RASSEGNA SPORTIVA FITAV 2021: L’ANNO DELL’OLIMPIADE DISPARI

Non ci sono stati Giochi celebrati in un anno dispari nella storia dell’olimpismo moderno. Non ci sono stati quantomeno fino all’edizione di Tokyo 2020 che l’emergenza sanitaria provocata dal Covid ha fatto celebrare con un anno di ritardo rispetto al calendario tradizionale. Il 2021, promosso al rango di anno olimpico senza averne in realtà le credenziali, da stagione post-olimpica agonisticamente tiepida – come avrebbe dovuto essere se il Covid non avesse esercitato appunto il suo nefasto effetto – si è trasformato invece in frenetico fulcro di quel ritorno all’agonismo del dopo-pandemia (quantomeno, se non proprio del dopo-pandemia, della fase successiva a quella più critica). E il 2021, annata favorevole in generale a tutto lo sport italiano, è stato certamente un anno generoso anche con gli azzurri del tiro a volo.

UN ESORDIO SPUMEGGIANTE
In campo internazionale le prime piacevoli avvisaglie di una stagione felice sono arrivate con la Coppa del mondo di New Delhi che, nel mese di marzo, ha segnato il formale ritorno all’agonismo della nazionale azzurra dopo il lungo stop. Sulle pedane indiane nel trap un brillante Daniele Resca si è aggiudicato la vittoria con 121/125+46/50 e Valerio Grazini si è ritagliato un importante terzo posto (121+35/40) alle spalle del sempre temibile spagnolo Alberto Fernandez. La fastosa rassegna di Lonato del mese di maggio, che in termini di presenze e di qualità di partecipazione ha proposto un evento davvero pari a quelli dell’era pre-Covid, avrebbe potuto essere la passerella privilegiata di un fenomenale Tammaro Cassandro autore di 125/125 in qualificazione, ma il centrale del Concaverde, sempre un po’ stregato per l’atleta di Caserta, costringeva il più famoso nipote d’arte del tiravolismo italiano ad un pur prestigioso terzo posto (45/50) alle spalle dell’egiziano Azmy Mehelba e della leggenda Vincent Hancock. Provvedeva l’Europeo di Osijek a guarnire di abbondanti allori la cornucopia dell’Italia del trap e dello skeet. Sulle pedane croate era letteralmente en-plein per gli atleti del coach Andrea Benelli: si laureavano campioni continentali Gabriele Rossetti e Chiara Cainero e con loro i “cuccioli” Sara Bongini (47/60 e 2 lunghezze di vantaggio per la fiorentina sulla russa Kuznetsova) e Cristian Ghilli (53/60 in finale per il pisano contro il cipriota Varnavides). Rossetti (che nello scorcio conclusivo della stagione sarebbe tornato ad essere protagonista nella President’s Cup di Cipro) si assicurava il titolo continentale qualificandosi per la finale con lo stesso 123 totalizzato da Georgios Achilleos e poi regolando l’avversario cipriota per 55/60 a 53 nell’ultimo round. Alla Fausto Coppi, invece, l’affermazione di Chiara Cainero in terra croata: la campionessa friulana centrava la qualificazione con un 122/125 che staccava di 2 lunghezze le avversarie più vivaci e poi in finale superava per 50/60 a 48 la russa Zilia Batyrshina. Se non proprio così trionfale come nello skeet, era luminosa anche la prova degli atleti di Albano Pera: Jessica Rossi si aggiudicava l’argento (41/50 contro il 44 della russa Daria Semianova dopo essersi qualificata con il miglior punteggio: 121) e Mauro De Filippis era terzo (con 37/40 in finale dopo il bel 123 della qualificazione). E nel comparto Under 20 maturava anche l’importante argento di Lorenzo Franquillo: un argento quasi d’oro perché il ragazzo di Trevi cedeva il titolo al russo Kirill Bagrov in shoot-off per 2 a 1 dopo il 41/50 pari della finale. Appena un mese più tardi Osijek sarebbe stata altrettanto generosa con le atlete e con gli atleti italiani nella terza tappa del circuito Issf. Nella fossa olimpica a salire sul gradino più alto del podio in occasione della World Cup era Silvana Stanco davanti a Jessica Rossi: l’atleta delle Fiamme Gialle svettava per 46/50 a 44 sulla supercampionessa delle Fiamme Oro dopo che le due azzurre avevano occupato i primi due posti della graduatoria parziale anche in qualificazione. Un altro oro lo conquistava Mauro De Filippis con uno spettacolare 48/50 dopo il 123 dei round di selezione. Peraltro Rossi e De Filippis erano d’oro anche nel mixed team. Nello skeet Tammaro Cassandro riscattava lo smacco di Lonato totalizzando un poderoso 124/125 e coronandolo con la vittoria in shoot-off dopo il 55/60 pari contro l’argentino Federico Gil.

