Si è svolta nei mesi scorsi la “Burris&Steiner Experience”, dedicata a un gruppo selezionato di armieri e alla stampa specializzata, che ci ha visti piacevolmente impegnati in una giornata incentrata sui prodotti e sulle strategie commerciali delle due note aziende della Holding Beretta specializzate nel campo delle ottiche di precisione da caccia, tiro e osservazione. Ad accoglierci e ad illustrarle erano presenti Bruno Beccaria, General manager, Alberto Corbetta, Responsabile commerciale Burris e Iris Rossi, International marketing e Social media manager Burris; Daniele Piva, Direttore commerciale Beretta; Andrea Costanzi, Direttore vendite Italia di Beretta e Fausto Massolo, Brand and Sales Manager Beretta; René Kabalo e Axel Blechschmidt, rispettivamente Sales manager ed Export manager di Steiner.
LA PRESENTAZIONE DI BRUNO BECCARIA
Nel pomeriggio ha fatto seguito una altrettanto interessante e insieme divertente sessione di tiro a lunga distanza presso il poligono dell’Azienda Sant’Uberto a Monterenzio, sulle colline bolognesi. Qui abbiamo avuto modo di provare le novità presentate e, architrave su cui poggia la filosofia soprattutto della nuova linea Burris, come dalla teoria sia veramente semplice passare sul campo a un impiego pratico che mette a disposizione del cacciatore un insieme di funzioni utilizzabili senza essere costretti a spostare l’attenzione dall’obbiettivo – è il caso di dirlo – finale, ovvero effettuare un tiro preciso e pulito, che in ambito venatorio significa anche etico e corretto. Un concetto caro – giustamente – a Bruno Beccaria, non a caso anche appassionato cacciatore, che lo ha sottolineato nella sua presentazione: “Viviamo in un’epoca di straordinaria complessità che ci impone di decidere in fretta e gestire una mole enorme di informazioni, nella vita di tutti i giorni così come sul lavoro. In questo scenario la tecnologia non è un lusso, ma una risposta concreta a bisogni reali; uno strumento che deve sempre rimanere al servizio della qualità, della precisione e del benessere. In Burris non innoviamo per il semplice gusto di farlo, ma per creare valore concreto. La vera innovazione è quella che semplifica e migliora ogni esperienza. Questo principio assume un significato ancora più profondo nel mondo delle ottiche da caccia e da tiro. Qui la precisione non è un’opzione, è una necessità fondamentale. Allo stesso modo, l’affidabilità non è un mero vantaggio competitivo, ma una precisa responsabilità verso l’utilizzatore. Per questo sviluppiamo tecnologie ottiche avanzate capaci di azzerare i margini di errore, offrendo soluzioni intuitive ed evolute. Chi spara deve potersi concentrare solo sul tiro, non sullo strumento. Le nostre ottiche sono progettate per non tradire mai: non si appannano, non si disallineano e garantiscono prestazioni costanti, immagini nitide e stabili anche in condizioni di luce critiche o con temperature estreme”. “Vedere bene – ha chiarito ulteriormente il General manager – significa tirare con convinzione e lucidità. Quando il cacciatore si fida della propria attrezzatura sperimenta meno ansia e meno fretta, prendendo decisioni più tranquille e consapevoli. Una visione chiara permette infatti di identificare il bersaglio a distanza e valutare l’ambiente circostante, migliorando drasticamente la sicurezza di tutta l’azione venatoria. Questo approccio chiude un cerchio perfetto fatto di etica e qualità: un colpo ben piazzato riduce al minimo la sofferenza dell’animale, consentendo un recupero immediato del capo. Un prelievo tempestivo non significa solo mostrare rispetto per la fauna riducendone lo stress, ma permette anche di preservare al meglio la qualità della carne. È una scelta più sana e responsabile, che soddisfa appieno il cacciatore moderno”.
