LA PESTE SUINA TORNA A FAR PARLARE PURTROPPO DI SÈ

La Peste Suina Africana (PSE) è una malattia virale altamente contagiosa trasmissibile ai suini e ai cinghiali – fortunatamente non all’uomo – capace di diffondersi rapidamente in un vasto areale. Quali ripercussioni ha nel caso si trasformi in una epidemia? In primis ripercussioni sulla salute animale perché va ad incidere pesantemente sulla zootecnia, con abbattimento obbligatorio dei capi malati e sospetti e, di pari passo, sull’economia di un comparto produttivo come quello suinicolo. Nel nostro Paese il 6 gennaio scorso è stato accertato che il decesso di un cinghiale rinvenuto nell’alessandrino, a Ovada, è stato causato dalla PSA. La conferma è arrivata dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (IZSPLV), che aveva chiesto la “convalida definitiva” al Centro di Referenza Nazionale per le pesti suine (CEREP) dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche (IZSUM).

Nel frattempo, come si legge in una nota stampa dell’8 gennaio 2022, “l’IZSPLV ha individuato altri due casi di Peste Suina Africana: a Franconalto nell’alessandrino e a Isola del Cantone in provincia di Genova. A inizio della prossima settimana è attesa la conferma dal CEREP.

L’area infetta individuata dal Ministero della Salute e da Regione Piemonte e Regione Liguria coinvolge 78 Comuni, dei quali 54 in Piemonte e 24 in Liguria. L’ordinanza ministeriale è attesa per l’inizio della prossima settimana”. Contestualmente, è stata lanciata la raccomandazione di rinforzare su tutto il territorio nazionale l’attività di sorveglianza passiva negli allevamenti suinicoli e in particolare “si compia ogni sforzo per rintracciare e testare le carcasse di cinghiali come previsto dal Piano nazionale di sorveglianza”. Un’altra importante raccomandazione è che “chiunque rinvenga una carcassa di cinghiale, è tenuto a contattare i Servizi Veterinari del territorio, che preleveranno campioni da sottoporre ai test diagnostici e provvederanno allo smaltimento in sicurezza”.


Gli accertamenti zooprofilattici sui casi di Peste Suina Africana individuati a cavallo tra il Piemonte e la Liguria sono attualmente in corso e su tutto il territorio nazionale è stata lanciata la raccomandazione di rinforzare l’attività di sorveglianza passiva negli allevamenti suinicoli – Foto CC BY-SA 4.0


Condividi l'articolo su:

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.