DIANA BACOSI STELLARE A TOKYO
Com’è andata ai tormentatissimi Giochi della trentaduesima Olimpiade, è noto. L’Italia del tiro a volo ha contribuito con un prestigioso argento ad opera di Diana Bacosi alla ricca vendemmia di medaglie della compagine azzurra. Si è commentato da più parti che, con le premesse del primo scorcio della stagione, alle Olimpiadi di Tokyo il tiravolismo azzurro avrebbe potuto conquistare un maggior numero di allori. Nei fatti quella giapponese è stata un’edizione tecnicamente facile (si accolga l’attributo con tutte le virgolette del caso) e psicologicamente difficilissima e la coincidenza delle due situazioni non ha certo favorito le nostre atlete e i nostri atleti il cui talento è valorizzato semmai proprio dalla difficoltà dei lanci e delle condizioni generali del terreno di gioco. L’impresa di Diana Bacosi è certamente leggendaria e qualifica la skeettista dell’Esercito come una delle specialiste più forti di tutti i tempi. L’atleta umbro-toscana a Tokyo è stata autrice di una gara da manuale: qualificatasi con 123/125 alle spalle della cinese Meng Wei che ha stabilito il nuovo primato con 124, in finale l’azzurra è stata in corsa per il suo bis aureo (dopo il successo di Rio nel 2016) fino alle ultime battute e si è aggiudicata la medaglia d’argento con 55/60 contro il 56 della fortissima americana Amber English.

EMILIO POLI EROE DEL PARA TRAP
Il protagonista azzurro del Mondiale di para trap in programma a settembre al Concaverde è stato certamente Emilio Poli. Il paratleta bresciano in realtà aveva acquisito l’accesso alla finale della categoria Pt3 quasi per il rotto della cuffia con 101/125. Tra gli azzurri del ct Benedetto Barberini era stato Gabriele Nanni a conseguire il miglior risultato: un potente 112 che assegnava al paratleta emiliano il dorsale numero uno. Alle spalle di Nanni si collocavano il 107 di Francesco Nespeca, i 102 dello spagnolo Antonio Meliton Brinvas Mora, del lussemburghese Steve Nothum e del francese Jean-Michel Brune e infine appunto il 101 di Emilio Poli. In finale Gabriele Nanni non riusciva ad essere incisivo come nella fase di qualificazione e la sua prova si sintetizzava in un pur prestigioso quarto posto. Dopo che Brinvas Mora si era aggiudicato il bronzo con 27/40, la sfida si concludeva con uno spettacolare duello tra Francesco Nespeca e Emilio Poli in cui il bresciano di Gavardo svettava trionfalmente sul carabiniere di Monteprandone per 39/50 a 34. Emilio Poli aveva frattanto conquistato anche il titolo mondiale a squadre in collaborazione con Francesco Nespeca e Gabriele Nanni: i 3 azzurri di Barberini totalizzavano collettivamente 312/345 ed erano primi davanti a Repubblica Ceca e Usa. Di una bella impresa si rendeva protagonista anche Oreste Lai in Pt1. Il paratleta cagliaritano delle Fiamme Oro accedeva alla finale con lo stesso 99/125 che qualificava il cipriota Nikolaou Neofytos e l’emiratino Eisa Alzubaidi. In vetta alla classifica stazionava il finlandese Juha Myllymaki con 103, ma un ticket per la finale riuscivano a staccarlo anche Mohammed Alhebsi con 94 e il russo Aleksander Sakharnov con 93. La finale rivoluzionava completamente la classifica: con Myllymaki fuori dalla zona medaglie, era Alhebsi a far suo il terzo posto e nel duello per il titolo Lai niente poteva nei confronti di un preciso Neofytos che meritava la medaglia d’oro e costringeva il supertitolato azzurro di Cagliari all’argento per 37/50 a 34. La formazione di Barberini si aggiudicava l’argento nella gara per nazioni che era dominata dai fortissimi paratleti degli Emirati Arabi Uniti. La nazionale dello stato del Golfo si aggiudicava il titolo con 281/375 davanti al 274 di Oreste Lai, Davide Fedrigucci e Daniele Parrettini e alla Repubblica Ceca. Nella qualifica Pt2 è stato lo spagnolo Javier Ignacio Oloriz Sanz a imporsi. Qualificatosi con 109/125, il paratleta iberico ha svettato per 39/50 a 35 sul finlandese Vesa Järvinen. Antonino Ventre (qualificatosi con 109) si è aggiudicato un prestigioso terzo posto: l’azzurro calabrese di Rosarno ha totalizzato 27/40. Rispettivamente al quinto e al sesto posto hanno concluso Alessandro Spagnoli e Raffaele Talamo che in qualificazione avevano totalizzato 106. Ma il team azzurro composto da Ventre, Spagnoli e Talamo conquistava brillantemente la medaglia d’oro con 321/375 davanti alla Francia.