UNA TRIPLETTA DI SOLUZIONI BURRIS
Vediamo più da vicino i prodotti Burris ispirati a questa filosofia presentati durante la kermesse, soffermandoci su una tripletta di soluzioni progettate per eliminare ogni compromesso sul campo, trasformando dati balistici complessi in informazioni immediate e pronte all’uso. Partiamo dall’Eliminator 6, disponibile nella configurazione 4-20×56, che ridefinisce il concetto di mira assistita grazie a un telemetro laser integrato capace di superare i 1800 metri di portata. Il sistema garantisce letture rapide e affidabili anche in caso di nebbia fitta, pioggia battente, neve o in presenza di ostacoli come l’erba alta. L’interfaccia software elimina la necessità di calcoli manuali: distanza, compensazione balistica e deriva del vento vengono proiettate direttamente sul reticolo o nel display. L’uso è totalmente personalizzabile attraverso un heads-up display (HUD) suddiviso in 10 zone indipendenti, attivabili o disattivabili tramite l’applicazione smartphone Burris Connect via Bluetooth. Alimentato da comuni batterie standard a lunga durata, l’Eliminator include una bolla digitale integrata e una funzione di spegnimento automatico per ottimizzare i consumi da settare tramite app. L’uso è estremamente semplice: inquadri, premi un bottone per attivare la misurazione della distanza dal bersaglio e posizioni il punto di mira illuminato dove vuoi colpire, sicuro che il proiettile andrà là dove deve andare.
Per i cacciatori più esigenti, la linea Veracity PH (Professional Hunter) introduce il sistema brevettato PE_K (Programmable Elevation Knob). Questa tecnologia combina una torretta di elevazione digitale con un HUD integrato direttamente nel campo visivo, permettendo di leggere i dati essenziali senza mai staccare gli occhi dal bersaglio. L’HUD mostra in tempo reale la distanza selezionata, le correzioni del vento, un indicatore di livello per prevenire l’errore di inclinazione laterale e lo stato di carica della batteria. Da sottolineare la scelta della torretta clickless. L’assenza dei tradizionali click meccanici non è un limite ma una precisa scelta ingegneristica: muovendosi in modo continuo e senza interruzioni fisse, questa soluzione consente una regolazione di una finezza millimetrica. Tre le varianti di ingrandimento: 2.5-12×42, ideale per la caccia in ambienti coperti e l’acquisizione rapida a distanze ridotte; 3-15×44, estremamente versatile e scelta ideale per la maggior parte delle cacce e i selvatici; 4-20×50, pensato per i tiri a lunga distanza dove serve un ingrandimento maggiore. Per i tiratori sportivi infine, troviamo la serie XTR PS (Precision Shooter), prodotto adatto anche per le competizioni di PRS. Esternamente si presenta come un’ottica premium tradizionale dalla struttura robusta e dall’elevata escursione di regolazione, ma anche in questo caso al suo interno troviamo un computer balistico avanzato che semplifica la lettura dei dati in contesti competitivi.
Anche l’XTR PS adotta la torretta digitale continua PE_K e l’HUD nel campo visivo. Il display principale mostra distanza, le correzioni di deriva, la direzione e la velocità del vento, l’altitudine e la compensazione dell’angolo di sito, batteria e livella. Per le sessioni di gara è presente anche un cronometro integrato. Il sistema è disponibile in due configurazioni ottiche: il 3-18x e il 5.5–30x. A fare da collante a questa generazione di ottiche ibride è l’applicazione Burris Connect. Lo smartphone diventa il vero centro di gestione balistica dell’arma: tramite l’app l’utente può configurare profili balistici su misura, generare tabelle DOPE (Data of Previous Engagement, ovvero “Dati dei Tiri Precedenti”) personalizzate e mappare il reticolo, trasmettendo istantaneamente gli aggiornamenti via Bluetooth a Eliminator 6, Veracity PH e XTR PS che mantengono in memoria i dati. La complessità del tiro a lunga distanza viene così risolta da un’interfaccia semplice, immediata e accessibile a ogni appassionato.
