SULLA 157 SI RIAPRONO LE DANZE

Ci sono questioni legate allambiente, alla fauna che sono sempre estremamente attuali e alcune di queste non si sono mai risolte. Una è senza dubbio la riforma della 157/92, una legge che per svariati motivi è ormai datata, ma che negli anni non è mai stato possibile modificare, nonostante i diversi tentativi fatti.  A riportare nellattualità questa annosa questione sono state le dichiarazioni fatte lo scorso maggio, in occasione di della Fiera Caccia Village”, dal ministro dellAgricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che ha annunciato la riforma entro agosto. Ospite allo stand Federcaccia il ministro ha ricordato il clima in cui è nata la Legge, dopo il referendum per labolizione della caccia del 1990 che, pur non avendo prodotto leffetto auspicato da chi lo aveva promosso, ha comunque incrinato il rapporto fra la società e lambiente della caccia: Abbiamo avuto una legge, la 157/92, che era disegnata in quel momento e con quelle condizioni. In campagna elettorale noi abbiamo assunto un impegno, quello di modificarla e aggiornarla. In parte lo abbiamo fatto allinizio del mandato andando incontro alle emergenze legate al problema della Psa. Abbiamo però lavorato per arrivare a una riforma complessiva del testo che abbiamo annunciato nella Legge Finanziaria di dicembre come collegato. Per chi non è esperto di processi normativi, significa approvarla entro agosto. Prima della nuova stagione avremo la riforma della 157”. Una dichiarazione, questultima, che ha innescato una serie di polemiche su social e mezzi di informazione, con proteste nei confronti di una proposta di modifica – e questo è il lato surreale della vicenda – che non è ancora stata resa nota (nel momento in cui scriviamo – Nda). Pur di sollevare il solito polverone alcuni hanno diffuso vere e proprie notizie false, su un argomento che invece andrebbe affrontato con grande razionalità e scientificità, alla ricerca di un equilibrio tra le esigenze faunistico-ambientali, quelle delle attività agrosilvopastorali, della sicurezza e degli altri frequentatori del territorio, cacciatori compresi. Si è allora detto che con la nuova legge si sarebbe potuto cacciare nelle spiagge, nei giardini delle case, di notte… e altre amenità per le quali rimandiamo al mare grigio del web. Federcaccia, Enalcaccia, Arcicaccia, Anlc, AnuuMigratoristi, Italcaccia e Cncn hanno preso posizione, preoccupate dagli attacchi che hanno definito ingiustificati, proprio perché ancora non era stato redatto il testo del disegno di legge, né largomento era stato discusso allinterno del Consiglio dei Ministri. Le associazioni venatorie hanno poi ricordato che dal 1992 sono cambiati lambiente e la società, che ora hanno necessità molto diverse rispetto a quel periodo storico. Pensiamo solo a come è cambiato il comparto agricolo e ai problemi alla salute e allincolumità pubblica che ci sono adesso”. Lultimo aggiornamento è di ieri, 11 giugno, quando il ministro Lollobrigida – rispondendo allinterrogazione degli onorevoli Zanella, Borrelli, Bonelli, Fratoianni, Dori, Ghirra, Grimaldi, Mari, Piccolotti e Zaratti sulla annunciata riforma della legge 157/92 – ha dato una risposta che dovrebbe contribuire, così si spera, a sgomberare il campo da ulteriori polemiche, illazioni e speculazioni, ripristinando quel clima di serenità necessario a modificare una Legge che detta le Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”. A ricontestualizzare la questione proprio le parole del ministro, che riferendosi al testo finale della proposta ha smentito la veridicità delle indiscrezioni circolate su alcune testate giornalistiche. Lollobrigida ha ricordato che il Ministero ha agito su precisa indicazione di numerosi Consigli comunali, di cinque Consigli regionali, della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e, in particolare, sulla base di un atto di indirizzo del Parlamento italiano che, nella scorsa legislatura, ha approvato una relazione che impegnava il Governo in modo esplicito a rivedere il quadro normativo a partire dalla legge n. 157 del 1992”, sottolineando la piena condivisione di tutti (nessun voto contrario – Nda) nel prendere tale impegno e che ad esso, in quanto proveniente dal Parlamento, il Governo deve dare seguito. Le ragioni che ci hanno indotto ad accelerare lelaborazione del disegno di legge sono quelle citate nellatto approvato al Senato”, ha affermato Lollobrigida, ricordando che la diffusione incontrollata della fauna selvatica produce danni sul piano ecologico e ambientale, rischi sul piano sanitario, danni allattività agricola, problemi sul piano civilistico e sociale derivanti dalle richieste di risarcimento, pericolo per la pubblica sicurezza per il verificarsi di incidenti stradali anche mortali. Il ministro ha infine fatto chiarezza sulle fake news circolate sullargomento (dallesercizio della caccia nelle aree demaniali marittime alla modifica degli orari dellattività venatoria), concludendo con unapertura a tutti i portatori di interesse: Il nostro modello democratico prevede un interparlamentare e ci sarà in Parlamento il confronto ampio con le associazioni di ogni genere che io non escludo nemmeno come Ministero, con le associazioni ambientalistiche, animalistiche, venatorie, scientifiche e quanti altri coinvolti nella riforma della 157 che noi intendiamo portare avanti”. La situazione è in continua evoluzione e molto probabilmente quando riceverete questo numero di Caccia & Tiro” ci saranno stati, nel frattempo, ulteriori sviluppi, ma intanto un quadro andava tracciato. Solo il tempo ci dirà se, come detto dal ministro Lollobrigida, entro agosto avremo la riforma della 157/92. Intanto su questo tema le danze si sono riaperte, speriamo che tutti gli invitati sappiano ballare.


“Primo piano”, di Valeria Bellagamba, Caccia & Tiro 06-07/2025.


Ci sono questioni legate allambiente, alla fauna che sono sempre estremamente attuali e alcune di queste non si sono mai risolte. Una è senza dubbio la riforma della 157/92, una legge che per svariati motivi è ormai datata, ma che negli anni non è mai stato possibile modificare, nonostante i diversi tentativi fatti.

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