La pandemia che ha stravolto le nostre vite e le nostre abitudini ha inevitabilmente trasformato perfino il nostro linguaggio e il modo di percepire il passato e il futuro. Se un tempo si formulavano auspici per il nuovo anno in arrivo con il conforto di alcune certezze maturate in quell’anno che avevamo frattanto vissuto, nel momento presente, ovvero in questo transito tra l’anomalo 2021 e il 2022 che stiamo affrontando, è curiosamente incerto tanto il passato quanto l’avvenire. Sembra paradossale parlare di incertezza del tempo che frattanto abbiamo vissuto, ma in realtà, se ricordate quale smarrimento ha creato ad esempio lo slittamento dei Giochi Olimpici dal 2020 all’anno successivo e a quale riassetto generale della preparazione agonistica quel fenomeno ha costretto tutti noi, appare chiarissimo che quello che ci siamo lasciati alle spalle è un percorso tortuoso e costruito giorno per giorno proprio all’insegna dell’incertezza. Se l’Olimpiade di Tokyo – nella quale l’Italia ha conquistato quella prestigiosa medaglia d’argento grazie all’impresa della nostra straordinaria Diana Bacosi – rimane un’esperienza sfortunata in cui il talento e l’accurata preparazione delle nostre atlete e dei nostri atleti non sono stati premiati nella maniera dovuta, questo si deve certamente proprio al fatto che i secondi Giochi giapponesi della storia rimarranno negli annali come quelli tra i più travagliati dell’era moderna. Abbiamo vissuto e stiamo dunque vivendo un’epoca in cui, appunto per il paradosso che ho appena segnalato, siamo costretti ad assistere ad un’analoga incertezza del passato e del futuro. Che auspicio possiamo produrre allora per il 2022? Sicuramente, pur nei pochi punti fermi che ci ha trasmesso, dal recente passato possiamo raccogliere delle lezioni. Il nostro movimento tiravolistico ha infatti saputo reagire in maniera esemplare alla pandemia: lo abbiamo constatato già un anno fa quando abbiamo affrontato il primo intero inverno di emergenza sanitaria.
Oggi sappiamo che la pandemia non è ancora sconfitta e che dovremo fare i conti con i suoi effetti ancora per qualche tempo, ma ci conforta quella capacità che il nostro mondo tiravolistico ha saputo esprimere: quella tenacia incrollabile che hanno dimostrato i dirigenti delle nostre oltre 360 Associazioni, quella responsabilità che tutti i nostri tesserati a loro volta hanno saputo esprimere nei momenti più critici. Il mondo in cui vivremo nel 2022 ci pone davanti peraltro molte altre sfide, sebbene quella dell’emergenza sanitaria sia stata e sia certamente la più insidiosa e la più difficile. L’Olimpiade di Tokyo ci ha mostrato chiaramente come il mondo tiravolistico nel suo insieme viva un momento di imponente crescita qualitativa e quantitativa ed è, quello, un processo che l’Italia negli anni ha favorito e auspicato. Ma è anche un fenomeno che renderà certamente ogni giorno più difficile conseguire nuove vittorie. Siamo stati poi di nuovi noi italiani, in un’operazione ormai trentennale, a sollecitare la sensibilità per rendere sempre più eco-compatibile il nostro sport. Qui non si tratta adesso, però, di elencare le tante iniziative che abbiamo intrapreso, spesso con largo anticipo sui tempi: si tratta semmai di comprendere che in un certo modo nulla è scontato per il futuro. E il paradosso, su cui di nuovo insisto, è che probabilmente per la prima volta nella storia siamo costretti a dire che niente è scontato, neppure appunto per ciò che è già accaduto. Ci serve però una visione ottimistica dell’anno che verrà. Perché in una stagione di rinnovate sfide, è soltanto il grande entusiasmo che abbiamo sempre saputo dispensare a piene mani che potrà supportare validamente le nostre azioni. Buon futuro a tutti noi. E dunque buon entusiasmo!
“Linea di tiro”, di Luciano Rossi, Caccia & Tiro 12/2021-01/2022.


