L’UMBRIA TIRAVOLISTICA: INTERVISTA A CICIONI E SPADA

È Ermanno Cicioni, il decano dei delegati regionali Fitav, dall’alto della sua grande esperienza di dirigente territoriale, a inquadrare subito in maniera circostanziata la situazione dell’Umbria.
Confesso di aver nutrito qualche apprensione nelle prime settimane di quest’anno sull’andamento dei Campionati invernali, – rivela Ermanno Cicioni – perché temevo obiettivamente che la partecipazione risultasse fortemente ridotta rispetto alle passate stagioni. È un timore che ho confidato anche ai presidenti delle Associazioni coinvolte nell’organizzazione dei circuiti ma, malgrado questi dubbi, con fiducia abbiamo concordato di riproporre lo stesso regolamento degli anni passati e lo stesso montepremi. E sorprendentemente i numeri sono stati invece decisamente soddisfacenti. È sufficiente considerare che nel circuito di fossa olimpica l’Umbria presenta una ‘pagella’ di 142 tiratori di media per ogni gara: è un dato superiore a quelli fatti registrare tra il 2013 e il 2015 che sono stati, è vero, anni in cui pesava la crisi economica, ma in cui non si sono verificate certo tutte le restrizioni dell’ultima stagione. A fronte di questi numeri, un dato è apparso certo fino dai mesi invernali: le persone non vedono l’ora di tornare a fare la vita normale e questo vale, per nostra fortuna, anche per l’attività sportiva che non ha assolutamente perso la sua capacità attrattiva”.

Se in Umbria sono attive le stesse 21 Associazioni che erano operative nel 2020, questo si deve certamente all’intervento promosso dalla Fitav in favore dei sodalizi. – sottolinea Cicioni – In special modo per i piccoli impianti, il contributo finanziario erogato dalla Federazione è stato determinante per continuare ad esistere e per riuscire a superare quei mesi di totale inattività che avrebbero potuto decretare la definitiva sospensione dell’operatività. Le grandi Associazioni naturalmente dispongono di altre risorse: hanno potuto recuperare almeno in parte con l’attività che si è svolta sostanzialmente in maniera regolare dal giugno all’ottobre del 2020. Il tesseramento è andato alla grande. Certamente per l’anno in corso ci dovremo aspettare una pur minima flessione per un fenomeno che è specifico della nostra regione: in Umbria, infatti, sono tesserati molti stranieri. Sono tutti quegli atleti che nell’arco della stagione disputano regolarmente le gare internazionali nei nostri impianti e, di conseguenza, in Umbria svolgono anche molto allenamento. Ebbene, è ovvio che quei tesserati per il momento mancano all’appello a causa della situazione che stiamo vivendo”.

L’aspetto interessante dell’attuale situazione del tiravolismo umbro è che, sebbene si tratti di una regione non estesa e con un parco-tiratori ovviamente non paragonabile alle regioni geograficamente più grandi d’Italia, è possibile rintracciare una significativa diversificazione dei gusti dei tiratori. – afferma il decano – Perfino nel panorama delle Associazioni ci sono delle specializzazioni ben definite. Certamente la fossa olimpica è, per così dire, un vestito che non passa mai di moda e tutti indossano sempre volentieri ma, ad esempio in queste ultimissime stagioni, c’è stato un considerevole aumento di attività nella fossa universale nel triangolo Trasimeno-Appennino-Gualdo. Se rispettano una buona progressione di crescita sia il compak che lo sporting, langue invece un po’ lo skeet, nonostante che in Umbria ci sia un cenacolo autorevole della specialità al Tav Moschettieri del Nera di Stefano Sebastiani. Quanto al trap uno, è una specialità che in Umbria ha un suo seguito, però certamente occorre che la disciplina trovi una sua collocazione definita e non resti in una specie di limbo tra il mondo del tiro a volo e quello venatorio”. “Sono molto contento che Katiuscia Spada abbia accettato l’incarico di vicedelegata per la nostra regione. – non nasconde la propria soddisfazione Cicioni – Innanzitutto nel suo caso non c’è davvero bisogno di presentazione, perché stiamo parlando di un’atleta eclettica che ha gareggiato ai massimi livelli mondiali sia nello skeet che nello sporting, e potrà tornare comunque prossimamente a svolgere ancora quel ruolo. In lei vedo molto entusiasmo, e questa prerogativa è un elemento importante per dare ancora maggior slancio al tiravolismo umbro in questo momento così difficile. Io, a mia volta, mi sento rassicurato dal fatto di avere al mio fianco nel Comitato una persona cresciuta ‘a pane e piattelli’, che peraltro sta dimostrando di saper sviluppare intuizioni nuove che possono coinvolgere direttamente il mondo dei giovani”.

