QUANTE EMOZIONI AL TAV SAN MARTINO PER IL GRAN PREMIO GOLDEN DI COMPAK – VIDEO

Vorrei partire da un insegnamento avuto dai miei nonni prima e dai miei genitori poi: quando qualcosa non funziona o non ti aggrada è giusto farlo notare, sempre nei limiti dell’educazione e del rispetto. E questo, so che siete d’accordo con me, riesce particolarmente facile perché criticare è nell’indole umana. Tuttavia mi è stato anche insegnato come sia corretto e doveroso sottolineare quanto di bello, funzionante, scaturito dal duro e costante lavoro troviamo nel nostro quotidiano. Questo per evidenziare la bellezza del Tav San Martino di Rio Salso, la precisione degli ingranaggi di una macchina perfettamente oliata alla cui conduzione troviamo l’inesauribile Alberto Pacassoni, Uomo profondamento innamorato del suo lavoro e del suo campo al quale dedica ogni attenzione, dalla più umile alla più impegnativa, come “accogliere” un Campionato del mondo. Persona fortemente umana ed empatica, sempre disponibile all’ascolto e al sostegno dei tiratori e della sua squadra di collaboratori. Da qualche anno frequento questo impianto e da subito l’impressione è stata quella di arrivare a casa, dove tieni a ricevere gli ospiti nel modo più caloroso ed accogliente possibile. Sensazione confermata durante il Gran Premio Golden di compak del 18 e 19 aprile. Ho trovato un campo conosciuto ma anche in piena evoluzione in previsione del prossimo 22° Campionato del mondo di compak sporting che si svolgerà dal 19 al 23 agosto, un impegno notevole di risorse ed energie, perché l’evento vedrà riunite centinaia di persone.

Al Gran Premio Golden ho ritrovato vecchie conoscenze con cui scambiare impressioni sulla gara e piacevoli chiacchiere, ho conosciuto volti nuovi, non tutti giovanissimi ed è stata una piacevole sorpresa. Una due giorni impegnativa anche per me, tra mini interviste, ricerca dello scatto non convenzionale e il voler assorbire quanto più possibile l’atmosfera della competizione, unita alla possibilità di vivere giorni lontano dal quotidiano che ognuno di noi porta con sé. Il contesto, chi conosce il campo sa di cosa parlo, è particolarmente gradevole in quanto si è circondati dalle dolci colline marchigiane punteggiate da suggestivi borghi. Raccogliere le testimonianze di tutti i presenti diventa quanto mai improbo, vorrei quindi soffermarmi su alcune che meritano menzione in questo articolo. Partiamo dalla giovanile scintilla di Ethan Cancellieri, giovanissimo tiratore di 14 anni in forze al Tav Fano sotto la guida di un grande campione quale è Enrico Lugli. Ethan ha iniziato quasi per caso scoprendo poi un talento naturale per questo sport unito a una innata passione che lo ha portato a vincere titoli prestigiosi, nonostante la sua giovane età. Non lasciatevi ingannare dalla tenerezza che un ragazzino così minuto può suscitare, perché ha grinta da vendere e quella fame di crescere, arrivare e imparare tipica della sua età.

Nei giorni in cui si svolgono le gare mi piace giungere al campo molto presto per sentire nel silenzio che lo avvolge ogni passo sul selciato, vedere le gocce di rugiada su campi ripuliti e ascoltare le voci dei protagonisti che lentamente giungono sul palcoscenico che li accoglierà nelle loro performance. È in questo contesto che ho avuto modo di intrattenermi con altri giovani protagonisti di questo evento, tra cui Thomas Metti e Maurizio Merlini, entrambi 16enni (come non menzionare la dolce

