I DIRETTORI TECNICI ALLA PROVA DEL FUTURO: ALBANO PERA

“Un dato è certo, – dichiara perentorio Albano Pera: direttore tecnico della nazionale di fossa olimpica – ed è che le Olimpiadi nel 2021 si faranno. C’è tutto il tempo di organizzare i Giochi rispettando quei criteri di sicurezza sanitaria che possono mettere al riparo atleti e tecnici dal Covid. Saranno probabilmente a porte chiuse, saranno visibili soltanto in Tv e in streaming, saranno riservate ai soli atleti e ai tecnici: tutto quello che si vuole, ma le Olimpiadi devono essere celebrate. Mi si obbietta in alcune interviste che l’Olimpiade senza la cornice del pubblico e dell’atmosfera tipica dei Giochi sarà decisamente un’altra cosa. E io rispondo che invece la Gioconda è bella anche senza cornice, quindi potranno essere appassionanti e suggestive anche le Olimpiadi senza quel meraviglioso contesto che le rende uno spettacolo bellissimo. Del resto, io che sono un appassionato di calcio, concordo che le partite in uno stadio vuoto sono un po’ uno shock all’inizio. Ma solo all’inizio: infatti, quando stai guardando la quarta o la quinta partita in uno stadio completamente vuoto, ti abitui e ti concentri sul gioco, sulle prodezze degli atleti, sull’agonismo e sulle manovre delle squadre. Alla lunga, il vuoto intorno lo ignori e resta il bello del gesto atletico”. Peraltro Pera ha una visione molto chiara anche della situazione che riguarda in maniera specifica il tiro a volo di questo anomalo presente. “Visto che parliamo di Giochi – dice ancora il dt toscano – io dico sempre ai miei atleti che occorre una calma olimpica per valutare il momento che stiamo vivendo. Partiamo pure dalla constatazione che abbiamo avuto ed abbiamo delle difficoltà a svolgere la nostra preparazione e a gareggiare. Ma è anche vero che sono le stesse difficoltà che hanno avuto e stanno sperimentando anche gli altri. Anzi, ci sono nazioni che nel 2020 non hanno svolto neppure la normale attività agonistica stagionale, mentre invece noi abbiamo celebrato molti Campionati italiani e abbiamo potuto effettuare molti raduni di preparazione. È vero: è una situazione del tutto nuova, ma lo è per tutti nella stessa maniera. A livello tecnico sono contento della situazione dei miei atleti e sono perfino convinto che una specie di anno sabbatico come ci hanno costretto a trascorrere sia addirittura vantaggioso per gli atleti. Naturalmente sto parlando del caso specifico del tiro a volo: probabilmente per altri sport non può essere applicato lo stesso ragionamento. Ma l’atleta per definizione è sempre egoista: deve pensare a fare la propria gara e in questo caso, nella fase preparatoria, a costruire giorno per giorno quella gara senza farsi distrarre dall’eccezionalità della situazione che comunque, ripeto, è appunto eccezionale anche per tutti i suoi avversari”.


“I direttori tecnici alla prova del futuro” di Massimiliano Naldoni, Caccia & Tiro 12/2020-02/2021.


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