“CHRISTINE MARIA BRESCACIN, DA TIFOSA A DIRIGENTE NAZIONALE”

Nata in Francia da genitori di origine umbra (madre) e veneta (padre), Christine Maria Brescacin nel 1991 ha accettato una proposta di lavoro che l’ha portata a vivere in Italia, a Spello (Pg). Nel piccolo centro umbro ha conosciuto il marito Carlo e ha costruito la sua famiglia, formata dai figli Alessio (tiratore di 24 anni), Carlotta (pattinatrice artistica di 21) e Lorenzo (tiratore di 19 anni) e anche il suo futuro lavorativo da imprenditrice in un’azienda del settore aerospace ed automotive. Ma conosciamola meglio…

Qual è stato il tuo primo contatto con il tiro a volo?
Da mamma di un tiratore. Mio figlio Alessio ha sempre avuto la passione per la caccia e le armi, seguendo la tradizione della famiglia di mio marito, per cui a 13 anni ha iniziato a frequentare il Settore Giovanile della nostra Regione. Grazie a lui ho conosciuto meglio il mondo del tiro a volo e ho capito che, grazie al grande rispetto delle regole che viene insegnato ai tiratori fin dalle prime esperienze, non c’è alcun pericolo nella pratica di questo sport. Giorno dopo giorno, gara dopo gara, mi ha contagiato con la sua passione e mi sono fatta travolgere da questo sport”.

Da mamma appassionata a presidente della Commissione del Settore Giovanile è stato un bel salto: cosa ti ha spinto ad impegnarti come dirigente regionale?
Mio marito è entrato nella Commissione per contribuire al bellissimo progetto di formare i ragazzi. Quando nel 2015 c’è stata la necessità di individuare un nuovo presidente, visto il mio impegno e la mia presenza costante in tutte le iniziative, mi hanno proposto di prendere quel posto e ho accettato con grande entusiasmo. In questi anni, grazie al contributo fondamentale di tutti i componenti della Commissione, abbiamo realizzato tante iniziative. Io ho proposto numerose idee e, con impegno e determinazione, le abbiamo realizzate con un discreto successo. Ci ho messo moltissima passione, come in tutto ciò che faccio, e sono stata ripagata con tante soddisfazioni. Il contatto con le ragazze ed i ragazzi del nostro gruppo ha rappresentato un arricchimento personale. Il tiro a volo è uno sport completo e permette ai ragazzi di acquisire valori importanti come l’autostima, l’autocontrollo, la socializzazione e la disciplina, fondamentali tanto nello sport quanto nella vita. Vederli crescere e maturare personalmente e nel rapporto con gli altri, con il gruppo, è stato gratificante e molto emozionante e sono rimasta sorpresa io per prima del segno che ha lasciato in me. Me ne sono resa conto pienamente solo quando ho ‘ufficializzato’ le mie dimissioni. Per fare parte del Consiglio dopo l’elezione ho dovuto rinunciare al ruolo di presidente. Ho colto l’occasione di salutare il gruppo durante la premiazione che viene organizzata alla fine dell’anno per i ragazzi che escono dal Settore Giovanile per limiti di età. Beh, ho avuto serie difficoltà nel trovare le parole giuste e mi sono commossa molto”.

Come donna, madre, moglie, imprenditrice non è stato sicuramente facile conciliare gli impegni derivanti dal ruolo di dirigente regionale. Qual è il sogno che ti ha spinto a fare il salto fino al Consiglio federale?
Più che sogno, lo definirei un obiettivo. I sogni fanno parte di un mondo poco accessibile, l’obiettivo è quello che si deve perseguire nella realtà e il mio principale è di portare in Consiglio un contributo tangibile, animata dalla passione e dal bagaglio di esperienze che ho fatto in questo mondo. Sarà sicuramente una bella sfida. Le cose da fare sono tantissime, molte di più rispetto a quelle che si percepiscono da ‘fuori’. La responsabilità è grandissima, ma sono pronta a dedicarmici con tutto l’impegno necessario, certa di poter contare sull’esperienza del presidente Rossi e dei mie colleghi consiglieri, così come sul sostegno di tutto lo staff federale, dai dipendenti ai collaborati, che rappresenta una eccellenza nel nostro Paese”.

Con il tuo ingresso la “quota rosa” sale a 3 componenti sui 10 totali. Tante o poche?
La cosa importante è che ognuno di noi possa portare il suo contributo. Emanuela (Bonomi Croce – Ndr) e Roberta (Pelosi – Ndr) hanno già fatto un grande lavoro ed io mi sento onorata di poter contare sulla loro esperienza e di poter collaborare con loro. Ci siamo già confrontate e abbiamo intenzione di sottoporre al Consiglio diversi progetti che hanno come protagoniste le donne nel nostro sport”.

Potendo esprimere un desiderio su un incarico specifico all’interno del neo eletto Consiglio, quale potrebbe essere la tua indicazione?
Mi impegnerò al cento per cento in qualunque ambito, ma non posso non sperare di restare vicina al Settore Giovanile che mi ha rubato il cuore”.


“Christine Maria Brescacin, da tifosa a dirigente nazionale” di Carlofrancesco Manstretta, Caccia & Tiro 2/2021. Foto Christine Maria Brescacin


 

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