LE INTERVISTE DEL DOPO MONDIALE – VIDEO

Il Mondiale di fossa universale si è svolto sui campi di Ychoux in terra francese. Durante il lungo viaggio di ritorno, sul bus messo a disposizione dalla Federazione, ne abbiamo approfittato per fare due chiacchiere con alcuni dei protagonisti, uno per ogni categoria o qualifica. Siamo partiti con Stefano Narducci (Man), autore di un bronzo nella classifica Open, migliore prestazione di tutti gli azzurri. Con lui in team Alessandro Camisotti e Vincenzo Messina.

La gara dal punto di vista tecnico è stata abbastanza impegnativa perché, come dico io, in una competizione che dura 4 giorni bisogna andarci a letto 3 volte. Passata la notte, il giorno dopo devi di nuovo approcciare mentalmente la gara. In poche parole, bisogna rompere nuovamente il ghiaccio la mattina quando hai il punteggio buono fatto il giorno precedente. Ogni giorno che passa diventa più dura, sai che non puoi sbagliare. A questi livelli un piattello su 200 fa tutta la differenza del mondo, figuriamoci 2! Cerano poi altre difficoltà: Ychoux dispone di 8 campi su cui erano stati predisposti 8 schemi diversi. Inoltre la struttura è molto vicina alloceano Atlantico e quindi soggetta a numerosi cambi, anche repentini, meteorologici. In special modo, un pomeriggio, abbiamo dovuto affrontare forti raffiche di vento e continui cambi di luce. Problemi che ovviamente non ha incontrato chi ha sparato la mattina. Le difficoltà hanno colpito un po’ tutti, basti pensare che il Campionato ha registrato medie di punteggio basse e che è stato vinto con 196 centri. Ci vuole anche un po’ di fortuna. Non abbiamo tra laltro avuto fisicamente il tempo di provare tutti i campi. Anche questo non ha aiutato. Malgrado tutto, comunque, come sempre accade nelle trasferte della fossa universale, latmosfera che abbiamo respirato è stata bellissima, serena e condivisa con un bel gruppo di amici. Vorrei ringraziare il ct Sandro Polsinelli per avermi scelto nonostante non mi fossi piazzato tra i primi due qualificati di diritto nelle selezioni. Con il bronzo ottenuto spero tanto di aver ripagato la sua fiducia. Allo stesso modo ringrazio Roberta Pelosi, la nostra capo delegazione, che ci ha accompagnato per tutta la trasferta stando sempre attenta a tutte le nostre esigenze, il presidente Luciano Rossi e tutta la Fitav”.

Passando alle Lady, il commento di Serena Caminotto, che ha gareggiato in squadra con Bianca Revello e Rachele Amighetti. “È stato un Mondiale dal retrogusto leggermente amaro quello di questo 2024, ma alla fine, con le mie compagne, abbiamo riportato un prestigioso argento a squadre. Il retrogusto amaro è dovuto al fatto che sarebbe bastato un piattello in più per dare un colore più lucente alla nostra medaglia. Dispiace perché eravamo le campionesse del mondo in carica con il titolo conquistato lo scorso anno in Spagna. Squadra vincente non si cambia e anche questanno abbiamo lottato tutte fino alla fine senza mai mollare. Purtroppo ciò non è bastato per calpestare il gradino più alto del podio, che invece ha visto ospiti le tiratrici spagnole ma, si sa, per un piattello si vince o si perde. Nelle mie due precedenti presenze in nazionale, Maribor 2022 ed Avila 2023, abbiamo affrontato solo 2 schemi alternati – e non gli 8 schemi diversi che ci siamo trovati in Francia – ed avevamo avuto più tempo per provare i campi. Inoltre abbiamo dovuto superare alcune condotte, a mio parere antisportive, degli arbitri francesi che si sono comportati in modo molto fiscale con tutti i tiratori azzurri. Ci disturbavano per delle sciocchezze durante il nostro turno di tiro, ignorando amabilmente, nel contempo, le varie e ben più gravi scorrettezze compiute dai tiratori loro connazionali. E questo inevitabilmente ci ha condizionato: voglio però riconoscere anche i miei errori, non devo trovare scuse per giustificare i miei risultati e quelli della squadra. Un atleta deve sempre essere superiore ai fattori esterni, bisogna sempre cercare di entrare nella propria bolla e rimanere concentrati e focalizzati sullobiettivo. Questa volta è andata così e dobbiamo gioire comunque del nostro piazzamento facendo tesoro di questa esperienza per il futuro. Per concludere, vorrei ringraziare il mio allenatore Vito Cito che, come sempre, non si perde mai un piattello ed è sempre pronto a darmi il consiglio giusto in tempo reale, il tecnico Giuliano Callara, il ct Polsinelli e mio padre, che mi ha accompagnato in questa faticosa trasferta”.