Luna, il pastore tedesco di Thomas ormai diventata la discreta mascotte di tutti i campi che frequenta). La perenne mancanza di tempo e il continuo susseguirsi degli impegni in pedana, non mi ha permesso di intervistare a dovere il giovane Thomas, che gentilmente mi ha inviato un esaustivo vocale, durante il quale mi ha raccontato i suoi inizi a 12 anni presso il Tav Laterina. Qui l’incontro con il grande Gian Franco Cannoni ha dato il via ad un percorso sempre in crescendo per poter arrivare al compimento dei 14 anni e poter così partecipare alle gare. La sua disciplina predominate è lo sporting, tanto che alla vigilia di questo Gran Premio Golden ha ricevuto la convocazione dal CT per entrare a far parte della squadra Juniores che rappresenterà l’Italia al Campionato europeo di sporting di Vetralla.

Vorrei foste qui con me a sentire l’emozione e l’adrenalina nella sua voce mentre racconta l’arrivo di questa notizia e il suo modo di vivere le gare. Sentire un giovane che parla di “farfalle nello stomaco” prima dello sparo e della successiva calma è emozionante. Dimostra nel suo racconto maturità e serietà veramente encomiabili. Maurizio a differenza di altri è partito fin da bambino con passione per le armi sportive, in primis per le pistole, tanto da vedere in compagnia di zio e nonno tantissimi film western. Un giorno ha seguito lo zio al tiro a volo proprio qui a Rio Salso e da quel momento è stata passione unica, con il conseguente affiancamento negli allenamenti di Luca Romagnoli. È la sua prima gara importante e l’ansia si fa sentire, ma dimostra concentrazione e voglia di fare e soprattutto la gioia e la sensazione di partecipare. Da tempo è per me cosa più che gradita incontrare in queste occasioni un ragazzo conosciuto per caso (si era in batteria insieme a Vetralla qualche anno fa) col quale si è instaurato un sincero rapporto di amicizia e condivisione di attimi, impressioni e situazioni di vita quotidiana che sappiamo non essere sempre benevola per tutti noi. Si tratta di Antonio Tanzi… da molti chiamato “Il Rosso” per la sua zazzera che noti a distanza: comincia “tardi” rispetto ad altri, si avvicina al mondo del tiro a 18 anni accompagnato dal padre ma, per dirla con le sue parole: “Ce l’hai nel sangue e non ti molla più non puoi più farne a meno”. Ha avuto modo di sparare anche all’estero dove trovi situazioni di tiro per noi impensabili, ma non per mancanza di volontà o disponibilità. Pensiamo banalmente ai grandi spazi che altri Paesi hanno a disposizione e che fanno eccome la differenza nella tracciatura dei lanci.

È un mondo prevalentemente maschile, come più volte sottolineato, ma la presenza femminile è sempre più in crescita unita a quella sensazione di normalità che rende onore ai protagonisti maschili. Non fa notizia il fatto che una donna partecipi a queste competizioni o che maneggi un’arma sportiva. Fa notizia il risultato raggiunto, fanno notizia i progressi dati dal lavoro e dall’impegno, fanno notizia il pronto intervento e il sostegno che i compagni di pedana hanno dato ad una tiratrice qualche anno fa proprio qui. Era luglio, faceva molto caldo e Alessandra Comina ha avuto un leggero mancamento sull’altana del campo 5. Prontamente soccorsa, si è ripresa tanto da proseguire il giorno seguente il suo percorso di gara. Di questo abbiamo parlato con Alessandra, che è nuovamente tornata su questo campo, del suo rapporto con i tiratori: la sua esperienza racconta solo di positivo confronto, diretto e schietto, del piacere di stare in compagnia fuori dal campo e di competizione sana durante le gare. Arriva dalla fossa ma poi si avvicina al compak. Ha girato diverse Società maturando esperienza e conoscenze. Come tutti ama la diversità dei lanci nello svolgimento di una competizione. Altro volto femminile più che conosciuto è Carla Flammini, non enumero i vari riconoscimenti e titoli conquistati, ma vorrei raccontare la sua umanità che mi ha particolarmente colpito. Una donna sotto i riflettori di podi mondiali ed europei che di fronte a un’intervista si emoziona, così la forza e la grinta che appaiono in pedana diventano dolcezza e discreta riservatezza. Sente ancora la pressione non tanto della gara, quanto per essere in pedana con pubblico e avversari dietro le spalle. Sentirsi osservata e al centro dell’attenzione in quel momento fa quasi tremare le gambe, ma è un attimo perché il carattere, la forza dell’atleta, la padronanza di quel che stai facendo prendono il sopravvento e i piattelli si rompono e non serve aggiungere altro.

