Neanche le mascherine, indossate da tutti con estremo rigore, hanno nascosto i sorrisi e la soddisfazione di Luciano Rossi e della squadra di consiglieri federali a cui il popolo del tiro a volo italiano ha affidato il comando per il quadriennio 2021-2024 al termine dell’Assemblea nazionale ordinaria dello scorso 7 novembre all’Hilton Rome Airport di Fiumicino (Rm).
Mascherine, appunto, e poi termo scanner, gel alcolici per disinfettarsi le mani, distanziamento sociale, niente strette di mano, niente baci e abbracci, sedie disposte ad un metro e mezzo l’una dall’altra e tutte le misure di sicurezza imposte dalla pandemia di Covid-19 non hanno smorzato l’entusiasmo e la voglia di partecipazione al massimo consesso federale. A testimoniarlo sono i numeri. Ben 365 gli accreditati, in presenza o per delega, sui 406 aventi diritto al voto. Praticamente una mobilitazione generale malgrado le mille difficoltà dell’emergenza sanitaria che, proprio alla vigilia del meeting, ha diviso l’Italia in Regioni di diverso colore. Già costituita in prima convocazione, l’Assemblea federale è stata guidata da Antonello De Tullio nel ruolo di presidente, affiancato da Michele Signorini osservatore del Coni e dal notaio Paride Marini Elisei, al quale è stato affidato, come di consueto, l’incarico di verbalizzare l’intero incontro.
L’intervento del presidente uscente
Dopo l’espletamento delle formalità statutarie, Luciano Rossi ha preso la parola in qualità di presidente uscente per il resoconto dell’ultimo quadriennio. Doveva essere un intervento veloce. “7-8 minuti al massimo”, aveva detto poco prima dell’inizio. Poi la passione ha preso il sopravvento e ha intrattenuto i delegati per oltre 40 minuti con l’orgoglio proprio di chi ricopre il suo incarico con serietà e determinazione, avendo come obiettivo primario quello del bene dello sport che rappresenta. Sono stati 4 anni difficili “di profondi cambiamenti ai quali abbiamo dato risposte concrete nel rispetto di tutti. Lo abbiamo fatto grazie al lavoro che ognuno di noi ha fatto nell’ambito del suo ruolo”. In realtà il primo pensiero di Rossi è stato per tutti gli atleti, i dirigenti ed i tanti appassionati che ci hanno lasciato e per i quali ha chiesto un minuto di silenzio, partecipato con grande emozione da tutti i presenti. “Grazie al profondo senso di responsabilità che ispira il nostro operato siamo leader mondiali di questo sport. Abbiamo lavorato duro, siamo un quarto di secolo avanti nella tutela e nel rispetto dell’ambiente e abbiamo saputo guardare con identica attenzione all’attività olimpica, a quella non olimpica e a quella paralimpica”. Un risultato straordinario, il cui merito il dirigente umbro ha attribuito alle radici profonde della struttura federale, che la hanno protetta durante le tempeste. Esattamente quello che è accaduto nell’ultimo anno a causa della pandemia. “Abbiamo affrontato l’emergenza uniti, con un grande sforzo, personale ed economico. Non ci siamo arresi alla paura ed alle difficoltà. Anzi, ci siamo fatti promotori di iniziative di supporto e sostegno alle nostre Società, che sono state d’esempio e d’ispirazione per altre Federazioni”. Un richiamo fortissimo Rossi lo ha fatto, proprio alla difesa ad oltranza di tutti i campi di tiro, caposaldo della sua attività da dirigente federale. È stato questo l’argomento principale del suo secondo intervento, chiamato sul palco come candidato alla presidenza per il nuovo quadriennio.
