LA PUGLIA DEL TIRO A VOLO

Dall’alto della sua grande esperienza di atleta e dirigente sportivo, Cosimo “Mimmo” Moretto getta uno sguardo complessivo alla situazione della Puglia e giudica il presente in base ad alcuni incoraggianti segnali che arrivano dal recente passato.

Ritengo che in Puglia la pandemia sia stata affrontata correttamente dal punto di vista sportivo. Il 5 maggio del 2020, – riferisce Moretto – dopo i mesi di sospensione totale della pratica di pedana, l’attività è ripresa senza una flessione marcata rispetto ai mesi che hanno preceduto l’emergenza. L’attività si è poi concentrata nei mesi estivi, che hanno rappresentato un periodo in cui, oggettivamente, le Associazioni sono riuscite a recuperare quella quota di attività persa precedentemente. Il Campionato regionale dell’inverno 2021 ha poi confermato una buona tendenza, con 178 presenze di media a ciascuna delle prove nelle due zone, settentrionale e meridionale, in cui è divisa la regione. E va detto che questo risultato è un successo che riusciamo a replicare già da qualche anno: in precedenza, non si poteva neppure immaginare di attivare in Puglia la stagione tiravolistica in concomitanza con quella venatoria in corso per effetto della fortissima contiguità tra le due pratiche”.

Se in altre regioni per le Associazioni di piccole dimensioni le criticità imposte dalla sospensione dell’attività per l’emergenza sanitaria sono state maggiori che per le grandi, – spiega l’atleta e dirigente – a mio parere in Puglia non si è verificata questa differenza. Proprio perché non c’è stata una flessione marcata dell’attività, ritengo che ogni Associazione, in proporzione alle dimensioni, abbia subito e fronteggiato il fenomeno nella stessa maniera. Certamente i provvedimenti immediati adottati a suo tempo dal presidente Rossi e dalla Federazione per sostenere materialmente le Associazioni sono stati quelli che io definisco un grande gesto. È un grande merito, e anche un segno di grande sensibilità del nostro presidente, quello di aver compreso che un contributo economico avrebbe svolto un ruolo di primaria importanza e rappresentato la prova della volontà della Fitav di essere tangibilmente vicina al territorio. Io che ho vissuto a lungo in un altro ambiente sportivo, sebbene non abbia ovviamente mai assistito prima ad una situazione così drammatica come quella sperimentata da un anno a questa parte, posso dire che l’intervento della Fitav è stato qualcosa di assolutamente singolare”. “La nostra regione agonisticamente è divisa in parte Nord e parte Sud, e questa è stata un’altra scelta vincente che in questi anni ha favorito i grandi numeri dei circuiti, sia invernali che estivi. La chiave del successo, a mio avviso, è la capacità di non rendere mai monotona e ripetitiva l’attività: cambiare comporta magari qualche errore, certamente, però previene dal rischio di cadere nella routine che fa perdere entusiasmo al pubblico dei praticanti. In questa nostra volontà di non cadere nella routine rientrano anche le collaborazioni con le regioni limitrofe, sperimentate nelle passate stagioni. Mi viene in mente il Campionato interregionale di elica che nel 2018 e nel 2019 ha coinvolto la nostra regione insieme all’Abruzzo e al Molise. Qualcosa del genere mi piacerebbe anche nell’ambito giovanile: – propone il delegato pugliese – penso al Trofeo dei Tre Mari, una gara tradizionale del mondo giovanile della pallavolo, che è poi lo sport a cui risale la mia formazione di atleta, di allenatore e di dirigente. Il mondo giovanile merita attenzione, e infatti personalmente sto concentrando gli sforzi proprio in quella direzione. Naturalmente ci sono ostacoli oggettivi da superare: innanzitutto servirebbe un maggior numero di istruttori sul territorio per avviare più giovani alla pratica del tiro a volo. Servirebbe naturalmente anche una maggiore qualificazione dei nuovi istruttori, e questo comporta, come stiamo cercando di fare, un investimento più ampio sulle persone. C’è sicuramente anche bisogno di far cambiare alcune idee sul tiro a volo, perché in qualche strato della popolazione ristagnano alcune prevenzioni sul nostro sport. Per questo motivo ho voluto affiancare al mio ruolo una persona come Angela Amodio, a cui è stata conferita dal Consiglio federale la funzione di vicedelegata. Anche Angela, come me, proviene dal mondo della pallavolo, e peraltro a suo tempo è stata anche mia allieva. Sono convinto che il contributo di addetti ai lavori che abbiano sperimentato mondi sportivi anche molto diversi possa giovare fortemente allo sviluppo del tiro a volo, una pratica che in Puglia ha certamente ancora ampi margini di crescita”.