Le mie interviste si concludono con una interessante ed istruttiva chiacchierata con Riccardo Monzoni, volto conosciuto sia sui campi che sulla rivista Caccia & Tiro. È nato a Tolentino nelle Marche nel 1989. Dopo l’Istituto Tecnico Informatico ha proseguito gli studi in Scienze Motorie, conseguendo la Laurea triennale in Scienze Motorie Sportive e della Salute e quella Magistrale in Scienze dello Sport. Ha vinto una borsa di studio presso l’Università di Urbino con conseguente Dottorato di Ricerca. Ha lavorato per la Benelli Armi S.p.A. come Consulente Scientifico -Ricercatore – Project manager e CRM Specialist. Ha continuato gli studi presso l’Università di Padova dove ha ottenuto il Master in Comunicazione delle Scienze e presso la Rome Business School: qui nel 2024 ha conseguito l’Executive Master in Data Science. Davvero tanta preparazione, eppure seduto di fianco a me sugli scatoloni dei piattelli c’era un ragazzo come tanti, un viso sereno, voce simpatica e quell’umiltà e semplicità tipiche delle persone che fanno delle loro peculiarità un punto di continua partenza e non un vessillo da mostrare ogni piè sospinto. Da diversi anni collabora a pieno regime con il Tav San Martino e direttamente con Alberto Pacassoni anche per l’organizzazione di eventi e dal punto di vista mediatico. Esperto delle varie discipline (tiro a volo, tiro dinamico, longe range), le “eviscera” sotto ogni punto di vista: tecnica, biodinamica, anatomia e fisiologia, preparazione fisica e mentale.

Incuriosita gli chiedo come siano questi tiratori. La risposta è: Tutti diversi, come tutti gli esseri umani, ognuno porta con sé esperienze quotidiane e private che rendono ogni tiratore un esemplare unico. Tuttavia ci sono situazioni che accomunano ognuno di loro come la fiducia nel mezzo (fucile) utilizzato e il contesto che hanno intorno al momento della gara. È uno sport di estrema precisione, basta un niente per distrarre la mente come un messaggio sul telefono, il vociare del pubblico presente, oppure essere arrivati sul campo già nervosi per qualsiasi motivo”. Interessante e fuori un po’ dai canoni abituali la sua visione del rapporto con un tiratore che a lui si rivolge per crescere e migliorarsi”. Secondo Riccardo è importante e fondamentale la conoscenza della persona con la quale interagisce perché prima di essere un tiratore è appunto una persona. Si tratta di un approccio a 360°: la prima evidenza è la positività di quello che è stato fatto e poi di quello che è mancato. Come già enunciato più volte nei miei scritti, queste esperienze sono intense e coinvolgenti ed è davvero difficile, se non impossibile, raccontare tutte le emozioni in poche frasi. Auspico nel prossimo futuro una tecnologia che possa trasmettere a voi lettori le voci, i suoni, i profumi che tutti noi abbiamo assimilato in questo GP Golden al Tav San Martino.


Il racconto per immagini e parole di chi ha vissuto in prima persona le emozioni, i suoni, le voci di alcuni dei protagonisti del Gran Premio Golden incorniciato dal Tav San Martino di Rio Salso, a Tavullia (PU).


 

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