COMPAK: GLI SPECIALISTI SI RACCONTANO

Scorrendo la classifica generale del Gran Premio Golden di compak di San Martino di Rio Salso (andato in scena nei mesi scorsi – Ndr) non può lasciare indifferenti quel 195/200 di Cristian Camporese che, di fatto, definisce lo Junior padovano secondo soltanto alla star della gara: Davide Gasparini. D’altronde il ventenne azzurro ci ha già abituato a imprese stratosferiche tra le quali spicca la conquista del titolo mondiale individuale e a squadre nel compak nel 2021 a Cipro con un punteggio proprio di poco superiore a quello confezionato a Tavullia. “In ogni gara – ha spiegato Camporese a proposito della sua brillante prova sul terreno pesarese – devi mettere impegno, dedizione e concentrazione: non cambia che si tratti del Campionato del mondo oppure di una gara nazionale. E quei tre concetti che ho appena esposto costituiranno ancora la mia filosofia in questo anno che sarà la mia ultima stagione da Junior e in cui dovrò prepararmi all’ingresso tra i big”.

Protagonista assoluta della graduatoria delle Ladies al Gran Premio in programma allo stand della famiglia Pacassoni è stata Carla Flammini che si è riconfermata leader del panorama femminile italiano del compak. “Riconosco che il Gran Premio di Rio Salso è stato davvero una bella gara – ha raccontato l’atleta abruzzese che si è imposta con 185/200 – Non c’è stato un attimo e tantomeno un’intera serie in cui si poteva abbassare la guardia, perché effettivamente anche molte delle altre ragazze hanno mantenuto una buona media. Come si dice sempre: le somme però si tirano alla fine e infatti posso dire di aver fatto qualche zero di troppo, anche se ammetto di essere soddisfatta di aver mantenuto la concentrazione per tutta la gara. Negli anni ho lavorato sodo per imparare a gestire la pressione psicologica della competizione e grazie a questo lavoro che ho condotto su me stessa mi sento pronta per le competizioni internazionali che si avvicinano”.

Il punteggio di Davide Gasparini, come si è detto, è stato assolutamente stellare: il 197/200 con cui l’atleta dell’Esercito (effettivo presso il 28° Reggimento Pavia di Pesaro e Urbino) ha concluso la gara all’impianto di Tavullia è la conferma che l’azzurro sta attraversando un autentico momento di grazia. “Appena finita l’ultima serie – ha dichiarato – qualcuno mi ha detto:hai fatto una gara ai limiti della perfezione! Non voglio essere presuntuoso perché un atleta non può mai permetterselo, ma effettivamente in senso tecnico mi sono sentito perfetto in tutto nei due giorni del Gran Premio di Rio Salso. Sapevo di essere arrivato a quella gara decisamente pronto, ma non basta mai: devi anche saper dare il massimo, altrimenti puoi anche essere prontissimo, ma la tua gara sarà magari soltanto una buona gara, non un’ottima gara. Adesso occorre lavorare perché tutto fili così, per il verso giusto, anche nelle più importanti sfide internazionali dell’anno”.

Gli appuntamenti internazionali sono ovviamente anche l’obbiettivo principale dell’iridato Under 20 Cristian Camporese.
Il mio traguardo principale in questo 2022 – ha rivelato l’atleta veneto – è naturalmente la gara più importante della stagione: il Mondiale. L’anno scorso sono riuscito a vincere il titolo ed è stata una soddisfazione immensa: ce la metterò tutta anche quest’anno, quantomeno per fare un buon piazzamento e difendere il titolo in maniera onorevole”.

Come ha riconosciuto Carla Flammini, il panorama femminile in questo Gran Premio Golden è stato molto brillante. Se la vice delegata Fitav dell’Abruzzo ha conquistato la vittoria con 185/200, è altrettanto vero che i 177 assemblati da Valentina Guidi e da Alessia Panizza sono punteggi di significativo valore: lo shoot-off tra le due contendenti ha poi attribuito il successo alla marchigiana Guidi per 5 a 2. “Nel piazzamento un po’ ci speravo – ha confessato la pesarese Valentina Guidi, allieva di Marco Battisti – ma considerate le capacità tecniche di molte delle mie avversarie ero consapevole che non sarebbe stato semplice. Effettivamente è stata una sfida all’ultimo piattello e sono molto soddisfatta del risultato. Sono riuscita ad affrontare lo shoot-off con Alessia Panizza con relativa tranquillità, nonostante fossi consapevole che la mia avversaria era tra le più valenti atlete del panorama italiano. Ho cercato di dare il massimo e questo è già una grande vittoria!”.

E proprio Alessia Panizza ha compiuto un’analisi accurata della sua prova a Rio Salso. “Per darmi un voto – ha spiegato l’atleta lombarda – dividerei la mia prestazione in due parti separate: alle prime due serie non posso che attribuirmi un 3 secco! Mentre nelle successive sono stata perfino da 8 e ½ o anche 9. Nel complesso, quindi, mi darei un 6 e ½. La sufficienza: quantomeno per il recupero che sono riuscita a fare dopo il 15/25. Perché certamente dopo un punteggio di quel genere di più non si può fare”. “Mi è stato suggerito – ha proseguito – che probabilmente senza quel 15 la mia gara avrebbe preso tutta un’altra piega. Io invece penso che senza quel 15 avrei fatto una gara nella mia media, perché sono convinta che se invece di quel punteggio avessi totalizzato un 22 o un 23 non sarebbe arrivato Quell’ottimo 142/150 che ho fatto nelle sei serie successive. Ultimamente sto un po’ soffrendo le prime serie di gara: nel Gran Premio di Foligno era avvenuto più o meno lo stesso con un 16 di esordio e poi un 25. Possiamo chiamarla: ansia da prestazione? Non saprei, però mi rendo conto di non essere sufficientemente concentrata. Ma non trovo per ora neppure una risposta adeguata a questa situazione. Certamente nelle serie successive a quel 15/25, quando ormai chiaramente pensavo di essere fuori dai giochi, ho sparato più rilassata. È anche vero, e ritengo giusto sottolinearlo, che dopo quel 15 ho ricevuto il supporto e il conforto di tanti amici e tante amiche e quegli interventi sono stati un aiuto fortissimo per tentare il riscatto che sono riuscita a realizzare. Mai e poi mai avrei immaginato di andare a podio dopo quella serie disastrosa: figuriamoci poi se pensavo di riuscire a spareggiare addirittura per il secondo posto, anche se riconosco che per tre quarti di gara ho sparato decisamente bene. Diciamo che dentro di me non sentivo di meritare una medaglia! Certamente la gara di Rio Salso è servita da ennesima lezione: significa che anche dopo una serie ‘forata’ dispongo delle capacità per recuperare. E inoltre, a proposito dello spareggio affrontato forse di nuovo con concentrazione non sufficiente, mai pensare che la gara sia finita con l’ultima serie!”.


Tratto da “Ladies dell’universale si raccontano”, di Massimiliano Naldoni, Caccia & Tiro 05/2022.


Mesi fa si è tenuto il Gran Premio di compak di Rio Salso, nel quale Davide Gasparini ha dominato in Eccellenza mentre Cristian Campores si è affermato leader tra gli Juniores.


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