BINOCOLI E CANNOCCHIALI STEINER
Veniamo alla Steiner. Anche la Casa tedesca unisce tecnologia analogica, digitale e laser nel sistema ottico ibrido, collegando il binocolo eRanger LRF 10×42 al cannocchiale da puntamento eRanger 8 – offerto negli ingrandimenti 2-16×50 e 3-24×56 – attraverso l’applicazione dedicata Steiner Connect. Anche in questo caso inserendo i dati del proprio fucile e della munizione impiegata, quando il binocolo misura la distanza del bersaglio (fino a un massimo di tre chilometri), attraverso l’app vengono calcolate e inviate in tempo reale le correzioni necessarie alla torretta del cannocchiale, consentendo di mirare senza dover effettuare o calcolare compensazioni di sorta. Altra caratteristica interessante, il sistema sfrutta il segnale GPS per registrare la posizione esatta del colpo, facilitando il ritrovamento della spoglia anche nei terreni impervi o fittamente boscati. Interessante anche il binocolo eDiscovery 10×42, che presenta una fotocamera 4K con la quale è possibile acquisire e condividere sia foto che video dotati di audio.
Due parole sui nuovi collimatori a punto rosso destinati ad equipaggiare armi corte semiautomatiche. Il mirino MPS Micro Pistol Sight si caratterizza per la sua struttura compatta, i pulsanti grandi e facili da usare e una batteria CR2032 che garantisce una durata straordinaria, fino a 90.000 ore. Questo modello è acquistabile con punto rosso da 2 oppure da 3,3 MOA. A questo si affianca l’MPS-C, una variante che riduce ulteriormente gli ingombri (misura solo 36×27,5×33,5 mm per un peso piuma di 32 grammi). Questa versione offre un reticolo da 1,6 MOA, uno zoom reale 1x, lenti di altissima qualità e un costo decisamente accessibile.
Come anticipato, la prova al fuoco ha dato modo di verificare sul campo se quanto esposto corrispondeva al vero. Niente da dire: promesse mantenute! Anche con una scarsa dimestichezza all’impiego di sistemi di puntamento ibridi, le funzioni di tutti i prodotti presentati sono talmente semplici e intuitive da consentire fin dal primo colpo risultati più che soddisfacenti fino a distanze che sono arrivate a 800 metri. Sia chiaro: da cacciatore, escludendo condizioni veramente molto particolari e in mano a tiratori non improvvisati, ritengo che le distanze entro cui effettuare un abbattimento siano nettamente inferiori. Sicuramente però, sapere che lo strumento a cui ti affidi ti consente di “bucare” con soddisfacente precisione un foglio di carta a quella distanza, ti mette in condizioni mentali oltre che pratiche di eseguire prelievi corretti e puliti in tutta sicurezza in spazi ben inferiori.
LA GARA TRA GLI ARMIERI
Venendo alla gara, fra gli armieri a vincere con l’Eliminator 6 aggiudicandosene uno, è stato Simone Borgesa dell’armeria Tower di Avigliana (TO), mentre la Categoria eRanger8 l’ha conquistata Roberto Ruggiero dell’omonima armeria sita a San Giorgio a Liri (FR). Taciamo la competizione riservata ai giornalisti, perché manifestatamente boicottata dagli stessi organizzatori! Fra le risate dei rappresentanti della categoria, la giornata si è conclusa con una allegra e gustosa merenda campestre preparata dall’Azienda Sant’Uberto che ci ospitava e che con il marchio “Carni del Bosco” produce e commercializza sul posto ma anche online e in sempre più punti della grande distribuzione, carni fresche e congelate di cinghiale, cervo, capriolo, daino 100% italiani e salumi ricavati dalle stesse, oltre ad averci fatto assaggiare formaggi locali e – riposte le carabine al sicuro nei loro foderi – ottimi vini in abbinamento.
Tratto da “Concentrati sul tiro”, di Marco Ramanzini, Caccia & Tiro 08/2026.
Dopo la presentazione alla stampa e ai rivenditori presso l’Azienda Sant’Uberto a Monterenzio (BO), si è tenuta una interessante e insieme divertente sessione di tiro a lunga distanza.


