Il Santo patrono dei tessitori, dei lebbrosi e degli storpi, Sant’Egidio, viene festeggiato il 1° settembre. E come spesso accade per i santi che sono vissuti nei primi secoli del Medioevo, la loro vita è circondata da aloni di mistero. Si sa, ad esempio, che il primo a trasmettere ai posteri la sua biografia agiografica fu Jacopo da Varazze, nella “Legenda Aurea”, una raccolta che questo frate domenicano, diventato poi vescovo di Genova, compose a partire dal 1260. Si narra quindi che Sant’Egidio, nato ad Atene intorno alla metà del VII secolo d.C., dalla Grecia arrivò nella Francia del Sud, per fermarsi successivamente in un bosco vicino alla foce del Rodano, in quella che all’epoca era la storica regione della Languedoc, dove cominciò a dedicarsi all’eremitaggio, pregando e digiunando. E proprio qui entra in gioco la leggenda, che vede Sant’Egidio nutrirsi anche del latte ricavato da una cerva inviatagli direttamente dal Signore. Ad un certo punto, “irrompe sulla scena”, nella solitaria esistenza di questo eremita, il re dei Goti, Flavio, che, nel corso di una battuta di caccia, lo ferisce erroneamente, invece di colpire la cerva alla quale aveva mirato. L’animale infatti aveva cercato di rifugiarsi vicino al Santo.
L’episodio porta all’instaurarsi di una profonda amicizia tra l’uomo di Chiesa e il sovrano che, per farsi perdonare del ferimento, gli regala un terreno su cui poi Egidio erige un’abbazia attorno alla quale, nel tempo, si radunerà una folta comunità di monaci seguaci di quella spiritualità benedettina di cui Egidio era portatore. Da lì in poi viene attuata una costante opera di evangelizzazione, che va di pari passo con un grande lavoro dei terreni fino a quel momento mai coltivati e con l’apertura di un fiorente commercio. Proprio in virtù di quanto fatto negli anni e dei prodigi che Egidio ha compiuto, diventa famoso in Francia come il “Santo taumaturgo” e muore il 1° settembre, pare del 725, nell’abbazia da lui fondata. Il suo culto ha superato i confini francesi sviluppandosi in Olanda, in Belgio, in Italia e viene riconosciuto anche come il patrono dei cavalli, delle foreste, dei poveri e delle pecore.
“Sant’Egidio e la cerva” di F.D., Caccia & Tiro 12/2020-01/2021.
La leggenda narra che il Signore inviò al padre eremita Egidio una cerva perché si nutrisse del suo latte. Dipinto della National Gallery, Londra – Foto National Gallery – CC BY 3.0


