FITAV PIEMONTE: LA PAROLA A PINO FACCHINI

In piena sintonia con la schiettezza caratteriale del dirigente Fitav della Regione subalpina, è molto diretto l’approccio al tema introdotto da Pino Facchini.

In questo scorcio dei primi mesi del 2021 – dichiara il massimo rappresentante del tiravolismo del Piemontegiudico la situazione del Piemonte tiravolistico complessivamente positiva. Quello della nostra regione è certamente un dato in controtendenza rispetto a tutte quelle previsioni negative formulate in precedenza in considerazione del possibile effetto della pandemia e delle sue ripercussioni socio-economiche. Il polso della situazione lo ha fornito il Campionato invernale di fossa olimpica: in tutte le prove c’è stata una risposta entusiastica dei tesserati. Altri dati confortanti, in termini numerici, sono arrivati poi anche dalle altre discipline. In sostanza, il responso è che in Piemonte c’è un gran desiderio di fare agonismo. Certamente non starebbe a me tessere l’elogio della programmazione dei circuiti regionali, essendone l’artefice insieme ai miei più stretti collaboratori, però un dato è evidente: tanto per fare un esempio, abbiamo programmato il Campionato invernale di fossa olimpica del Piemonte lungo 7 prove che sono state assegnate ad altrettante entità societarie dalla comprovata esperienza e dalla consolidata ottima reputazione organizzativa. Queste circostanze sono risultate una garanzia assoluta per noi organizzatori, ma anche per i tesserati che sono andati a competere in Associazioni che possono assicurare l’incontrovertibile affidabilità della gara e del risultato. L’affidabilità dei circuiti è assicurata anche dall’esperienza e dalla competenza delle figure alle quali ho attribuito il ruolo di coordinatori delle discipline. Una di queste persone è certamente Franco Badii, cui è stata delegata l’organizzazione del circuito di fossa olimpica con la preziosa collaborazione di Giuseppe Martin. Ancora a Badii ho affidato l’organizzazione del circuito di fossa universale con il contributo fondamentale di Davide Zaggia e Alberto Segato. Lo stesso Segato, delegato provinciale di Novara, in quanto volontario sempre animato da un’inesauribile passione, è stato anche il coordinatore instancabile dei circuiti invernali di compak e di skeet. È con grande orgoglio che posso affermare che nella conduzione del Piemonte tiravolistico sono affiancato da un gruppo di persone in cui sono ravvisabili con chiarezza le doti fondamentali di competenza, affidabilità ed esperienza. Come non pensare del resto, ad esempio, anche al giudice unico regionale Bruno Novarese quando si menzionano queste prerogative? Oppure ai tanti delegati provinciali per i quali ho proposto al Consiglio federale la conferma: Carlo Ilengo, che sarà al mio fianco appunto anche per il Settore Giovanile, Walter Serranti, Alberto Negro, Elio Occhetti, Alberto Segato, Alessandro Bianchi e Giovanni Mirone”.

Ecco che, proprio per questi motivi che ho appena menzionato, – precisa Facchini – si è rivelata impresa non facile anche la designazione della vice delegata regionale. Non tanto perché il Piemonte non disponga, ad esempio, di dirigenti societarie di grande capacità che avrebbero potuto assolvere quel compito, ma soprattutto perché far cadere la scelta su questa o quella dirigente di Società avrebbe potuto essere avvertita come penalizzante per coloro che non fossero state prescelte. Non esito ad affermare che presidenti di Società come Svetlana Shishkina di Pecetto, come , come Patrizia Quarantotto di San Quirico sarebbero state interpreti ineccepibili di quel ruolo. Ma la designazione di una di loro avrebbe appunto suonato come una imperdonabile mancanza di stima e di considerazione nei confronti delle altre. Ecco che la designazione di Alessandra Della Valle per il ruolo di vice delegata del Piemonte rappresenta proprio il simbolo di una scelta super partes che ho voluto operare in prima persona. Alessandra, nonostante la giovane età, è un’atleta peraltro già nota anche a tutto l’ambito tiravolistico piemontese per alcune pregevoli imprese agonistiche di cui si è resa protagonista sotto le insegne del Tav San Giovanni del campionissimo Giovanni Pellielo. Io ritengo dunque che questo quadriennio possa essere una palestra ideale per permetterle di entrare perfettamente nel ruolo. La figura della vice delegata regionale è, nei miei intendimenti, un ruolo che dovrà essenzialmente rivolgersi, ad esempio, al mondo femminile e a quello giovanile: due ambiti che nella nostra Regione devono
essere sviluppati fortemente. Contemporaneamente, la vice delegata avrà così l’opportunità di saldare i contatti con tutte le componenti del mondo tiravolistico della Regione: i tesserati, le Associazioni, i delegati provinciali, il Settore Giovanile e il Settore Arbitrale”.


“La parola al territorio”, di Massimiliano Naldoni, Caccia & Tiro 4/2021.


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