“Non c’è futuro per il tiro a volo senza assicurare il diritto di esistere a tutte le nostre Associazioni. Ma è anche vero che il diritto a esistere non lo dobbiamo pretendere in questa sala oppure tornando a casa, nelle nostre Società, ma lo dobbiamo pretendere nelle sedi istituzionali. È necessaria una fase costituente per ampliare il movimento del tiro, per favorirne la crescita e per evitare la nostra marginalizzazione in un momento in cui ci sono evidenti criticità nella gestione internazionale del nostro sport e in cui continua a proliferare in certi ambienti la criminalizzazione delle armi”. Una visione del futuro che ha raccolto il favore dei delegati e di tutti i presenti, sottolineato da un lungo applauso al termine del suo intervento e dai voti espressi nel segreto delle cabine elettorali. In totale Rossi ha ricevuto 342 preferenze sui 358 voti complessivamente espressi (95,53%), praticamente un plebiscito. Solo 5 i voti per Maurizio Barca, candidato alla presidenza federale e non presente all’Assemblea, così come i candidati al Consiglio in quota Asd Pasquale Valente (9 voti), Agostino Parati (9 voti) e Luigi Vitali (2 voti), mentre 2 sono stati quelli tributati a Stefano Rosi, presidente del Collegio tecnico giuridico e candidato alla presidenza, che nel suo intervento assembleare ha ringraziato i delegati e invitato a sostenere la candidatura del presidente uscente per la riconferma.
Le consigliere elette
Con Rossi sono stati eletti come squadra di governo federale 10 consiglieri, 7 in quota alle Società affiliate, 2 in quota atleti e 1 in quota tecnici ed il presidente del Collegio dei Revisori dei Conti. Ve li presentiamo partendo dalle donne: 3 in totale, una in più rispetto al quadriennio precedente, due riconfermate nell’incarico ed una new entry. Iniziamo con la conferma di Emanuela Croce Bonomi, che ha incassato 266 preferenze, pari all’82,10% dei voti espressi.
“Sono entusiasta, sia per il risultato generale sia per tutto lo svolgimento dell’Assemblea. A poche ore dall’inizio ci sono stati personaggi che hanno ostacolato in ogni modo possibile lo svolgimento della consultazione e che hanno mirato a far inceppare gli ingranaggi della macchina federale.
Tutto questo è rimasto senza esito grazie alla costanza e alla determinazione di presenze forti come quella del presidente”. La madrina del para-trap si è detta certa che quelli che ci aspettano saranno anni determinanti per il tiro a volo paralimpico. “Siamo intenzionati a far disputare il Campionato del mondo che abbiamo dovuto cancellare nello scorso settembre e l’Ipc propone di farlo disputare in formula Open: che rappresenterà un vantaggio per favorire la partecipazione, dal momento che qualunque atleta di qualsiasi Paese potrà in autonomia iscriversi e gareggiare. Ci sono dei paletti a cui non possiamo sottrarci, ma occorre dire che l’Ipc ci sta prestando un aiuto considerevole per conseguire finalmente quella tanto agognata promozione alle Paralimpiadi!”.
Confermata Roberta Pelosi, anche in questo quadriennio fiera rappresentante degli Atleti (19 preferenze, pari al 90,48% dei voti espressi). La plurimedagliata tiratrice azzurra si è detta molto colpita dalla capacità del presidente Rossi di conciliare una visione ampia e complessiva del lavoro della Federazione con quello sguardo sempre attento ai dettagli e alla particolarità specifica delle singole realtà che compongono il nostro mondo. “Sono onorata di far parte della sua squadra e mi fa particolarmente piacere che, oltre a me ed Emanuela (Croce Bonomi – Ndr), sia stata eletta anche Christine Maria Brescacin. Significa che nell’Esecutivo della Fitav si è costituito un nucleo femminile anche numericamente importante che, con la sua coesione, potrà esprimere tante idee fortemente innovative”. La new entry, Christine Maria Brescacin (240 voti di preferenza, pari al 74,10% dei voti espressi), è al suo debutto come dirigente nazionale, ma vanta una formativa e proficua esperienza nel ruolo di presidente della Commissione del Settore Giovanile dell’Umbria. “Quattro anni fa sono venuta in Assemblea per votare e mai avrei immaginato che quattro anni dopo sarei tornata per essere eletta in Consiglio. Non vedo l’ora di mettermi a lavorare per il mondo del tiro a volo con le mie colleghe dalle quali naturalmente ho tutto da imparare. C’è sicuramente uno sguardo diverso ai provvedimenti e alle situazioni da parte degli uomini e delle donne e credo che rendere complementari questi punti di vista magari a volte diversi sia il modo per ottenere una visione d’insieme completa ed efficace”.