Esprime grande entusiamo anche Angela Amodio, vicedelegata Fitav della Puglia, per il nuovo incarico che aggiunge uno stimolante elemento di responsabilità in una vita professionale e agonistica peraltro già brillantissima.

È vero che sono una fisioterapista e ho svolto questa mia professione ai massimi livelli principalmente nel volley e nello skate, ma anche il tiro a volo ha contribuito in una parte non piccola alla mia formazione sportiva perché il mio papà è stato un tiravolista. Ne consegue che il mio approdo al ruolo di vicedelegata Fitav per la Puglia è un qualcosa che forse era scritto nel mio patrimonio genetico! – confessa la nuova vicedelegata – Innanzitutto voglio esprimere la mia gratitudine al delegato regionale Moretto, che ha suggerito il mio nome, al presidente federale e al Consiglio che mi hanno conferito l’incarico. Peraltro Moretto sa bene che ho trascorsi di agonismo attivo perché è stato proprio lui il dirigente e l’allenatore della squadra in cui militavo da pallavolista, pertanto credo oggettivamente di sapere cosa significa fare sport a tutti i livelli dell’agonismo, e spero di poter mettere al servizio del tiro a volo proprio queste mie conoscenze. Nel tempo l’attività professionale di fisioterapista mi ha portato spesso al centro della scena sportiva mondiale: in Italia ho esercitato la professione in serie A nel volley e poi nello stesso sport con la squadra dell’Azerbaijan e con la maschile della Russia alle Olimpiadi”.

Ho già messo a fuoco gli ambiti in cui vorrei poter applicare il mio impegno. Mi piacerebbe, ad esempio, seguire da vicino i giovani tiravolisti della Puglia: il lavoro con i giovani atleti è sempre stimolante. Ci sono poi anche molte iniziative dedicate ai giovani del tiro a volo che in Puglia hanno già preso il via, come Shooting & Control o Linea Verde, e quindi credo che sarà necessario insistere su questi canali. Già dal mio insediamento ho pensato anche al ‘dopo pandemia’, ovviamente, e ho considerato che sarebbe interessante – suggerisce Amodio – progettare un modo di reclutare atleti per l’ambito paralimpico e, inoltre, provare a coinvolgere coloro che frequentano i primi due anni dell’Università: quelle giovani e quei giovani tra i 19 e i 21 anni che nutrono interesse per lo sport, ma che magari ancora non hanno individuato la disciplina in cui esprimersi. Sono letteralmente entusiasta del lavoro che stiamo progettando insieme alle mie colleghe vicedelegate delle altre regioni: durante i primi mesi dell’anno abbiamo svolto riunioni in videoconferenza, e quindi abbiamo iniziato a conoscerci e siamo in effetti già ben sintonizzate. Adesso, poi, spero che ci saranno sempre più occasioni per confrontarci di persona intorno a un tavolo. Ho potuto constatare una grande volontà di condividere idee, e sono certa che questa modalità di lavoro produrrà ottimi risultati”.


Tratto da “La voce delle regioni”, Massimiliano Naldoni, Caccia&Tiro 5/2021


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