Sto tracciando queste righe quando ancora echeggiano i clamori della Coppa del mondo di Lonato che anche quest’anno ha richiamato nel più internazionale dei nostri impianti italiani oltre 500 tra atleti e atlete in rappresentanza di più di 70 nazioni dei 5 continenti. Nelle riunioni che hanno coinvolto i massimi organismi dell’Issf e che hanno fatto da solenne corollario alla tappa italiana del circuito di Coppa del mondo, un coro unanime di approvazione ha sottolineato la proposta di assegnare ancora alla sede di Lonato del Garda una delle tappe del circuito in ciascuna delle prossime 3 stagioni. Soltanto questo risultato assurgerebbe già al ruolo di primato storico perché, in ambito internazionale, mai in precedenza una sede di gara aveva ricevuto un tributo di ammirazione così solido e prolungato nel tempo. Quel sentimento di profonda considerazione e di stima che tutto il pianeta nutre nei confronti dell’Italia del tiro a volo non è però circoscritto alle discipline olimpiche. In questo mese di agosto celebriamo a Roma il Campionato del mondo di fossa universale: la circostanza ha permesso di portare nuovamente nella nostra capitale un evento tiravolistico internazionale di grande portata che ha restituito proprio all’impianto di Lunghezza quella risonanza che merita. Ma l’appuntamento iridato della cosiddetta disciplina delle 5 macchine coincide anche esattamente con l’ingresso formale nel centesimo anno di attività della Federazione italiana tiro a volo che celebreremo il 4 agosto del 1926. Ecco che in questo senso scomodare una locuzione come quella dell’appuntamento con la storia non è davvero una vuota formula retorica. Perché il secolo nel corso del quale la Federazione italiana tiro a volo ha compiuto il suo cammino è un percorso in cui la stessa istituzione creata dal presidentissimo Ettore Stacchini ha saputo gradualmente costruire il suo imponente edificio di risultati agonistici e si è guadagnata quella stima e quella considerazione di cui dicevo. Quell’ipotetico virtuoso conto alla rovescia che si innesca proprio in questo mese di agosto e che ci condurrà appunto al compimento dei primi 100 anni di attività della Federazione italiana tiro a volo deve allora trasformarsi anche in un momento di riflessione proprio sul grande impatto che il tiravolismo del nostro Paese ha saputo produrre nei confronti della storia sportiva del mondo. Non è un caso del resto che il Comitato olimpico nazionale italiano da sempre indichi proprio nelle discipline del tiro a volo uno dei propri ambiti più vittoriosi. Certamente è con fierezza e con orgoglio che dobbiamo guardare alla storia della nostra Federazione e alle sorti gloriose del nostro sport, ma serve anche una viva emozione che ci permetta di procedere oltre questo appuntamento con la storia che stiamo vivendo proprio per perpetuare i traguardi che sono stati raggiunti.
“Linea di tiro”, di Luciano Rossi, Caccia & Tiro 08/2025.
Il presidente Fitav e Issf durante la cerimonia di apertura della World Cup al Trap Concaverde – Foto Fitav