La parola ai consiglieri
Passando al comparto maschile, un po’ come quando si presenta una squadra impegnata in un evento importante come un Mondiale, il primo degli eletti è stato Fiorenzo De Rosa (281 preferenze, pari all’86,70% dei voti espressi). “Numeri a parte, che certamente mi inorgogliscono, quello che mi incoraggia ancora di più è sapere che i dirigenti della maggior parte delle Associazioni italiane sono convenuti all’Assemblea, peraltro senza beneficiare di nessun imborso, perché hanno avvertito l’esigenza di dimostrare di appartenere alla stessa squadra e hanno compreso che occorreva esserci per stare uniti e programmare insieme il futuro. Questa Assemblea per me ha rappresentato il consolidamento di una storia, sia quella mia personale come dirigente federale ma anche a celebrare mio padre Michele. Sento con orgoglio di essere oggi ciò che mio padre mi ha insegnato e proprio di quegli insegnamenti che Michele De Rosa ha trasmesso a me io cerco di farmi quotidianamente portavoce”.
Grande anche il consenso raccolto da Fabrizio Forti, secondo consigliere più votato con 268 voti (l’82,70% dei voti espressi). “È il mio quarto mandato, ma questa è stata l’Assemblea che ho vissuto in maniera più intensa. Siamo stati tutti allarmati per l’emergenza sanitaria, ma c’è stata professionalità, correttezza e attenzione alle norme da parte di tutti i presenti. Ci tengo a che tutto è andato per il meglio anche perché il personale della Fitav ha fatto tutto il possibile perché questa Assemblea risultasse ineccepibile. Anche in questa occasione il presidente Rossi ha dimostrato di avere una marcia in più. La conoscenza della materia, ma anche la pacatezza con cui è in grado di affrontare ogni problematica e le intrinseche prerogative di leader che possiede: tutto questo fa del presidente una guida di grande autorevolezza. Ringrazio tutti quelli che mi hanno accordato il loro sostegno e anche quei consiglieri che nello scorso mandato hanno fatto parte dell’Esecutivo e che hanno lasciato l’incarico: Luciano Innocenti, Sergio Dubbini, Aldo Visconti. Da loro ho imparato molto ed è anche grazie al loro contributo di esperienza che oggi sento di poter dare a mia volta il mio contributo alla vita della Federazione”.
Con l’80,20% e 260 preferenze è stato riconfermato anche Paolo Fiori, vicepresidente uscente. “Potrei sintetizzare questa Assemblea con poche parole: grande gioia e grande orgoglio. Ma chi mi conosce sa che raramente sintetizzo e questa non è l’occasione giusta per farlo. Questa consultazione elettorale si è svolta in un momento drammatico per il mondo e con un sottofondo insistente di attacchi ai danni della Federazione. Sta di fatto che sono i numeri a rispondere efficacemente a questi attacchi: la famiglia del tiro a volo ha risposto con determinazione, con precisione, con la volontà di esserci. È stata una risposta inaspettatamente positiva ed entusiastica. Inaspettatamente perché il momento avrebbe giustificato e legittimato anche qualche atteggiamento prudente e perfino qualche defezione. Invece no: c’eravamo ed eravamo in tanti a sostenere questa Federazione. Nel prossimo quadriennio proseguiremo a lavorare con rinnovata passione e ancora maggiore determinazione, potendo contare sull’esperienza e sul contributo di chi vanta una antica militanza e di chi porterà un nuovo bagaglio di competenze specifiche”.
