A descrivere la situazione della Toscana in questo scorcio di inizio 2021 (intervista fatta a inizio anno – Ndr) provvede efficacemente Mario Nencioni, saldamente nel ruolo di delegato di quell’area già da numerosi mandati.
“Da anni non vedevamo in Toscana dei punteggi di quel livello qualitativo che è stato manifestato dai nostri atleti nelle prime prove dei Campionati invernali. E di nuovo da anni non vedevamo una partecipazione così numerosa e convinta ai primi circuiti regionali della stagione, nonostante che ci stiamo confrontando con un inverno che dal punto di vista delle temperature e del vento non scherza! Questo fenomeno è certamente dovuto a quel profondo desiderio di sparare che accomuna in questo momento tutti i tiratori di ogni parte d’Italia. Abbiamo avuto una finestra felice nell’estate del 2020 dopo i mesi di chiusura, è vero, ma successivamente siamo ripiombati nelle forti limitazioni all’attività.
In considerazione di questo clima di forte attaccamento al nostro sport che stanno dimostrando gli atleti, abbiamo voluto essere molto rigorosi nell’applicazione degli schemi nelle prove del Campionato invernale. Questo non significa naturalmente che negli anni passati non ci fosse accuratezza: diciamo piuttosto che in altri momenti si è voluto idealmente un po’ andare incontro a tutte le categorie e a tutte le qualifiche, pertanto si è, per così dire, reso meno difficile qualche schema di lancio che, se applicato invece in maniera puntuale, mette davvero alla prova l’atleta. La conferma del rigore applicato nel circuito in corso non fa che evidenziare quella qualità delle prove dei nostri atleti a cui facevo riferimento prima. D’altronde questa scelta è stata ricambiata sistematicamente dal plauso dei tiratori toscani che ci hanno manifestato la loro piena soddisfazione.
Certamente questo significa un impegno ancora più gravoso per il Comitato regionale. Per fare un esempio, Giancarlo Viligiardi, che coordina il circuito della fossa olimpica, è presente sempre, nei due o tre giorni prima della gara, sul campo in cui si svolgerà la prova stessa. Altrettanto sta facendo Claudio Bartoletti, che peraltro nella vita professionale è un ingegnere e gira da un campo all’altro con i suoi attrezzi del mestiere, per assicurare il rigoroso rispetto degli schemi della fossa universale. E Sara Fanciullacci, la nostra neo-nominata vice delegata, li segue con grande spirito di collaborazione e con grande entusiasmo. Che il Campionato invernale per le nostre Associazioni della Toscana abbia rappresentato una preziosa boccata di ossigeno è fuori discussione: per settimane sono stato in contatto con molti dirigenti societari della mia Regione e ho avvertito in loro un palpabile sollievo per aver potuto ospitare una prova. Peraltro, anche la definizione del calendario è stata problematica, perché in altre stagioni abbiamo sempre esordito con l’Invernale nei primi giorni di gennaio e invece quest’anno abbiamo dovuto concentrare tutto nel mese di febbraio. Il circuito invernale di fossa olimpica è stato così circoscritto alle 4 Associazioni maggiori della Regione: Laterina, Montecatini-Pieve a Nievole, Pisa e La Torre. Però non abbiamo ignorato le esigenze degli altri Sodalizi che in altre stagioni ospitavano una prova: Siena, Follonica, Il Carlone e Cecina. Abbiamo istituito un fondo con un piccolo prelievo dalle iscrizioni di tutte le prove e abbiamo devoluto in certo modo dei ristori, per dirla con un termine oggi in voga, che ha permesso a queste Associazioni, escluse dal circuito per effetto della specifica situazione, di beneficiare di un contributo di una certa importanza”.
Ed è decisamente con grande entusiasmo che Sara Fanciullacci sta affrontando il suo nuovo ruolo di vice delegata della Toscana.
