IL SALENTO E IL SUO OSSERVATORIO FAUNISTICO

Siamo a Calimera, una delle località della Grecìa salentina, in provincia di Lecce, ed è proprio in questo Comune dal nome così suggestivo che si trova il Museo di storia naturale del Salento (Msns), una delle strutture più grandi dell’Italia meridionale. Con i suoi 3.000 metri quadrati di superficie espositiva e 4 ettari di parco “abitato” da leccete, ospita al suo interno anche 3 Centri per la cura della fauna selvatica, esotica e tartarughe marine. Risale infatti al lontano 1982 l’interesse da parte dell’Msns al salvataggio degli animali ritrovati sul territorio provinciale. Un’intensa opera di monitoraggio, gestione e ricerca – quest’ultima indirizzata in modo particolare alla conservazione della natura, sistematica e biogeografica di insetti, anfibi, uccelli e rettili – che ha portato nel 1998, con la Legge regionale 27/98, all’istituzione dell’Osservatorio faunistico provinciale dotato dell’annesso Centro recupero fauna selvatica omeoterma, da cui passano mediamente ogni anno qualcosa come 600 esemplari.

E nel 2017 è diventato Centro territoriale di accoglienza fauna selvatica omeoterma (Cras Salento), che fa capo alla Regione Puglia attraverso il coordinamento del Centro regionale di Bitetto, nel barese. La gestione della struttura è regolata da una convenzione tra il Comune di Calimera e la Regione Puglia ed è affidata alla Cooperativa Naturalia. Lo staff è formato da Sandro Panzera (direttore responsabile), Gianluca Nocco (veterinario e direttore sanitario), Gianfranco Fiorentino (gestione degli animali in riabilitazione), Simona Potenza (tecnico faunistico e assistente sanitaria in infermeria) e Enrico Panzera (gestione della ricchissima banca dati di cui dispone il Centro). Tra le collaborazioni avviate da tempo a livello istituzionale e non solo nelle attività di volontariato, per quanto riguarda il ritrovamento di soggetti feriti, oltre a quelle con associazioni naturalistiche della provincia, anche con i Ranger d’Italia e Federcaccia. Quest’ultima, ad esempio, quando nel mese di gennaio 2020 si sono verificate violente mareggiate sulla costa salentina, ha contribuito ad una campagna di ricerca delle tartarughe rimaste spiaggiate.


Tratto da “Il Salento e il suo Osservatorio faunistico” di Francesca Domenichini, Caccia & Tiro 12-01/2020-2021.


Il Museo di storia naturale del Salento è immerso in 4 ettari a lecceta e i suoi 3 Centri di ricerca si occupano della cura della fauna selvatica, esotica e tartarughe marine – Foto Museo di storia naturale del Salento

Condividi l'articolo su:

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.