La meta storico-culturale che qui suggeriamo rientra nel circuito delle Ville monumentali della Tuscia. Siamo infatti nel comune di Bagnaia, nel viterbese, dove si trova la splendida Villa Lante, che nei suoi 18 ettari di parco e giardino ospita anche il cosiddetto Casino Riario “o di caccia”, il più antico fabbricato qui presente. La sua costruzione, realizzata prima del 1523, fu commissionata da Ottaviano Visconti Riario all’interno della riserva fatta recintare sin dal 1514 da Raffaele Sansoni Riario, creatore del primo barco di Bagnaia quando, nel suo ruolo di vescovo, soggiornava nel Palazzo vescovile (attualmente Palazzo delle Logge – Nda). La palazzina, sulla cui facciata principale spicca ancora lo stemma dinastico in cui campeggiano una rosa (a testimonianza del legame con la famiglia Sforza, nonché simbolo di purezza e rinascita) e un biscione (quest’ultimo blasone della casata dei Visconti), era pertanto riservata a sosta e ristoro nel corso delle battute di caccia. Tra i primi frequentatori del Casino Riario Papa Leone X, grande appassionato dell’ars venandi, nel periodo in cui ad amministrare la diocesi era il nipote Niccolò Ridolfi. Insieme al pontefice diversi cardinali che si contesero il dominio di Bagnaia fino all’arrivo del cardinale Giovanni Francesco Gambara, al quale è attribuita la trasformazione dell’originario barco in un giardino delle delizie. Con la perdita di interesse verso la pratica venatoria e a causa delle mutate esigenze, il Casino Riario alla fine del Cinquecento fu riconvertito nelle sue adiacenze in una tenuta per la produzione agricola. E a tale scopo fu aggiunto successivamente un corpo di fabbrica più basso rispetto alla struttura originaria, articolato su 3 piani in cui si sviluppano un’ampia sala, stanze di servizio, una cucina e una colombaia. La famiglia Lante, che divenne nel tempo proprietaria della Villa e dei terreni, usò l’edificio come scuderia e braccheria. Edificio che fu poi molto danneggiato dai bombardamenti nel corso della Seconda Guerra mondiale per essere infine restaurato negli anni ’60 del Novecento grazie all’allora proprietario, Angelo Cantoni.
Tratto da “Il Casino Riario ‘o di caccia’ di Villa Lante,” di Francesca Domenichini, Caccia & Tiro 11/2025.
In queste immagini scorci del Casino Riario e di Villa Lante che viene attribuita a Jacopo Barozzi da Vignola. Fu iniziata intorno al 1511 e ultimata nel 1566. Il parco e il giardino formale in cui spiccano terrazzamenti e fontane costituiscono uno dei principali esempi di architettura nel verde del ‘500 – Foto Francesca Domenichini