Sono state 224 (il 69,10% dei voti validi espressi) le preferenze che hanno sancito invece l’ingresso in Consiglio di Adriano Avveduto, anche lui figlio d’arte. “È una grande emozione ed è probabilmente la più grande mai provata quantomeno dall’elezione di papà Saro. Da lui ho appreso molte cose, ma una è certamente quella di cui voglio avvalermi subito. Quando si accede all’Esecutivo federale, spesso ci si dichiara consiglieri di quella o di quell’altra Regione: ebbene io voglio fare come aveva fatto mio padre Saro e voglio ribadire con forza che sarò consigliere di tutti i tesserati italiani. Sono consapevole dell’impegno di questo incarico e, insieme ai miei colleghi del Consiglio, vorrei farmi promotore di un potente rinnovamento tecnologico della Federazione. Di mio padre Saro si diceva che era, sì, uomo di pedana, ma anche e soprattutto un combattente. E mai domo, aggiungo io. Spero di essere all’altezza delle sue aspettative per questa attività in favore del tiro a volo che qualcuno chiama battaglia e che a me piace definire: missione!”.
Di debutto si può parlare anche per Giuseppe Di Giorgi, già delegato regionale della Fitav in Sicilia, promosso all’Esecutivo con 208 preferenze (pari al 64,20% dei voti validi espressi). “Sono abituato alla competizione elettorale, ma un po’ di emozione si affaccia sempre quando si parla dello sport che si ama di più e a cui si è dedicato molto tempo della propria vita. Questa elezione premia la lunga militanza da dirigente regionale. La presenza di due siciliani nell’Esecutivo riconosce il ruolo di primissimo piano che ha svolto e svolge la nostra Regione nell’ambito del tiro a volo. È da tempo che da delegato regionale invoco più attenzione per la Sicilia perché, come dico abitualmente, se sono tanti i chilometri da percorrere per raggiungere la Sicilia, ad esempio dal Concaverde di Lonato, è altrettanto vero che sono gli stessi chilometri che percorriamo noi siciliani molte volte all’anno per partecipare alle tante competizioni importanti del calendario. In questo senso spero davvero di poter rendere omaggio alla mia terra portando il tiro a volo dei grandi appuntamenti qualche volta di più nella nostra Sicilia!”.
Quota atleti e tecnici
Riconfermato in quota Atleti Roberto Manno (17 voti pari al’80,95% dei voti validi espressi). “Sono una persona tendenzialmente positiva e con questo spirito ho vissuto l’avvicinamento all’Assemblea, con la sensazione di essere destinatario della stima di chi mi avrebbe votato e con la volontà di creare sinergie tra le varie forze in campo. Il presidente Rossi ha la capacità di coinvolgere tutti e di individuare le doti migliori di ciascuno per indirizzarle verso l’obbiettivo preciso. Io, ad esempio, mi sento un atleta tra gli atleti e la mia missione in Consiglio, oltre al fatto di partecipare all’attività e captare le esigenze dei praticanti, è quella di immaginare il futuro proiettando le mie energie per coinvolgere un numero sempre maggiore di giovani e promuovere e far conoscere le grandi vittorie del nostro sport”. A chiudere la squadra del nuovo Esecutivo è Antonio “Antonello” Campus, eletto con il 100% delle preferenze come consigliere in quota Tecnici. “Sono chiamato a sostituire Luciano Innocenti che in questo ruolo è stato a lungo e ha svolto un lavoro monumentale. La mia stima per lui è immensa e so di aver imparato molto in tutti questi anni in cui l’ho visto all’opera. Del resto quello di seguire il Settore Giovanile è un sogno che nutro da sempre e che vorrei davvero continuare a nutrire. La mia provenienza molteplice è un po’ il mio asso nella manica in questa grande impresa che mi appresto ad affrontare. Sono atleta, ma sono anche tecnico, adesso sono consigliere federale, ma sono anche un carabiniere. E poi sono un sardo che ha vissuto a lungo e si è formato professionalmente in Toscana. E da sardo sto curiosamente riscoprendo proprio adesso la mia Regione. Mescolare competenze e ruoli e anche diverse provenienze e attingere le migliori esperienze da tutte queste situazioni credo che potrà essere davvero il mio punto di forza”.
“Solo applausi per il nuovo mandato di Luciano Rossi” di Carlofrancesco Manstretta, Caccia & Tiro 12/2020-01/2021 – Foto GMT Ferdinando Mezzelani


