IL NOSTRO SPORT: QUI E ADESSO

Sono reduce da una serie di visite che ho condotto nelle scorse settimane sul territorio della nostra penisola. Ho avuto l’opportunità di calarmi nello specifico delle situazioni di alcune Associazioni, ho incontrato i dirigenti federali di alcune regioni, ho visitato qualche nostro impianto tra i più celebri nel mondo e tante altre piccole realtà che operano a livello locale. E tutto questo, ribadisco, in aree anche molto diverse della nostra Italia: ovvero con condizioni geografiche e socio-economiche ovviamente differenti. Ma c’è un denominatore comune a tutte queste realtà: la grande operosità che il nostro mondo tiravolistico sa sempre esprimere. E quell’elemento rappresenta davvero un valore inestimabile che ho potuto piacevolmente di nuovo constatare in tutte le situazioni che ho sperimentato. È un dato molto incoraggiante, in special modo in una stagione – nel senso più ampio del termine – che ci vede tutte e tutti, donne e uomini del tiro a volo, impegnate e impegnati a recuperare un’identità che inevitabilmente la lunga pandemia ha minacciato da vicino e a consolidare un ruolo che deve fare i conti quotidianamente con minacce, o quantomeno con pesanti incombenze. Malgrado tutte queste difficoltà che affliggono il nostro sport, e nello specifico le Associazioni che compongono la nostra Federazione, il tiro a volo qui e adesso c’è! Che cosa voglio dire? Sto dicendo che il nostro movimento tiravolistico non rifiuta il contatto con il presente e riesce a calarsi perfettamente nelle situazioni contingenti, è capace di adattarsi anche a quelle emergenziali (pensiamo a quanto è avvenuto nei mesi in cui la pandemia ha letteralmente azzerato l’attività e al periodo successivo in cui si è stati costretti a reinventarsi per tornare a fare pratica di pedana), ma il nostro mondo riesce soprattutto a proporre vie di uscita. Lo dico da tempo che dalle difficoltà possono profilarsi delle interessanti opportunità e non uno slogan facile da dispensare nei momenti difficili: è una sorta di stato mentale che tutte e tutti noi del tiro a volo abbiamo dimostrato e stiamo dimostrando di condividere.

Penso a questo proposito all’iniziativa che la Federazione ha riproposto nello scorso autunno: Porte Aperte. Ebbene, in tante grandi e piccole Associazioni – me lo confermavano proprio alcuni dirigenti territoriali nel corso delle visite che ho condotto recentemente – quell’iniziativa ha innescato un utilissimo effetto domino: i Sodalizi hanno constatato che c’è una larga fetta di pubblico che conosce il nostro sport solo marginalmente ma che si avvicinerebbe ad esso ben volentieri se ben guidata in questo percorso. Tante piccole Porte Aperte a livello locale hanno così completato l’opera innescata dall’iniziativa che abbiamo intrapreso in autunno a livello nazionale e talvolta l’hanno anche estesa e ampliata. E tutto questo significa in sintesi volontà e capacità di dare sviluppo numerico e qualitativo al nostro sport e al pubblico che frequenta le nostre Associazioni. Si tratta soltanto di un esempio di quella operosità di cui siamo capaci, ma è certamente emblematico di quella nostra visione del mondo che ci ha permesso sempre di individuare una via di uscita alle difficoltà e agli ostacoli. Ho già avuto modo in questi miei interventi di esprimere la convinzione che il nostro sport abbia i requisiti per uscire dalla grave crisi che la pandemia ha innescato e amplificato: tornare a constatare, come ho avuto la possibilità di fare in tempi recentissimi, che su tutto il nostro territorio, qui e adesso, sono disponibili energie positive che guardano con convinzione al futuro non può che essere un motivo di orgoglio per la nostra Federazione e un incentivo a procedere sulla strada che già stiamo percorrendo.


“Linea di tiro”, di Luciano Rossi, Caccia & Tiro 02/2022.


Il presidente Fitav: “In tante grandi e piccole Associazioni l’iniziativa Porte Aperte ha innescato un utilissimo effetto domino. I Sodalizi hanno constatato che c’è una larga fetta di pubblico che conosce il nostro sport solo marginalmente ma che si avvicinerebbe ad esso ben volentieri se ben guidata in questo percorso”.


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