È un approccio molto pragmatico al nuovo ruolo di vicedelegata anche quello palesato da Katiuscia Spada.
Qualcuno mi chiede se avverto come insolito il mio nuovo ruolo di vicedelegata dal momento che, a parte l’anno sabbatico del 2019, sono un’atleta che fa stabilmente attività agonistica al massimo livello, vestendo orgogliosamente i colori delle Fiamme oro: un gruppo sportivo che da sempre ci mette nelle migliori condizioni per raggiungere i nostri obbiettivi. Ho l’abitudine di dire – puntualizza la campionessa – che quella funzione non sottrae: semmai aggiunge. È sicuramente un ruolo che mi permetterà di promuovere tante nuove iniziative”.
Di nuovo molti mi chiedono se credo che il tiro a volo in Umbria abbia ancora margini di crescita. Io sono convinta che ne ha, però dobbiamo anche adeguarci ai nuovi linguaggi. – chiarisce Spada – Per quel motivo nel mio ruolo mi sono subito dedicata a dialogare con i nostri appassionati attraverso i social network. Tutta l’attività sportiva amatoriale, come tanti altri aspetti della nostra esistenza, ormai viaggia sui social, e se vogliamo coinvolgere nuovi appassionati e consolidare la presenza di quelli che già ci sono, dobbiamo lavorare in quel modo. D’altronde, la situazione attuale ci impedisce di richiamare le persone e riunirle numerose intorno ad un evento come abbiamo fatto per decenni nel nostro ambito del tiro a volo. Gli appassionati fanno attività, eccome se ne fanno, ma attualmente c’è un modo diverso rispetto a prima. Ormai sappiamo come va: tutti arrivano al campo, sparano e se ne vanno, come è ovvio che accada nella situazione attuale. Allora dobbiamo ricostruire l’atmosfera familiare degli incontri sul campo attraverso il virtuale dei social: in quel modo possiamo riuscire a ricreare quel clima di divertimento generale che ha sempre caratterizzato il nostro mondo. Una cosa è certa: per poter tornare a fare attività come avveniva in passsato dobbiamo sicuramente aspettare che la pandemia sia davvero finita, però nel frattempo non siamo stati con le mani in mano, altrimenti non avremmo potuto conservare quel meraviglioso patrimonio di tesserati che compongono il nostro ambiente”. “Posso inoltre rassicurare chi, per effetto di questo nuovo incarico che ho assunto, teme di non vedermi più gareggiare. – rassicura la neo vicedelegata – Svolgere il ruolo di vicedelegata sta rendendo perfino più forte il mio desiderio di fare attività agonistica. Fra l’altro mi stimola molto anche il contatto con discipline diverse da quelle che ho sempre praticato. Un altro grande stimolo è poi quello del comparto giovanile a cui adesso posso rivolgere maggiore attenzione. Ricordo bene quando ho mosso i miei primi passi nel tiro a volo nel Settore Giovanile, e quindi so bene che quei trenta under 20, ragazze e ragazzi, che popolano oggi il tiravolismo dell’Umbria sono il nostro futuro più saldo”.


Tratto da “La voce delle regioni”, di Massimiliano Naldoni, Caccia & Tiro 5/2021.


 

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