“Potrei dire che galeotta è stata l’Assemblea per rinnovare e potenziare questo nuovo mio entusiasmo nei confronti del mondo del tiro a volo! Sono stata presente a Roma il 7 novembre in qualità di rappresentante degli atleti della Toscana per effetto di un bel numero di voti conferiti dai miei conterranei tiratori. In quell’occasione ho avuto l’opportunità di incontrare alcuni dirigenti nazionali della Fitav e in particolare di intrattenere un’interessante conversazione con il presidente Luciano Rossi ed è come se, dopo questi contatti, fosse davvero scoccata di nuovo la scintilla tra me e questo sport: uno sport che ho sempre profondamente amato, ma dal quale in alcuni momenti della mia vita mi ero effettivamente un po’ distaccata per motivi di studio e di lavoro. In realtà il mio rapporto con il tiro a volo è profondamente radicato in molte fasi della mia vita: già da bambina frequentavo il Tav Bagnolo con mio padre, che è la persona a cui devo il grande amore per questo sport, poi dal ’97 sono entrata nel Centro di Avviamento allo Sport di quella stessa Associazione e i miei maestri sono stati nientemeno che Lamberto Castellani e Luciano Innocenti. Sono rimasta nel Settore Giovanile fino ai miei 20 anni: successivamente, per un lungo periodo, ho lavorato in Svizzera ricoprendo un incarico davvero gratificante nel campo dell’abbigliamento e della moda e quindi ho perso i principali contatti con il tiro a volo e in particolare con quello della Toscana. Nel 2010 però sono tornata a vivere stabilmente in Italia e in quegli anni, in parallelo a molte trasformazioni della mia vita, alcune delle quali peraltro non piacevoli e gradite, ho riscoperto la mia passione sportiva delle origini. E devo dire che, tornando a contatto con il tiro a volo, sono letteralmente rifiorita! Non posso quindi che dirmi grata e onorata dell’incarico che ho ricevuto e ho maturato alcune idee che mi piacerebbe veder realizzate: ne ho parlato con il delegato regionale Mario Nencioni e l’ho trovato estremamente sensibile e attento alle considerazioni che ho formulato. In tempi recenti sono stata molto presente sui campi di tiro della mia Regione e sono stata inoltre anche molto attiva agonisticamente a livello sia regionale che nazionale. Questo mi ha permesso di aggiornare molto la mia visione panoramica della situazione del tiro a volo in Toscana e in tante altre zone dell’Italia e dell’Europa. E mi ha permesso anche di individuare quelle aree di possibile intervento che appunto ho segnalato Nencioni. Alla grande ricchezza storica e artistica della Toscana, che non a caso da sempre rappresenta un vanto del nostro Paese a livello mondiale, corrisponde, se mi è concesso il paragone, un analogo immenso patrimonio sportivo e tiravolistico in particolare. Molti atleti che hanno fatto grande il tiro a volo italiano sono nati e cresciuti agonisticamente proprio in Toscana. Perciò credo che sia importante rinverdire un po’ quel sano orgoglio regionale con il recupero delle figure dei grandi campioni del passato più o meno lontano per trasmettere il loro messaggio ai tanti giovani che frattanto in Toscana si sono affacciati al nostro sport. A tal proposito, sulle pagine Facebook ed Instagram che ho istituito per la nostra Regione, ho voluto creare una piccola rubrica che parlasse dei campioni toscani che hanno scritto pagine importanti di storia del tiro a volo. A mio avviso credo che occorra una riossigenazione generale: una comunicazione trasparente ed efficace che renda attuali quegli importanti valori storici che stiamo celebrando. La digitalizzazione della comunicazione, ad esempio, è un fenomeno indispensabile e improcrastinabile. Dal momento in cui mi è stato ufficializzato l’incarico, mi sono impegnata a riqualificare i canali di comunicazione del Comitato e abbiamo attivato le pagine social di Fitav Toscana che sono già molto frequentate dai nostri tesserati”.
Tratto da “Uno sguardo alla Penisola”, di Massimiliano Naldoni, Caccia & Tiro 3/2021.