MARCHE NEL TRAP E LAZIO NELLO SKEET
Il primo scorcio dell’autunno è tradizionalmente il periodo in cui si svolgono le competizioni più sentite del calendario federale e il Campionato delle Regioni è certamente uno di quegli appuntamenti. In questo strano 2021, dispari ma olimpico, il verdetto del Campionato delle Regioni di fossa olimpica in programma a Torretta di Caltanissetta è stato chiarissimo: i portacolori delle Marche sono risulati infatti ineccepibilmente i primi della classe! Il 545/600 assemblato dai 6 portacolori delle Marche si è rivelato un punteggio irraggiungibile per tutte le altre formazioni e ha sancito la piena supremazia del team del delegato regionale/coach Ivano Campetella tra le 17 compagini in gara all’impianto nisseno. Sul podio di Torretta il secondo posto è andato alla Lombardia che ha totalizzato 537 centri e il terzo gradino ai padroni di casa della Sicilia che si sono attestati a quota 536. Tra i 6 atleti di Campetella è stato il Seconda Under 20 Christian Carletti a comporre il miglior punteggio: il suo brillante 96/100 ha impresso una spinta determinante alla gara dei marchigiani. Con 92 hanno concluso la gara siciliana l’altro Junior del gruppo Emanuele Marrozzini e capitan Andrea Andreozzi. A quota 90 si è attestato Marco Moriconi e con i personali di 88 e 87 hanno concluso la prova rispettivamente Michele Riccobello e Luigino Corradini. Con 537 si è aggiudicata la medaglia d’argento appunto la Lombardia del designatore Santo Falanga che ha affidato ai suoi collaboratori Patrick Giustolisi e Pier Bestetti la gestione operativa del team. Francesco Tanfoglio (il sedicenne Seconda categoria che ha totalizzato il miglior punteggio: 93/100), Stefano Pavan, Claudio Armiraglio, Giacomo Spazzini, Giacomo Origgi e Agenore Lorenzini hanno agguantato con determinazione il secondo posto nella sfida con una grintosa quarta serie che ha appunto costretto al terzo gradino del podio con 536 la formazione della Sicilia designata da Fabio Sollami e composta da Paolo Vitale, Giovanni Antonino Sollami, Joseph Fortunato, Salvatore Francolino, Christian Sollami e Iacopo Tori. Tra le 11 formazioni in gara al Campionato delle Regioni 2021 di skeet sulle pedane del Tav Falco è stato invece il Lazio a imporsi: i 6 specialisti del delegato regionale Arnaldo Sacchetti hanno totalizzato 533/600 e hanno superato ampiamente tutte le altre formazioni. Tra i portacolori del Lazio Marco Coco compone una gara da manuale: il giovane skeettista delle Fiamme Oro assembla 95 centri su 100 e all’interno del team del Lazio precede l’Eccellenza Edoardo Aloi (93), Gabriele Di Giulio e Alessandro Martella (88), la “leggenda” Sergio Forlano (85) e Roberto Fabi (84). Mette in campo una bella squadra anche la Toscana, ma in questa occasione lo skeet “made in Etruria” deve accontentarsi di un pur pregiato secondo posto. Il 520 che dona la medaglia d’argento alla Toscana è assemblato grazie alle prove di Andrea Lapucci, Paolo Micheli, Giovanni Menghi, Matteo Bragalli, Roberto Ferri e Mauro Felatti. La medaglia di bronzo va all’Umbria che conclude con 519 bersagli utili grazie alle prove di Daniele Marroni, Riccardo Mignozzetti, Fabio Zuccaccia, Luca Biscetti, Andrea Biscontri e Nazzareno Rocchetti.

