L’ANTICA PIEVE DI SAN MARTINO, TRA ECHI LONTANI DI RITI DI CACCIA E UN PRESENTE TUTTO DA RISCRIVERE

Siamo a Tavullia e nei suoi dintorni, come la frazione di Rio Salso. In una zona appenninico collinare al confine tra le Marche e la Romagna. Tra le province di Pesaro e Urbino e Rimini. Ed è proprio in questi luoghi, che nel Medioevo furono teatro di aspre e sanguinose contese tra i Malatesta e i Montefeltro, che ci vogliamo fermare. Per raccontare di un passato lontanissimo risalente a circa 2000 anni fa, in cui tra il folto dei boschi della Valle del Foglia risuonavano i corni da caccia usati dagli abitanti di un villaggio rurale di cui sono state rinvenute testimonianze. Perché la caccia era sì una forma di sostentamento ma al tempo stesso era espressione di un fortissimo senso di appartenenza alla terra. Un rito ancestrale che si perpetuava di volta in volta nei pressi di una sorgente che fuoriusciva dalla roccia, alla quale il popolo cacciatore del Pagus (il villaggio rurale – Nda) si fermava sia per dissetarsi che per rivolgere una preghiera propiziatoria alla dea Diana, signora delle fonti e dei boschi. E durante queste uscite a caccia, al fuoco dei bivacchi, quante storie venivano narrate! Come quella su un maestoso quanto carismatico cervo bianco: un esemplare dotato di corna lunghe come rami di quercia che era solito apparire nelle notti di luna piena vicino al Rio Salso. Se qualcuno fosse riuscito a sfiorarlo sarebbe stato baciato dalla fortuna a caccia e per di più dotato di una mira infallibile. C’era anche chi sosteneva di averlo visto attraversare il Rio Salso all’alba, con “l’acqua che scintillava attorno alle zampe come argento vivo”. Quello stesso argento vivo della fonte che per generazioni gli uomini avevano eletto come luogo di preghiera nell’imminenza delle loro battute di caccia e non solo. E dove in una mattinata velata di nebbia sostò Martino (uno dei primi Santi non martiri proclamati dalla Chiesa – Nda), al quale si presentò una scena indimenticabile: come fosse sospesa sull’acqua, vide galleggiare “la figura di una bambina, vestita di bianco, che gli indicava il cuore della radura. Senza timore, egli scavò in quel punto, e vi trovò una pietra levigata e un bacino di raccolta: l’impluvium, che avrebbe usato per il primo battesimo nella valle”. E sul quale, nei secoli successivi, fu eretta una chiesa in pietra, la cui esistenza è stata dettagliatamente documentata nel volume “Chiesa San Martino in Foglia. Rio Salso di Tavullia (Pesaro-Urbino). Indagine sulla antica Pieve e l’area archeologica romana. Duemila anni di storia”, pubblicato nel 2022 da Ernesto Paleani Editore, con una prefazione di Vittorio Sgarbi. Per salvare l’edificio, che versa attualmente in uno stato di degrado, è stato costituito nel 2007 il Comitato per la Chiesa di San Martino in Foglia presieduto dalla famiglia Pacassoni, proprietaria del terreno su cui sorge e che dal 1971 gestisce il Tiro a volo San Martino: “probabilmente costruito senza sapere fino in fondo la storia che pulsa sotto i suoi terreni, ma legato – in modo misterioso e indissolubile – alla stessa energia che un tempo animava la caccia al cervo bianco e agli altri animali della selva. Un luogo dove ancora oggi risuona l’eco dell’antica passione venatoria, trasformata in arte sportiva”. La Pieve di San Martino attende ora di poter essere restaurata e restituita alla comunità. Con l’obiettivo, tra i tanti, di diventare un centro di arti e mestieri, un luogo dove bellezza, benessere e tradizione possano incontrarsi. È il motivo per cui è stata avviata da tempo una raccolta fondi tramite un apposito conto corrente che qui riportiamo: Comitato per la Chiesa di San Martino in Foglia, Strada San Martino 13, 61010 Tavullia (Pu), Banca Prossima S.p.A. – Filiale 05000 – Piazza Paolo Ferrari 10 – 20121 Milano, IBAN IT61 I033 5901 6001 0000 0138 451.  Chi vorrà contribuire a questo restauro, anche solo con una cifra simbolica (sarà tutto tracciabile e il ricavato, inclusi i proventi derivanti dalla vendita del volume storico, andrà utilizzato esclusivamente per il recupero della Chiesa): “non starà soltanto salvando un edificio: starà riaccendendo il cuore di una storia che unisce la caccia, la terra e l’anima di un intero territorio”, ci dice Michela Pacassoni, presidente del Comitato di cui fa parte anche il padre Oliviero, fondatore del Tiro a volo San Martino. E il 13 agosto, tra pochi giorni quindi, verrà effettuata una piccola cerimonia per riportare – prosegue Michela – in auge l’energia di questi luoghi, facendo passare tra le persone che arriveranno, vicino all’antico impluvium, un catino in rame antico colmo d’acqua, per riaccendere poi a metà settembre, con una piccola festa conviviale, una luce che guidi le persone nelle tradizioni, nelle usanze e alla scoperta dell’energia di questi luoghi. Perché la Chiesa deve essere un bene fruibile dalla collettività. Sarà il primo di una serie di eventi che animeranno questi spazi, che potranno essere messi a disposizione per organizzare iniziative culturali in generale, legate alla caccia, alla musica, all’arte, alla salute e al benessere. Per maggiori informazioni: Michela Pacassoni, cell. 380/7689082 – info@sanmartinoinfoglia.it.


Tavullia di Rio Salso (Pu): la Chiesa di San Martino in Foglia è stata edificata in un luogo dove nell’antichità scorreva una sorgente attorno alla quale si ritrovavano i cacciatori per compiere riti propiziatori alla dea Diana. Il 13 agosto verrà effettuata una piccola cerimonia per riportare in auge l’energia di questi luoghi. Sarà il primo di una serie di eventi culturali legati alle tradizioni venatorie, alla musica, all’arte, alla salute e al benessere.


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