LA LOMBARDIA TIRAVOLISTICA: LA PAROLA A GHELFI E GALLINA

È subito Daniele Ghelfi a fornire una panoramica complessiva della Lombardia tiravolistica ed è uno spaccato, quello che della Regione più colpita dall’emergenza sanitaria ci propone il dirigente lombardo, che offre malgrado tutto numerosi indizi confortanti.

A un anno dall’inizio della pandemia, che purtroppo ha avuto proprio in Lombardia uno degli epicentri mondiali, anche sotto il profilo del tiro a volo è possibile tracciare un bilancio molto chiaro di quello che questo drammatico evento ha prodotto nella nostra area. Certamente la Regione è in grande sofferenza e poiché le criticità sono essenzialmente economiche, è evidente che quella sportiva come la nostra è una delle prime attività a subire il contraccolpo per la contrazione dei consumi.

I dati aggiornati ci dicono però che non stiamo perdendo tesserati e non vediamo ridotto il numero delle Associazioni affiliate. E questo va certamente letto come un segnale positivo. Possiamo già contare, ad esempio, su circa 2.300 tessere rinnovate su un parco-tesserati complessivo che negli anni passati si è sempre aggirato intorno alle 3.100 persone e sono operative 31 Associazioni. Un dato è certo: hanno sofferto più le piccole Associazioni delle grandi.

I grandi Club hanno potenzialità certamente maggiori. Per fare un semplice esempio: maggiore è il numero di campi di cui un’Associazione dispone e più facile è stato assicurare il distanziamento e il rispetto delle norme igienico-sanitarie per i praticanti, senza imporre particolari limitazioni di accesso perché appunto lo spazio a disposizione ha garantito la circolazione dei frequentatori.

Per questo motivo organizzando i Campionati invernali che sono in corso abbiamo voluto prestare attenzione proprio alle realtà minori. Le prove del circuito invernale di fossa olimpica sono previste nelle grandi Associazioni della Zona Est e della Zona Ovest, ma per la fossa universale e il compak, oltre a dividere la Regione in due Zone come fino ad ora non avevamo mai fatto, abbiamo destinato le prove nelle Associazioni che, per le dimensioni, sono in seconda fascia. E i risultati sono molto buoni sia per la fossa olimpica che per le discipline non olimpiche: nel Campionato invernale di trap, tanto per fare un esempio, abbiamo esordito con 350 tiratori al Concaverde in Zona Est e con 240 a Uboldo nella Ovest e una bella media è stata rispettata anche nei turni successivi. Ma numeri molto buoni ci sono stati anche nell’universale e lo stesso dicasi per il compak. E non trascuriamo, nel giudizio complessivo sui Campionati invernali, che quest’anno abbiamo dovuto organizzare i circuiti invernali nelle domeniche di febbraio, mentre invece negli altri anni la gara di esordio era programmata nel giorno dell’Epifania”.

Elena Gallina – dice Ghelfi – è la nostra vice delegata per il quadriennio che è appena iniziato e ritengo che sia la persona ideale per svolgere quell’incarico. Mi sono consultato con i miei collaboratori ed è risultata opinione condivisa quella di non designare un’atleta che svolgesse attività agonistica. Occorreva individuare allora una persona equidistante dalle Associazioni della Regione, ma nello stesso tempo perfettamente addentro ai meccanismi della Lombardia. Elena è perfettamente calata nel ruolo: è estremamente competente per quanto riguarda il Settore Giovanile che segue da anni e ha solide capacità organizzative, grazie al lavoro che ha condotto con Walter Miotto e Silvio Grande per il Cas Concaverde. Per le dimensioni della Lombardia e per la realtà multiforme della nostra Regione, occorreva una persona di grande duttilità e dalle conoscenze a tutto campo e sono certo che Elena Gallina interpreterà bene questa funzione offrendo un valido supporto al Comitato”.

Confesso che ho avuto anche qualche esitazione ad accettare questo ruolo – replica Elena Gallinaperché certamente la nostra Regione, per la quantità delle Associazioni, per il numero dei tesserati, per le tante Province con le loro prerogative e per la marcata differenza anche geografica del territorio, è un’area molto impegnativa dal punto di vista organizzativo. Io ho avuto l’opportunità di guardare la mia Regione in questi anni dall’osservatorio, per molti aspetti privilegiato, del Settore Giovanile. È stata un’esperienza bellissima e molto formativa perché quel Settore è in un certo modo lo specchio della vitalità di una Regione. E aver assistito alla crescita del patrimonio giovanile di molte Associazioni mi ha permesso di vivere da vicino la realtà del tiravolismo lombardo nella sua totalità. Credo infatti che potrò svolgere al meglio il mio ruolo fornendo un aiuto proprio nell’ambito del Settore Giovanile che, sebbene certamente florido in Lombardia, può svilupparsi ulteriormente.

Mi piacerebbe, ad esempio, agevolare la nascita di nuovi gruppi di ragazze e ragazzi in quelle Associazioni che ancora non hanno un proprio comparto giovanile. I numeri alti del Settore Giovanile della Lombardia hanno dato certamente lustro alla Regione perché siamo infatti tra le aree più titolate d’Italia per quanto riguarda gli Under 20. Ma a mio avviso il Settore Giovanile può svolgere anche il ruolo di forte collante tra le Associazioni, specialmente appunto in una Regione estesa e caratterizzata dai grandi numeri com’è la Lombardia. Quasi superfluo dire che mi piace immensamente l’ambiente del tiro a volo ed è quasi altrettanto superfluo ammettere che ho fatto esperienza del Settore Giovanile anche direttamente nel ruolo di mamma di due giovani atleti che frattanto agonisticamente hanno spiccato il loro volo.

Sicuramente quell’esperienza mi aiuterà molto a immedesimarmi nelle situazioni che dovranno vivere in un domani le famiglie dei futuri atleti che vorranno avvicinarsi al tiro a volo nelle nostre Associazioni. Assecondare i sogni dei propri figli quando vogliono abbracciare una carriera sportiva è un impegno notevolissimo che comporta tante soddisfazioni e, inevitabilmente, qualche sofferenza. Per così dire: sta nel gioco.

Lo sport è una solida esperienza formativa per tutti i nostri giovani che attraverso una disciplina come il tiro a volo potranno essere adulti migliori. Per quanto riguarda la mia Regione, sarò davvero ben lieta di poter dare un contributo ai giovani di oggi e ai futuri campioni di domani e alle Associazioni che vorranno impegnarsi su questa strada che permetterà di aumentare in generale il numero dei praticanti che frequentano le nostre pedane”.


Tratto da “Uno sguardo alla Penisola”, di Massimiliano Naldoni, Caccia & Tiro 3/2021.


 

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