TUTTA L’ITALIA DEL TIRO A VOLO

Proprio poche settimane addietro in queste pagine facevo riferimento a quella multiforme realtà che è rappresentata dal movimento tiravolistico del nostro Paese. Si ricorderà che evocavo le straordinarie potenzialità organizzative dell’Italia sia nell’ambito delle discipline olimpiche che di quelle non olimpiche e insistevo sulla grande capacità degli specialisti italiani di centrare vittorie e piazzamenti in ogni loro collocazione anagrafica. Non dovrò certo rivendicare poteri di premonizione se, sfogliando il responso di alcuni importanti appuntamenti che stanno caratterizzando questa estate 2022 come il Campionato del mondo di sporting o l’Italian open di trap e di skeet o facendo riferimento all’esito di alcune competizioni riservate all’ambito paralimpico, è possibile constatare che questi eventi hanno in larga parte puntualmente confermato quella considerazione che avevo formulato. Quando parlavo del nostro tiro a volo come di uno sport in cui il puro appassionato può trovarsi gomito a gomito in batteria con i massimi specialisti planetari e talvolta può magari perfino prevalere, ecco che immediatamente alcune delle competizioni che ho appena menzionato nella mia rapida carrellata ci hanno confermato che, sì, le prerogative del nostro sport sono proprio ancora queste!

Abbattere le barriere è sempre stata una predisposizione naturale del nostro sport. Laddove, ad esempio, altre discipline fanno dell’anagrafe un elemento imprescindibile della qualità agonistica, nel tiro a volo sono invece spesso talento ed esperienza e, per dirla con un prestito dall’aeronautica, il numero delle “ore di volo” a determinare differenti esiti di un confronto. Ciò nondimeno, in parallelo, è provato dai fatti e dai numeri che il nostro movimento giovanile viva da anni una stagione di grande floridezza in termini quantitativi e qualitativi. Quello che è fortemente incoraggiante è che indiscriminatamente in tutte le fasce anagrafiche dei nostri specialisti il dato comune è il desiderio di contribuire collettivamente a nuovi episodi del successo italiano. Il plauso che ha ricevuto il Campionato del mondo di sporting sia dai dirigenti delle federazioni nazionali che dai tantissimi partecipanti ci spiega di nuovo in maniera lampante che esiste un sistema-Italia che non soltanto funziona bene, ma che riceve regolarmente stima e considerazione.

Condensare in una formula appunto come sistema-Italia un articolato complesso di attività – che spaziano da quelle eminentemente organizzative a quelle invece più pragmaticamente tecniche e agonistiche – può rivelarsi talvolta un po’ impersonale: è insomma una definizione che non riesce a descrivere la passionalità con cui tutte le componenti del nostro Paese spesso riescono a muoversi all’unisono. Quando questo avviene, quando quella passionalità e quell’euforia organizzativa e agonistica si esprimono – che si riesca a descriverle con una formula oppure no – allora l’Italia sa davvero stupire e affascinare. E con la volontà di tutte le componenti del nostro mondo possiamo davvero continuare ad esercitare a lungo questa stessa meravigliosa azione!


“Linea di tiro”, di Luciano Rossi, Caccia & Tiro 08/2022.


Il presidente federale Luciano Rossi con il neo-campione del mondo di sporting Alessandro Gaetani.

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