MARCHE E LOMBARDIA BRILLANO NEL COMPAK
Si è disputato al Tav Le Tre Piume il Campionato delle Regioni di compak 2021. Nella classifica del Gruppo A, riservata alle categorie, ad avere la meglio è stata la compagine delle Marche selezionata dal delegato Ivano Campetella e formata da Luca Romagnoli, William Mengucci, Tiziano Cecconi, Federico Paoloni, Sandro Peruzzini e Domenico Vallifuoco. I marchigiani sono saliti sul primo gradino del podio con il totale di 552/600. Al secondo posto si è collocato il sestetto della Lombardia: Rolan Linetti, Michele Gheza, Mirko Boniotti, Costantino Pucci, Emanuele Cardinetti e Fabrizio Rongoni, selezionati da Nazzareno Galiè su mandato del delegato regionale Daniele Ghelfi, hanno totalizzato 551. Terzi sul podio sono stati i laziali del delegato Arnaldo Sacchetti Simone Consoli, Marco Eusepi, Mirko Mancini, Davide Astemio, Luca Nardi e Stefano Pagliai, medaglia di bronzo con 548+131/150. Per quanto riguarda, invece, la classifica del Gruppo B, ovvero quella riservata alle qualifiche, a imporsi è stata la Lombardia. Il “coach” Nazzareno Galiè aveva schierato in questo caso Nicola Piscitelli, Giancarlo Rigamonti, Gabriele Linetti, Damiano Facciolati, Giovanni Zamboni e Alessandro Mometti che hanno totalizzato 547/600. La medaglia d’argento è andata all’Emilia-Romagna del delegato regionale Demetrio Pillon: Mauro Bosi, Giovanni Provenzale, Claudio Moretti, Valentina Guidi, Salvatore Valentini e Giovanbattista De Rubeis hanno totalizzato 539 e hanno preceduto la Toscana di Carlo Sestini, Alessandro Gaetani, Alessandro Trinci, Giuseppe Pupo, Carlo Walter Tani e Fabio Bagni, autori di 528.

VENETO IN VETTA NELLA FOSSA UNIVERSALE
Al Campionato delle Regioni di fossa universale è il Veneto a centrare la vittoria. La squadra del delegato regionale Adriano Lonardi svetta tra le 15 formazioni in gara sulle pedane del Tav Carisio in Piemonte, alla presenza del direttore tecnico della specialità Sandro Polsinelli. Sulla distanza dei 600 bersagli di programma l’Eccellenza Andrea Trabucco (autore di un prodigioso personale di 98/100), Gianluigi Ambroso, Jacopo Dal Moro, Marco Carli, Roberto Rossi e Davide Spoletini totalizzano 559 e si impongono sulla compagine del Piemonte (544). Nel team diretto dal numero uno del tiravolismo subalpino Pino Facchini militano per l’occasione Bianca Revello, Franco Sozzani, Pietro Zecchi, Alessandra Della Valle, Antonino Malara ed Elio Occhetti. Terza sul podio con 541 la squadra della Lombardia guidata da Pier Bestetti, affiancato da Santo Falanga: per la squadra bianco-verde gareggiano Graziano Borlini, Livio Elli, Manuel Faletti, Cristian Filippi, Giacomo Mario Saleri e Rachele Amighetti. Il quarto posto è dell’Emilia-Romagna (538) che precede il Lazio con 536, l’Umbria con 533, le Marche con 524, la Toscana e la Liguria con 520, la Sicilia con 519, la Campania con 518, la Valle d’Aosta con 510, la Calabria con 506, la Puglia con 505 e il Friuli Venezia Giulia con 490.

