ACQUAFONDATA: COPPA ITALIA PER MUTE E COPPIE SU LEPRE

In uno stupendo scenario di natura selvaggia e moderatamente plagiata dall’uomo col solo pascolo delle sue mandrie, la grande cinofilia da seguita su lepre è stata protagonista nel frusinate, con la finale di Coppa Italia Federcaccia per mute e coppie di segugi. Una prova ospitata in un teatro cinofilo-venatorio che è sicuramente in grado di soddisfare anche il più esigente dei cinofili: la prestigiosa Azienda faunistico venatoria Acquafondata, un ambiente di caccia, di circa 2000 ettari collinari e montani, ricco di risorse, situato al centro di una vallata e circondato dai monti della Meta. Mentre il piccolo centro abitato di Acquafondata è posto su un poggio calcareo dominato dal monte Monna Casale (1395 m s.l.m.) nell’area meridionale delle Mainarde.

La Federcaccia ha deciso di destinare a luogo ideale di questa prova cinofila, degna di rappresentare questa finale nazionale per cani da seguita su lepre in mute e coppie, un luogo a dir poco spettacolare, con un maestoso panorama contraddistinto da vette montuose, valli e colline dominate da borghi in un ambiente rimasto inalterato nel tempo.

Erano attesi ben 23 conduttori di mute e 4 concorrenti di coppie di segugi in rappresentanza di tutte le regioni italiane, tutte di categoria A, quindi una prova di lavoro per segugi riconosciuta dall’Ente nazionale cinofilia italiana (ENCI), a cui hanno partecipato i migliori equipaggi nazionali di cani da seguita e che ha visto un team di esperti giudici ENCI alternarsi durante le giornate di valutazione dei turni: Vincenzo Soprano, Luigi Desogus, Antonio Raffaele, Giancarlo Fiaschetti, Vincenzo Di Ciurcio. Durante le semifinali che si sono svolte in 4 giorni si sono contraddistinti e piazzati nelle varie batterie giornaliere: Luciano Paggi (1° Ecc.); Enzo Coccia con i suoi 4 segugi a pelo raso (1° M.B.); Enrico Montiani con i suoi 5 segugi a pelo raso (1° Ecc.); Giovanni Petruccioli con i suoi 7 segugi a pelo raso (1° Ecc.); Domenico Antonio Sichini con i suoi 6 segugi a pelo raso (1° Ecc.), Benedetto Picano/Raffaele Migliaccio con 4 segugi a pelo raso (1° Ecc.); Juri D’Onofrio con i suoi 4 segugi a pelo raso (1° M.B.).

Alla finale sono affluite le mute e le coppie con il miglior punteggio dato nelle semifinali o nelle qualificazioni. Vincitore della finalissima Coppa Italia nella categoria mute Migliaccio/Picano con la muta di segugi italiani (Expo, Juri, Frizz, Faro) con un M.B., mentre al 2°, 3° e 4° posto si sono piazzate rispettivamente le mute di Giovanni Petruccioli, Domenico Antonio Sichini e Luciano Paggi. Per la categoria Coppie si è aggiudicato il titolo di campione Daniele Ferrari con Nina e Stella.

La manifestazione è stata magistralmente organizzata dalla Commissione Cinofila nazionale capeggiata da Aldo Pompetti. Un ringraziamento particolare al concessionario dell’Azienda Acquafondata, Curzio Stirpe, al comandante Napolitano, al sindaco Antonio Di Meo, al vicesindaco e a tutti i cittadini di Acquafondata per la disponibilità che sempre accordano, a tutti gli accompagnatori che, coordinati dal presidente provinciale Filippi e da Daniela Iovine, hanno reso possibile la kermesse cinofila grazie alle loro conoscenze del territorio e alla loro grande disponibilità, sempre rinnovata.


La finale della Coppa Italia Federcaccia per mute e coppie di segugi si è articolata sui terreni dell’ Azienda faunistico venatoria Acquafondata, un ambiente di caccia di circa 2000 ettari collinari e montani.


Condividi l'articolo su: