BIANCHI: “FINALMENTE UN NUOVO CAMPO DI TIRO VEDRÀ LA LUCE ENTRO IL 2023”

La Valle d’Aosta, pur essendo la più piccola regione italiana, vanta una più che storica e blasonata tradizione tiravolistica e al tempo stesso rappresenta una vera anomalia. Ma perché? A spiegarcelo è Marco Bianchi, delegato regionale Fitav.

Fino ad ora parlare del tiravolismo valdostano significava inevitabilmente evocare una vera e propria anomalia di questi nostri anni. Come molti sanno, la Valle d’Aosta non dispone più di impianti sul proprio territorio dal 2010. È in quell’anno che hanno sospeso la loro attività sia il Tav Aosta che il Tav Chatillon: due realtà societarie che, oltre a costituire un saldo presidio tiravolistico per i numerosi appassionati della regione, nel tempo avevano rappresentato una meta per tantissimi praticanti provenienti da tutta la penisola. Frattanto, però, ed è notizia di queste ultime settimane, sono finalmente state stanziate le risorse necessarie per la costruzione del nuovo campo di tiro che nascerà nel Comune di Chatillon e per il quale è già stato dato incarico della progettazione definitiva all’ingegner Corrado Trasino. Il finanziamento regionale per un importo di 1.250.000 euro prevede che i lavori vengano ultimati entro il 2023. Il tiravolismo valdostano però non ha mai smesso di esistere! Attualmente sono tesserati in Valle una settantina di praticanti, ma in passato abbiamo raggiunto anche la cifra di 150 tessere federali. La storia un po’ travagliata del Tav Aosta di quest’ultimo decennio è poi emblematica delle tante vicissitudini che il tiravolismo della nostra regione ha vissuto. Per motivi diversi c’è stato un continuo avvicendamento di dirigenti nella principale Associazione tiravolistica della regione. Lo storico presidente Giorgio Nasso, che era un noto imprenditore edile del capoluogo, è stato al timone del Sodalizio fino alla sua prematura scomparsa nel 2009. Successivamente hanno svolto il ruolo di presidente prima Michele Monteleone, poi Sandro Piacentini, poi recentemente e purtroppo per un breve periodo Andrea Tabanelli. Oggi alla presidenza siede Chantal Vallet, con l’attivissimo e noto Giancarlo Cicala alla vicepresidenza. Eppure, nonostante i continui avvicendamenti al vertice e l’impossibilità, ormai da più di un decennio, di avere una sede stabile nel proprio territorio, il Tav Aosta, che frattanto è appunto l’unico Club affiliato della regione, è una realtà vitale che ha saputo raccogliere e ha saputo conservare quella solida tradizione tiravolistica pluridecennale della più piccola regione d’Italia, tant’è che anche quest’anno abbiamo conquistato medaglie e titoli in tante gare e discipline diverse. E forse non è un caso se proprio qualche settimana fa anche io ho ricevuto la Stella d’argento al merito sportivo!”.


Tratto da “La voce delle Regioni”, di Massimiliano Naldoni, Caccia & Tiro 12/2021-01/2022.


Marco Bianchi: La Valle d’Aosta non dispone più di impianti sul proprio territorio dal 2010. È in quell’anno che hanno sospeso la loro attività sia il Tav Aosta che il Tav Chatillon”.


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