CARABINIERI A VALANGA NELLA COPPA DEI CAMPIONI
Alla Coppa dei Campioni di fossa olimpica del 2021 sono stati i Carabinieri a dominare la scena in una fastosa competizione che ha visto misurarsi 79 compagini per la cifra astronomica di quasi 500 atleti. I magnifici 6 del luogotenente C.S. Giuseppe Ugherani hanno infatti conquistato il Trofeo della stagione 2021 con una prova maiuscola che ha evidenziato le preziose individualità ma soprattutto la straordinaria compattezza del gruppo. Con 572/600 la formazione in gara con la sigla CC98 ha svettato precedendo di 5 lunghezze le Fiamme Azzurre agli ordini di Giovanni Pellielo e Sergio Fattorello e i colleghi Carabinieri della formazione in gara con la sigla CC97 designata da Antonio Campus. Al 572/600 che ha permesso al team di svettare hanno contribuito infatti il brillante 98/100 di Luca Miotto, il 97 di Valerio Grazini, i 95 di Massimo Fabbrizi e Edoardo Antolioli, il 94 di Gabriele Solari e il 93 di Daniele Resca. Alla vigilia della finale riservata alle prime 12 squadre era la formazione dei Carabinieri CC97 (Jacopo Cipriani, Stefano Fenaroli, Emanuele Bernasconi, Rodolfo Viganò, Daniele Lucidi e Riccardo Mirabile) agli ordini di Antonio Campus a occupare il vertice della graduatoria con 433/450. In seconda posizione, con 427, si erano attestate frattanto le Fiamme Azzurre. Johnny Pellielo e Sergio Fattorello avevano designato per la sfida di Lonato Riccardo Faccani, Alessandro Esposito, Mattia Sardi, Marco Panizza, Mattia Polidori e Matteo D’Ambrosi e questo sestetto della Polizia Penitenziaria fino dalle prime battute della gara aveva offerto una prova di grande solidità tecnica e caratteriale. Con 426 conquistavano il provvisorio terzo posto i Carabinieri di Giuseppe Ugherani che staccavano di 3 lunghezze il “dream-team” delle Fiamme Oro per il quale il responsabile Pierluigi Pescosolido e il suo assistente Riccardo Rossi avevano designato Jessica Rossi, Mauro De Filippis, Lorenzo Ferrari, Simone D’Ambrosio, Erminio Frasca e Emanuele Buccolieri. Nella scia delle prime formazioni guadagnavano inoltre la finale anche San Giovanni (421), Ponso (419), La Torretta di Pagani (415), Ampurias e Torretta di Caltanissetta (414), Accademia Lombarda (413), Olimpia (411) e Trap Pezzaioli (410). La finale della Coppa dei Campioni 2021 non deludeva certamente le attese. Gli atleti della formazione CC98 nel round conclusivo erano assolutamente perfetti: grazie all’en-plein di Miotto, Fabbrizi e Antonioli, ai 24 di Grazini e Solari e al 23 di Resca i Carabinieri del luogotenente Ugherani componevano un formidabile 146/150 che li eleggeva vincitori della competizione con il totale di 572/600. La potente accelerazione delle Fiamme Azzurre (140 in finale) permetteva al team di Riccardo Faccani, Alessandro Esposito, Mattia Sardi, Marco Panizza, Mattia Polidori e Matteo D’Ambrosi di conquistare un brillante secondo posto con 567 davanti agli autori dello stesso risultato (totalizzato però con il 134 della finale), ovvero la squadra CC97 di Cipriani, Fenaroli, Bernasconi, Viganò, Lucidi e Mirabile.