Per il comparto Senior che includeva anche Corrado Pontecorvi e Pietro Zecchi, abbiamo avuto come interlocutore Luciano Fiorini Carbognin, una storia in nazionale, la sua, abbastanza recente: La mia prima esperienza è stata nel 2023 a Maribor, in Slovenia, dove con i miei compagni abbiamo vinto lEuropeo a squadre. Al Mondiale di Avila dello stesso anno ho partecipato privatamente in quanto non ero stato convocato e, prima di questa convocazione, sono stato selezionato per il Campionato dEuropa in Cecoslovacchia. Anche lì abbiamo conquistato il titolo a squadre. In Francia non è andata altrettanto bene e le ragioni sono da ricondurre ai problemi descritti anche da Stefano Narducci e Serena Caminotto. In primis, comunque, su di me ed i miei compagni, ha influito limpossibilità di provare i campi. Io purtroppo ho bisogno di numerose serie di allenamento prima di riuscire a capire bene un campo e qui i campi erano difficoltosi, specialmente quando abbiamo dovuto sparare in condizioni meteo avverse. Abbiamo spesso sparato con un forte vento che ci ha complicato la vita modificando pesantemente le traiettorie dei lanci. Nelle prime due giornate ho sparato, seppur non alla mia altezza, discretamente. I punteggi che avevo conseguito mi avevano leggermente allontanato dal titolo individuale ma erano consoni a battagliare per quello a squadre. Mentre il terzo giorno è stato da dimenticare a causa di un problema di salute. Lultimo giorno è andato meglio, però la mia prestazione era stata ormai compromessa: ho perso per strada almeno 10 piattelli che invece avrei dovuto rompere facilmente. Ma a parte la condizione fisica, ci vuole anche fortuna. Abbiamo ottenuto solamente un quarto posto a squadre. Rimanere ai piedi del podio ci ha fatto male, ma ci servirà per tornare più forti di prima. Con loccasione ringrazio la Fitav, Roberta Pelosi, Sandro Polsinelli e tutto lo staff degli accompagnatori che mi ha reso piacevole e comunque indimenticabile questa trasferta”.

Per quanto riguarda Roberto Coppiello – la nazionale Veterani schierava oltre a lui Giorgio Borrione e Roberto Bocci – durante il Mondiale ha tirato fuori una prestazione di tutto rispetto: un argento individuale e un bronzo per nazioni. Dopo svariati titoli e piazzamenti a squadre quando ancora militavo tra i Senior, categoria dove peraltro mi sono laureato campione del mondo sia a livello individuale che a squadre, in questa mia prima esperienza da Veterano ho centrato la medaglia dargento individuale con lo score di 189/200+22, dopo spareggio con il sudafricano David Cohen. Purtroppo il francese Marquer, che ha vinto il titolo con 192 centri, non sono riuscito a prenderlo per le stesse motivazioni riferite dai miei compagni. Chi ha avuto il tempo di provare più volte tutti i campi era avvantaggiato. Si aggiunga che sono stato convocato allultimo momento in sostituzione di un altro tiratore. Comunque niente scuse, sono riuscito a prepararmi discretamente in ogni modo. Sono felice di aver condiviso il podio con i miei compagni Roberto Bocci e Giorgio Borrione. Anche loro hanno avuto le stesse difficoltà. La terza piazza alle spalle di Francia e Portogallo ci rende comunque orgogliosi. Ti posso garantire che mi rende più felice il podio a squadre che quello individuale. Un podio a squadre te lo godi con gli amici e colleghi, con tutto lo staff della nazionale, mentre quello individuale gratifica soltanto te… A dire il vero sono leggermente deluso perché questo Mondiale lo abbiamo regalato noi ai francesi. Se avessimo avuto il tempo di provare i campi sono convinto che i transalpini e i portoghesi avrebbero preso lennesima bella batosta”.

È ora la volta di sentire la voce del Master Stefano Bocci, che ha avuto come compagni di squadra Giorgio Ravera e Giorgio Bottigella e che è tornato in nazionale a distanza di 13 anni… “È stato un vero piacere entrare a far parte della nazionale di fossa universale, quella dellera Polsinelli intendo dire. Un gruppo di amici, una famiglia. A dire il vero nel 2011 avevo già partecipato ad un Mondiale, sempre qui ad Ychoux come Veterano, in compagnia dei grandi Lionello YamamotoMasiero e Graziano Tognoni De Pugi, ottenendo, come nel 2024, un buon terzo posto a squadre. Fortunatamente anche in questa trasferta ho avuto lonore di sparare con due grandissimi campioni del calibro di Giorgio Ravera e Giorgio Bottigella, che mi hanno permesso di salire ancora una volta su un podio iridato. Ho messo il massimo dellimpegno ma, per fattori contingenti, non mi sono espresso secondo le mie possibilità. Ringrazio tutti per la calorosa accoglienza dimostratami. Per quanto concerne lo svolgimento della gara vorrei sottolineare la pochezzadei direttori di tiro francesi… Hanno cercato, e spesso ci sono riusciti, di disturbarci con qualsiasi pretesto. In Italia un comportamento del genere è inimmaginabile. In ogni caso mi sono divertito e la positività di tutto il gruppo è stata determinante per superare tutti i problemi”.

Il microfono ora passa a Mario Fabrizi che ha formato la compagine Junior insieme a Giuseppe Fiume e Giacomo Incitti, reduce dal successo a squadre allEuropeo, che ha rappresentato il suo esordio in maglia azzurra. “È stata una gara strana, probabilmente non lho approcciata nel modo corretto. Rispetto al Campionato europeo ho colpito 10 piattelli di meno. Non ne vado fiero, è ovvio che non sono contento. Permettimi però di fare i miei complimenti a Giuseppe Fiume, che dellEuropeo è stato protagonista assoluto e che qui ha conquistato il titolo di vice campione del mondo alle spalle solo dello spagnolo Hector Avila. Voglio anche congratularmi con il mio amico Giacomo Incitti che era alla sua prima esperienza in nazionale. Ha patito un po’ di emozione anche lui, ma è stato bravo. Ha ‘tenuto botta’ e grazie al suo contributo siamo riusciti a conquistare la medaglia dargento a squadre, non è poco! Vorrei inoltre ringraziare anchio il ct Sandro Polsinelli, il mio allenatore Giuliano Callara e Vito Cito. La loro fiducia, la loro vicinanza ed i loro consigli sono per me valori inestimabili”.


Tratto da “Le interviste del dopo Mondiale”, di Stefano Terrosi, Caccia & Tiro 09/2024.


La nazionale di fossa universale che ha partecipato al Mondiale in Francia.

 

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