DANTE ETOLOGO E FALCONIERE

Giorgio Zauli, presidente dell’Associazione Tradizioni Acquacheta di Rocca San Casciano (Fc), nel cuore della Romagna-Toscana, ha scritto alcuni fa un interessante libro (2009, SarnusEdizioni Polistampa Firenze) che fa luce su un aspetto insolito e poco conosciuto della Divina Commedia, aprendo una finestra sul mondo circostante che il Sommo poeta, Dante Alighieri, “ci invita a conoscere attraverso gli animali che lo popolano”.

Nelle pagine di “Animali e cacce nella Divina CommediaDante falconiere ed etologo”, l’autore descrive una sorta di “divin bestiario”, ricco di rimandi e riferimenti che danno origine ad una lettura davvero curiosa e speciale del poema dantesco. Una lettura che ci fa capire come tra i numerosi studiosi della Divina Commedia, “pochi abbiano intuito nel suo autore la condizione di etologo-naturalista e nessuno quella di cacciatore”.


Foto di copertina: Casa editrice Sarnus


 

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