appunto, rispetto alle abitudini che sono entrate nell’uso da una ventina di mesi. Questa situazione ci ha probabilmente fatto apprezzare ancora di più il valore di quell’incontro di tutta la Struttura della nostra Federazione. Chi era presente ai momenti salienti di quell’evento, sa bene che ho insistito sulla memoria di quelle figure del nostro mondo che ci hanno permesso di raggiungere importanti conquiste. Ho doverosamente esaltato la figura di Fabio Fortuni che è stato segretario generale della Federazione per due decenni e che ha condiviso, che ha vissuto, che ha contribuito a costruire tutti i grandi traguardi che la Fitav ha raggiunto in questi anni. Non è un caso, poi, se nel mio intervento conclusivo ho segnalato l’opera del generale Riccardo Tonini: l’ideatore e fondatore di quella struttura che oggi è il Tav Roma che ha ospitato l’incontro di tutti i ranghi della Fitav. Quel Tav Roma che frattanto è affidato a Francesco D’Aniello: all’intraprendenza e all’energia (anche alla “follia”, ho detto peraltro con profondo senso di ammirazione!) di questo nostro grande campione olimpico. Il recupero di importanti capitoli della nostra storia, come ho suggerito nel mio intervento, ci porta doverosamente a considerare che molte conquiste di cui oggi beneficiamo sono state prodotte proprio dal lavoro di chi ci ha preceduto.
Di nuovo non un caso che abbia portato all’attenzione dei tanti che erano presenti alla cerimonia di premiazione e di chiusura della gara della Struttura federale quel cielo di Roma che ha fatto da cornice a una storia di millenni. Il nostro presente frattanto si fonda su quel meraviglioso concentrato di emozioni che abbiamo vissuto, finalmente di nuovo insieme in uno spazio fisico condiviso e non più virtuale, nel corso dei due giorni della gara della Struttura federale. In quelle giornate ho voluto ripetutamente trasmettere il mio tributo di gratitudine a tutti coloro che compongono la nostra famiglia federale: i vicepresidenti, i membri del Consiglio, le delegate e i delegati regionali e le vice delegate, gli ufficiali di gara e gli istruttori, i presidenti delle nostre Associazioni, i loro vicepresidenti e tutta l’organizzazione territoriale. Ho voluto infine indirizzare un particolare ringraziamento a tutto il personale della nostra Federazione: a coloro che con grande dedizione hanno vissuto e vivono la quotidianità della vita federale assicurando il disbrigo di adempimenti e atti formali. Da quasi 100 anni siamo Federazione. E in un mondo che, come premesso prima, brucia tutto molto in fretta, provare a guardare indietro e vedere quasi un secolo di storia suggerisce un senso di vertigine. Non è vertigine, invece, quella sensazione che proviamo guardando verso il futuro: si chiama semplicemente piacere di essere e appartenere alla grande famiglia della Fitav. Ed è con questa vibrante emozione che vogliamo procedere sulla nostra strada.
“Linea di tiro”, di Luciano Rossi, Caccia & Tiro 11/2021.
Luciano Rossi: “Il nostro presente si fonda su quel meraviglioso concentrato di emozioni che abbiamo vissuto, finalmente di nuovo insieme in uno spazio fisico condiviso e non più virtuale, nel corso dei due giorni della gara della Struttura federale”.


