I VALORI “SCONOSCIUTI” DELLO SPORT

I valori dello sport sono diventati una sorta di mantra, non solo su questo ormai tradizionale editoriale, ma in tutta la narrazione relativa alle più disparate attività agonistiche. Ma quelli che, in genere, sono i valori messi in evidenza riguardano gli aspetti puramente morali ed etici dellattività sportiva – specie di quella dilettantistica – o, soprattutto con la costituzione della S.p.A. Sport e Salute, avvenuta nel 2002, quelli sociali e quelli che sono connessi al benessere psicofisico dei praticanti.

Stavolta, però, quelli che nel titolo di questo editoriale vengono definiti valori nascosti” sono proprio quelli sociali ed economici strettamente connessi allo sport. Fra questi valori, i più evidenti sono quelli che le ultime Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 hanno messo in grande evidenza: la spesa turistica immediata (ospitalità, ristorazione, intrattenimento, shopping); il turismo post Giochi (visibilità internazionale, rafforzamento del brand Italia e laumento dei flussi turistici aggiuntivi); gli interventi di creazione, modernizzazione e ampliamento degli impianti sportivi ma anche migliorie nella mobilità interregionale e la riqualificazione di intere aree. Questa analisi -sicuramente sommaria ma ugualmente esplicativa – si ricollega direttamente ai risultati emersi da uno studio commissionato e condotto dal Ministero degli Affari Esteri e dalla Fondazione Manlio Masi, il quale ha autorevolmente documentato che lItalia si conferma stabilmente fra i leader del commercio mondiale dei beni sportivi, subito dopo Cina, Vietnam, Germania e Stati Uniti. In altre parole, lexport nazionale relativo ai beni sportivi vale la bellezza di 4,7 miliardi di euro! Ma la sorpresa più grande è rappresentata da un dettaglio analitico che mette in evidenza come i comparti in cui lItalia ha la quota più alta sono quelli degli sport invernali (quota di export mondiale pari all11,1%), della caccia e della pesca (9,6%) e degli sport acquatici (5,0%). Una analisi ancora più approfondita, infine, mostra che i comparti che pesano di più per lexport italiano sono: le calzature e gli indumenti (1.136 milioni di euro); il fitness (878); biciclette e loro componenti (739); le armi e gli attrezzi sportivi utilizzati per il tiro, la caccia e la pesca (559). Ma oltre questi che sono squisitamente economici, esistono anche altri valori, ben più concreti e costanti negli anni, che riguardano lintero territorio nazionale e la totalità della popolazione e che non si limitano a porzioni di tempo più o meno ridotte o a particolari fasce di età o forza fisica. È proprio su questi aspetti sociali, infatti, che si articolano i vari focus previsti dalla quarta edizione del Forum dellOsservatorio Valore Sport, un evento di estrema importanza pensato per rafforzare il ruolo dello sport come leva strutturale di sviluppo e salute che si è tenuto il 3 e 4 marzo nel Salone dOnore del Coni. A certificare laltissimo livello di questo evento che avrà ripercussioni immediate e dirette per il futuro dello sport in Italia, c’è la presenza, fra i numerosissimi relatori, di Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani; di Luciano Buonfiglio, Presidente del Coni; di Antonella Baldino, dellIstituto per il Credito Sportivo e Culturale; di Diego Nepi Molineris, Amministratore Delegato di Sport e Salute e di Paola Frassinetti, Sottosegretario al Ministero dellIstruzione e del Merito. I temi che sono stati trattati nel corso dei lavori vanno dal Valore dellattività fisica nelletà adulta: lavoro, welfare e invecchiamento attivo”, al Valore dello Sport e dellattività fisica per le giovani generazioni”; dalla Attività fisica come leva di benessere e sviluppo sostenibile”, allo Sport come motore di crescita del Paese: investimenti e impatti sul sistema produttivo”; da Innovazione e Sport: tecnologia, dati e nuovi modelli di business”, alle Prospettive ed eredità delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026”.

Ovviamente, ai lavori ha partecipato anche la Fidasc che, da sempre – possiamo dire a livello genetico – considera le proprie discipline e specialità sportive come attività sane da praticare in ambienti naturali, anche e soprattutto da parte di ragazzi e di Master nel pieno di una terza età ricca di interessi e stimoli agonistici e di grande benessere psicofisico.


“A caccia di sport”, di Felice Buglione, Caccia & Tiro 03/2026.


La Fidasc da sempre considera le proprie discipline e specialità sportive come attività da praticare in ambienti naturali, anche e soprattutto da parte di ragazzi e di Master nel pieno di una terza età ricca di interessi e stimoli agonistici e di grande benessere psicofisico – Foto Fidasc


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