Questo ragazzo di Montegiordano Marina, in provincia di Cosenza, ha già le idee molto chiare in fatto di tiro a volo se, come è vero, nello skeet ha conquistato il titolo italiano degli Esordienti nel 2019 e si è confermato in quel ruolo anche nel Campionato d’inverno dell’anno successivo, guadagnando poi con merito la borsa di studio della Fitav proprio per la stagione 2020. Antonio spara da appena due anni (frattanto si è tesserato ad un Club storico della geografia italiana dello skeet: Lo Schioppo di Rotondella, in provincia di Matera) e il suo interesse per lo skeet è nato seguendo il papà Pino che pratica appunto quella disciplina.
Ma lo spirito agonistico di Antonio è decisamente quello giusto: “Provo belle emozioni quando sono in pedana, – precisa il giovane skeettista calabrese – ma cerco di non farmi dominare da quelle. Nella scorsa stagione ho partecipato al Gran Premio di Porpetto: ero l’unico ragazzo della Calabria ed ero anche in assoluto il più giovane, però ho vissuto quell’esperienza con tranquillità. Semmai, con tanta voglia di imparare. E lo stesso è accaduto poco prima delle festività di fine anno quando sono andato al Centro olimpico di Formia per uno dei micro-raduni del Settore Giovanile. Con il professor Alberto Di Santolo abbiamo fatto molti esercizi: un lavoro duro, certamente, ma al centro di tutto c’è il divertimento”.
Studente dell’Istituto alberghiero (“Professionalmente nella vita mi vedo a condurre il ristorante di famiglia”: precisa Antonio La Volpe), lo skeettista quattordicenne ha di nuovo le idee molto chiare anche in fatto di allenamento. “In occasione del Campionato italiano di skeet di Laterina dello scorso autunno, grazie a mio padre che ha voluto profondere tempo e risorse, ho passato una settimana ad allenarmi con Emanuele Fuso. Sparo spesso in allenamento con Emanuele e devo dire che lui è un maestro straordinario: a Laterina mi ha dato tantissimi suggerimenti preziosi. Però in quell’occasione ho visto sparare anche altri campioni: Tammaro Cassandro, Riccardo Filippelli, Luigi Lodde. Cerco sempre di capire cosa fanno i grandi campioni dello skeet alle pedane 3 e 5 che sono quelle che mi fanno un po’ soffrire. Ma io mi sento tranquillo anche in allenamento: magari mi soffermo un po’ di più sulle pedane in cui ho trovato delle difficoltà. L’importante è capire dove si sbaglia, se si sbaglia, e perché. E andare avanti ad imparare: senza farsi divorare dalla fretta”.
Tratto da “La meglio gioventù del 2021” di Massimiliano Naldoni, Caccia & Tiro 2/2021. Foto Fitav