FUOCO E FIAMME ALL’INTERSOCIETARIO DI TRAP
Squadra che vince, non si cambia. Il vecchio adagio che caratterizza da sempre lo sport è stato applicato alla lettera dal selezionatore Gabriele Bernasconi che, nel comparto riservato alle formazioni in divisa al Campionato delle Società di fossa olimpica, ha schierato lo stesso sestetto dei Carabinieri che aveva letteralmente dominato alla Coppa dei Campioni. Squadra che vince, vince ancora: in questo caso! Luca Miotto, Edoardo Antonioli, Gabriele Solari, Valerio Grazini, Massimo Fabbrizi e Daniele Resca hanno infatti ritoccato addirittura di 2 piattelli il punteggio totalizzato a Lonato un mese prima. Con 574/600 i portacolori dei Carabinieri hanno occupato autorevolmente la vetta della graduatoria aggiudicandosi il titolo intersocietario 2021 delle Forze Armate e dei Corpi dello Stato davanti alla Polizia Penitenziaria e alla Polizia di Stato. I personali più alti li hanno assicurati Miotto e Antonioli: il bresciano e il bolognese sono stati autori di 97/100. A quota 95 hanno concluso tutti gli altri componenti del team, a riprova di un’omogeneità perfetta raggiunta dalla formazione che Gabriele Bernasconi ha condotto in campo nell’Intersocietario 2021 per conto del Centro sportivo diretto dal Colonnello Gianni Massimo Cuneo e del comandante di Sezione luogotenente C.S. Giuseppe Ugherani. La medaglia d’argento tra le formazioni in divisa è andata appunto alla Polizia Penitenziaria: Mattia Polidori, Riccardo Faccani, Giovanni Pellielo, Mattia Sardi, Alessandro Esposito e Matteo D’Ambrosi agli ordini di Sergio Fattorello hanno totalizzato 565 e hanno preceduto di 4 lunghezze le Fiamme Oro. Il team della Polizia di Stato guidato a Umbriaverde dal coach Pierluigi Pescosolido schierava questa volta Emanuele Buccolieri, Simone Lorenzo Prosperi, Lorenzo Ferrari, Simone D’Ambrosio, Diego Valeri e Mauro De Filippis. È stata una vittoria altrettanto limpida quella conquistata dal Tav Spinella tra le formazioni delle Società di Prima categoria nella gara di Umbriaverde. Il team del presidente Cosimo Salinaro ha centrato il successo con una condotta di gara di grande regolarità che ha fissato il risultato definitivo dei pugliesi nel punteggio di 552/600. Uno dei 3 Under 20 schierati dal presidente Salinaro è stato l’autore del miglior personale: Alessio Giancane ha infatti composto un brillante 97/100 che è risultato determinante per proiettare alla medaglia d’oro la squadra di Torre S. Susanna. Degli altri componenti, con 94 centri all’attivo ha concluso Angelo Orlando, a quota 91 si sono attestati Cosimo Sternativo e Lorenzo Urso, mentre sono stati 90 e 89 i punteggi conseguiti rispettivamente dai giovanissimi Mario Leogrande e Pasquale Salinaro. La medaglia d’argento è andata alla squadra di Montecatini-Pieve a Nievole della presidente Isabelle Sauvage. Un ispirato Stefano Narducci ha messo sul tavolo uno stellare 99/100 che, sommato alle prove di Fabio Ricutini, Piero Quagli, Claudio Bartoletti, Luca Marini e Charles Pratesi, ha attribuito alla formazione pistoiese 545 centri. Una classifica molto compressa nelle immediate vicinanze delle posizioni di vertice ha imposto un ex aequo per il terzo posto. Hanno meritato la medaglia di bronzo con 538 ben 4 formazioni: La Torre con gli atleti Demetrio Pupeschi, Riccardo Giovannetti, Diego Martelli, Maurizio Favilli, Claudio Marino e Manuele Volterrani; Fano con i portacolori Matteo Mancinelli, Niccolò Triglia, Stefano Battisti, Giuseppe Mosca, Alfio Pedini e Massimo Mancinelli; Cascata delle Marmore con Corrado Pontecorvi, Andrea Pagliaricci, Oscar Rota, Elia Di Famiano, Alessio Rocetti e Giuseppino Contessa; Vetralla con Americo Micheli, Alessandro Materazzo, Pietro Rossi, Francesco Gai, Massimo Croce e Nicolò Costantini.

