FEDERICA RIU: “DARE NUOVO SLANCIO AL TIRAVOLISMO SARDO”

L’esecutivo della Federazione italiana tiro a volo ha ratificato la nomina di Federica Riu quale delegata regionale Fitav della Sardegna. L’abbiamo pertanto interpellata per conoscere qualcosa di più su programmi e obiettivi futuri del tiravolismo sardo.

La mia nomina a delegata regionale Fitav della Sardegna scaturisce dalla volontà di creare un clima di collaborazione e di coesione nella nostra regione per procedere immediatamente a dare nuovo slancio e sviluppo a tutto il movimento tiravolistico sardo. Nel corso degli anni avevamo assistito a un generale ridimensionamento del nostro movimento e dobbiamo tributare gratitudine al commissario straordinario Paolo Fiori se quel processo di declino è stato validamente arginato in queste ultime stagioni. Le motivazioni che hanno indebolito nel tempo il tiravolismo sardo sono molteplici: innanzitutto i fattori economici che hanno certamente impedito a molte persone di destinare risorse allo sport e al tempo libero. Ma ha pesato molto anche la mancata promozione delle nostre discipline in una regione in cui peraltro moltissime persone sono in possesso di porto d’armi per uso sportivo o per uso venatorio. Proprio a queste persone ci dobbiamo rivolgere adesso in questa nuova fase per conquistarle alla causa del tiro a volo o forse, in qualche caso, per riconquistarle dopo un periodo di allontanamento. Abbiamo la possibilità di agire su molti fronti per promuovere il tiro a volo in Sardegna.

Io ricordo perfettamente che quando appartenevo al Settore Giovanile, quindi appena una decina di anni fa, c’erano molti giovani come me che frequentavano le strutture di tutta l’isola. In anni recenti abbiamo sicuramente perso anche quel gruppo di praticanti: tiratori e tiratrici molto giovani che poi, in quello che possiamo chiamare il passaggio all’età adulta, non hanno conservato la stessa passione per il tiro a volo. Dobbiamo recuperare quelle persone e riportarle in pedana a popolare quei nostri impianti che gradualmente nel tempo sono apparsi spesso deserti. E naturalmente mi piacerebbe molto lavorare con il mondo della scuola per tornare a creare un bel gruppo di giovanissimi che scopra la passione per il tiro a volo. Devo dire che già in questa stagione ho ritrovato amici e amiche dei tempi del Settore Giovanile che mi hanno assicurato di voler tornare a tesserarsi: è un bel segnale ed è il segno che vitalizzando tutto il nostro ambiente possiamo stimolare subito molte persone a tornare a fare attività. Ho notato un fenomeno importante. Nel 2020, subito dopo i mesi del lockdown, c’è stato un primo ritorno prepotente dei praticanti verso la pratica di pedana. Probabilmente la sospensione totale dell’attività in quei mesi difficilissimi ha prodotto in molte persone il desiderio di tornare a praticare attività sportive e attività del tempo libero che magari avevano trascurato anche per alcuni anni. L’effetto positivo di quel ritorno in pedana lo sperimentiamo tuttora e proprio adesso dovremmo insistere per conservare quella tendenza importante.

Un aspetto che può rivelarsi fondamentale per questo rinnovato processo di promozione del tiro a volo è la presenza capillare dei nostri impianti un po’ in tutta la regione: Associazioni talvolta con piccoli impianti e altre con una dotazione invece più articolata che possono andare incontro a tutti i tesserati e indirizzarli verso tutte le specialità. Il mio vice in questa impresa di rilancio del tiravolismo della Sardegna sarà Filippo Casula. Ci unisce una comune forte appartenenza da sempre al mondo del tiro.

Io sono figlia di un dirigente di lungo corso: mio padre Pietro è stato vicepresidente della Società Villanovese, poi successivamente ha fatto appello al suo coraggio e ha creato il Tav Sassari in cui sono nata tiravolisticamente e cresciuta grazie anche alla grande competenza di Maurizio Dettori, che è la persona che mi ha fatto comprendere come si imbraccia un fucile e mi ha fatto colpire il primo piattello e grazie anche alla tenacia di mio padre che è stato un grande maestro.

Filippo ha avuto una storia analoga: è cresciuto alla Società di Pabillonis che è stata creata da suo padre Zelio e ha potuto sperimentare la vita di un’Associazione in tutti i suoi aspetti.

Confesso che a suo tempo la notizia della mia investitura a delegata regionale mi ha sorpreso. Oggi posso dire che il commissario straordinario Paolo Fiori mi ha rivelato che questa volontà sua e del Consiglio federale era maturata molto prima che la rendessimo nota. Ho avuto qualche perplessità, non certo perché non fossi onorata e orgogliosissima della notizia, ma perché in fin dei conti mi consideravo non sufficientemente esperta per assumere un ruolo così importante. Scherzando, ho detto a Fiori: non dimostro neppure l’età che ho! Che autorevolezza posso esprimere? Devo invece essergli molto grata, perché è proprio lui che mi ha fatto acquisire la consapevolezza di avere i requisiti: ho effettivamente vissuto da sempre nel mondo del tiro a volo e ho sperimentato direttamente la vita agonistica, quella organizzativa e gestionale delle Associazioni, la realtà del tiravolismo giovanile e delle discipline olimpiche e non olimpiche. So che avrò ancora molto da imparare, ma so anche di essere fortemente determinata e motivata per crescere insieme a questo sport che è quello che amo di più”.


Tratto da “Voci ‘dalla e della’ Sardegna”, di Massimiliano Naldoni, Caccia & Tiro 02/2022.


Federica Riu: “Ho vissuto da sempre nel mondo del tiro a volo e ho sperimentato direttamente la vita agonistica, quella organizzativa e gestionale delle Associazioni, la realtà del tiravolismo giovanile e delle discipline olimpiche e non olimpiche. So che avrò ancora molto da imparare, ma so anche di essere fortemente determinata e motivata”.

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