LA GRANDE MAGIA DEL TIRO A VOLO

In qualche caso a distanza, per impegni concomitanti, ma in altri casi invece piacevolmente di persona, ho tuttavia seguito con grande attenzione ed interesse la sequenza dei Trofei delle Regioni che ha vivacizzato lo scorcio conclusivo del calendario federale di questa prima stagione del quadriennio di Los Angeles. Potrei perfino dire che non sono stato sorpreso dallesuberanza che atleti e atlete di tutta la penisola hanno manifestato nei quattro appuntamenti dedicati alla fossa olimpica, allo skeet, alla fossa universale e al compak, perché il Trofeo delle Regioni è una scadenza che, fino dal suo apparire, ha innescato meravigliose e potenti motivazioni in coloro che vi partecipavano e ha saputo conservare nel tempo quel connotato. Però mi ha davvero favorevolmente colpito lintensità agonistica con cui molte squadre hanno affrontato quegli appuntamenti. Ed è unintensità complessiva che ho percepito direttamente, ma è anche un fenomeno di cui in tanti mi hanno dato testimonianza e conferma. È davvero un bel segnale. Significa che ogni confronto a squadre costituisce un evento fortemente gradito dal nostro mondo e anche una tipologia di gara che appartiene saldamente alla nostra più profonda tradizione agonistica. Del resto anche i Campionati delle Società delle diverse discipline in questi mesi hanno fatto segnare in parallelo un solido successo di partecipazione. Certamente il Trofeo delle Regioni rappresenta una sintesi perfetta di alcune delle prerogative di base del nostro sport. Ogni regione italiana va infatti a reclutare quelle che sono le sue forze migliori a livello individuale per comporre una formazione che appunto collettivamente andrà a reggere le sorti di quellarea. Per designare i componenti delle squadre qualche regione ha operato la scelta di considerare in maniera rigorosa e vincolante il risultato dei Campionati regionali estivi delle singole specialità e in tal modo ha peraltro fortemente rivitalizzato quei circuiti. In qualche caso, nella stagione che si è appena conclusa, da parte degli specialisti e delle specialiste di ogni regione si è assistito ad unappassionante corsa a mettersi in luce nei Campionati regionali e negli appuntamenti importanti della stagione proprio per conseguire quella convocazione nella rappresentativa della regione. Vestire la maglia di quella squadra ha costituito ancora una volta per molti e per molte contemporaneamente una responsabilità lusinghiera e un grande onore. Per ribadire un concetto che ho espresso anche altre volte, potrei dire che si tratta di quella grande magia che il nostro sport è capace di esprimere e alla quale discipline sportive anche più celebrate e popolari guardano con ammirazione. In quel ruolo di massimo rappresentante della nostra Federazione che mi onoro di svolgere, ritengo perciò doveroso esprimere gratitudine a tutti gli atleti e a tutte le atlete, ai dirigenti regionali e ai selezionatori delle squadre per queste nuove grandi meravigliose emozioni che hanno saputo manifestare e che ci hanno saputo trasmettere in questa sequenza dei Trofei delle Regioni. Tutto questo bagaglio di emozioni rappresenta quel prezioso patrimonio agonistico che lo sport del tiro a volo sa produrre e che dobbiamo quindi continuare a tutelare con la massima cura.


“Linea di tiro”, di Luciano Rossi, Caccia & Tiro 11/2025.


Luciano Rossi: In quel ruolo di massimo rappresentante della nostra Federazione che mi onoro di svolgere, ritengo doveroso esprimere gratitudine a tutti gli atleti e a tutte le atlete, ai dirigenti regionali e ai selezionatori delle squadre per queste nuove grandi meravigliose emozioni che hanno saputo manifestare e che ci hanno saputo trasmettere in questa sequenza dei Trofei delle Regioni” – Foto Clikkami 2.0

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