LE REGINE DELLE VARIE CATEGORIE
Tra le formazioni di Seconda categoria in gara a Laterina vince Torretta. Al termine della sfida toscana che ha visto in lizza 27 formazioni, la squadra nissena ha fissato il suo punteggio definitivo in 538 centri su 600. Un risultato che ha permesso ai siciliani del presidente Giovanni Sollami di aggiudicarsi l’alloro con 7 piattelli di vantaggio sui quasi omonimi e fortissimi atleti de La Torretta di Pagani e con 15 lunghezze sui terzi classificati: i piemontesi di Racconigi. Fabio Sollami ha svolto con la consueta autorevolezza e qualità agonistica il ruolo di leader degli atleti di Caltanissetta: il suo personale di 95/100 è stato certamente il pilastro su cui è stato possibile edificare il solido edificio della vittoria, ma contributi altrettanto importanti per la conquista del titolo tricolore li hanno forniti Christian Sollami (94), Giuseppe Zammuto (90), Giovanni Antonino Sollami (88), Mirko Alfio Licciardello (87) e Francesco Salonia (84). La Torretta di Pagani ha confermato di essere una formazione di grande compattezza tecnica: al team della Società del presidente Pietro Sorrentino ha fornito il consueto contributo di sapienza tattica e di esperienza organizzativa il coach Renato D’Uva, che questa volta ha designato per la sfida dell’Intersocietario Fabio Domenico Pipari, Michele Candilio, Antonio Ansalone, Salvatore Grillo, Carmine Salermo e Luigi Iaquinandi. Con 531 i salernitani hanno conquistato meritatamente il secondo gradino del podio davanti a Racconigi (525) del presidente Pierfranco Allasia che, nell’occasione, schierava Domenico Chindemi, Daniele Suria, Claudio Tosello, Giovanni Arese, Lorenzo Oddo e Davide Zinghini. In Terza categoria vinceva il Trap Pezzaioli e la nitida affermazione dei bresciani agli ordini del coach Renato Ferrari era conquistata davvero sul filo del rasoio perché altre formazioni in lizza proponevano collettivi altrettanto forti dalle singolari qualità tecniche e agonistiche. Il team di Montichiari conquistava il titolo tricolore con 388/450. Dario Freddo risultava il più brillante del gruppo con il personale di 69/75 e nella ideale gara interna al Trap Pezzaioli l’atleta di Seconda categoria precedeva Walter Cattaneo (66), Claudio Franzoni (65), Massimo Gosio (64), Graziano Borlini (62) e Giuseppe Panzera (62). L’affermazione della squadra del presidente Luigi Beatini era netta, ma anche gli avversari non scherzavano, tant’è che i portacolori di San Demetrio si aggiudicavano l’argento con un punteggio che distava una sola lunghezza da quello del Trap Pezzaioli. Per la formazione siracusana del presidente Arcangelo Di Mari scendevano in lizza Filadelfo Gaetano, Salvatore Finocchiaro, Michele Misenti, Giuseppe Salustro, Salvatore Dell’Aquia e Luigi Tuccitto. I trapanesi del Tav Mothia conquistavano il terzo gradino del podio superando in spareggio i portacolori di Giulianello. Per il Sodalizio del presidente Fabio Amato gareggiavano Giuseppe Licari, Stefano Danilo Reina, Vito Antonio Angileri, Francesco Amato, Fausto Scuderi e Salvatore Pizzo che totalizzavano 381. Tra le formazioni di Quarta categoria la squadra de La Contea di Modica si è stagliata con cristallina superiorità. Tra le 31 compagini in gara La Contea ha svettato con un 528/600 che ha posto a difesa del primato degli atleti del presidente Corrado Avolese un presidio di ben 12 piattelli. L’Eccellenza Adriano Avveduto ha svolto perfettamente il suo ruolo di leader del gruppo assemblando un pregiato personale di 95 centri su 100. Ma occorre riconoscere che tutto il gruppo ha marciato di gran carriera nella competizione romana e la vittoria dei siciliani è stata il prodotto di un lavoro tecnico di rara qualità: Francesco Mozzicato ha contribuito con 92 bersagli utili, Paolo Ciantia con 87, Daniele Castiglia con 86, Salvatore Giaquinta con 85 e Gaetano Alessandro Piazza con 83. Il confronto in programma al Tav Roma ha rivelato però anche altre realtà societarie con una notevole solidità tecnica: il Tav Sorrento del presidente Cataldo Persico ha centrato infatti un brillante secondo posto. Per il Sodalizio di Massa Lubrense nella circostanza hanno gareggiato lo stesso Persico nel duplice ruolo di dirigente e atleta e Vito Urgesi, Attilio Cipolletta, Gennaro Russo, Carmine D’Esposito e Michele Marrazza. Con 516 centri i campani di Persico hanno preceduto di misura sul podio romano il Tav Poggio dei Castagni. Al 515 assemblato dal team bresciano della presidente Loretta Zani hanno contribuito Fabrizio Giorgio Giovanardi, Marco Minini, Vittorio Taiola, Mattia Bertoni, Marco Zilioli e Franco Zuanon.


“L’anno dell’Olimpiade dispari”, di Massimiliano Naldoni, Caccia & Tiro 12-2021/1-2022


Diana Bacosi festeggia la sua medaglia d’argento.

 

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